Esperto di Calcio

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25 aprile 2013

Giovani talenti: i 150 classe '93 da non perdere!


Esperto di Calcio ha sempre un occhi di riguardo per i giovani talenti. Massimiliano Macaluso, collega su Fantagazzetta.com, ha scritto un bell'articolo sui giovani in rampa di lancio. Giusto tributargli un pò più di visibilità, perchè tra questi ci sono ragazzi di sicuro interesse! Alcuni sono stati già schedati da me o dagli altri editori, altri riceveranno una scheda a breve. Stay tuned...


Dopo l'esplosione dei giovani talenti nati nel 1992 (che noi avevamo già accuratamente catalogato nella raccolta dei migliori 150), la generazione successiva sta confermando la spaventosa crescita dei calciatori ventenni. Il loro utilizzo in Europa, ormai, sembra obbligato per forza di cose: i più maturi garantiscono già freschezza e qualità, rivelandosi preziosi sin da subito anche come potenziali tesori economici. Come lo juventino Pogba, uno che a diciannove anni ha già segnato 5 gol in Serie A e garantirebbe già una plusvalenza di 30 milioni, o il sampdoriano Icardi, che proprio alla Juve ha segnato due delle sue attuali nove marcature in Italia. Il talento dei classe 1993 però non si limita a quello dei già citati Pogba e Icardi: sono ben 150 quelli che compongono l'elenco dei migliori, ovvero dei più promettenti sul panorama internazionale. Suddivisi per regioni o campionati di appartenenza e accompagnati dal nome del relativo club e dal ruolo in campo. Perchè, se diamo ascolto alla filosofia dei dirigenti di mezza Europa, molti di loro saranno i veri protagonisti dei prossimi dieci anni. Dunque, è bene cominciare a conoscerli sin da ora.


SERIE A: In pochi hanno il posto fisso da titolare, alcuni sono già praticamente indispensabili. Nel massimo campionato italiano in tanti hanno già intuito che la 'rivoluzione dei giovani' va attuata sin da subito, dando fiducia ai più pronti. Tante Big di conseguenza (Juventus, Milan e Inter su tutte) hanno provveduto a potenziare parecchio i rispettivi settori giovanili, pescando spesso sul mercato estero tanti giovani di prospettiva.
- RODRIGO ALBORNO (Inter Primavera - Paraguay - Esterno sinistro)
- MARKO BAKIC (Torino - Montenegro - Centrocampista offensivo)
- STEFANO BELTRAME (Juventus Primavera - Italia - Attaccante)
- GIANLUCA CAPRARI (Pescara/Roma - Italia - Attaccante)
- PAULO DYBALA (Palermo - Argentina - Attaccante)
- SIMONE GANZ (Milan Primavera - Italia - Attaccante)
- MAURO ICARDI (Sampdoria - Argentina - Attaccante)
- MARKO LIVAJA (Atalanta/Inter - Croazia - Attaccante)
- NICOLAS LOPEZ (Roma - Uruguay - Attaccante)
- HORUR MAGNUSSON (Juventus Primavera - Islanda - Difensore)
- MIGUEL MEDINA (Udinese/Napoli - Paraguay - Centrocampista)
- DOLLY MENGA (Torino - Belgio - Ala destra)
- HASAN PEPIC (Juventus Primavera - Montenegro - Ala sinistra)
- PAUL POGBA (Juventus - Francia - Centrocampista)
- JUAN FERNANDO QUINTERO (Pescara - Colombia - Centrocampista)
- SAID AHMED SAID (Genoa - Ghana - Attaccante)
- DEJAN STOJANOVIC (Bologna - Austria - Portiere) 


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(Dybala, Icardi e Livaja: sono già protagonisti in Serie A)


I SUDAMERICANI: Una vera e propria miniera di talenti è quella del Sud-America, che anno dopo anno sforna centinaia di giovani stra-interessanti. Se consideriamo che il 30% della Serie A è composto da sudamericani, è bene appuntarsi subito qualche nome. Anche perchè Laxalt, Perea e Jadson, ad esempio, arriveranno in Italia la prossima estate: sono stati già acquistati da Inter, Lazio e Udinese.
- RAFAEL 'RAFINHA' ALCANTARA (Barcellona B - Brasile - Centrocampista)
- FELIPE ANDERSON (Santos - Brasile - Centrocampista)
- GONZALO BUENO (Nacional Montevideo - Uruguay - Ala sinistra)
- RODRIGO CAIO (San Paolo - Brasile - Mediano)
- NICOLAS CASTILLO (Universidad Catolica - Cile - Attaccante)
- RICARDO CENTURION (Racing Avellaneda - Argentina - Centrocampista offensivo)
- SEBASTIAN CRISTOFORO (Penarol - Uruguay - Centrocampista)
- KELVIN (Porto - Brasile - Centrocampista offensivo)
- JADSON (Botafogo/Udinese - Brasile - Centrocampista)
- VALBER HUERTA (Universidad de Chile - Cile - Difensore)
- JUAN ITURBE (Porto - Argentina - Attaccante)
- MANUEL LANZINI (River Plate - Argentina - Centrocampista)
- DIEGO LAXALT (Defensor/Inter - Uruguay - Mediano)
- DARWIN MACHIS (Vitoria Guimaraes/Granada/Udinese - Venezuela - Attaccante)
- JOSEF MARTINEZ (Young Boys - Venezuela - Attaccante)
- GONZALO MASTRIANI (Cerro - Uruguay - Attaccante)
- LUCAS MELANO (Belgrano - Argentina - Attaccante)
- JUAN PABLO NIETO (Alianza Petrolera - Colombia - Centrocampista)
- BRAYAN PEREA (Deportivo Cali/Lazio - Colombia - Attaccante)
- YORDY REINA (Alianza Lima - Perù - Attaccante)
- DIEGO ROLAN (Bordeaux - Uruguay - Attaccante)
- DIEGO RUBIO (Sporting Lisbona - Cile - Attaccante)
- ALAN RUIZ (Gimnasia LP - Argentina - Centrocampista offensivo)
- LUCIANO VIETTO (Racing Avellaneda - Argentina - Attaccante)
- VINICIUS (Palmeiras - Brasile - Attaccante)
- BRUNO ZUCULINI (Racing Avellaneda - Argentina - Centrocampista)



SERIE B: Il campionato cadetto è l'habitat naturale per l'esplosione dei più giovani e per questo motivo le grandi squadre non esitano a lasciar crescere i più acerbi affidandoli in prestito, spesso col posto fisso garantito.. Quasi tutti i migliori infatti sono già di proprietà di squadre di massima serie e proprio in Serie A faranno ritorno a breve.
- ALBERTO ALMICI (Virtus Lanciano/Atalanta - Italia - Terzino destro)
- GABRIEL APPELT PIRES (Pro Vercelli/Juventus - Brasile - Centrocampista)
- FEDERICO BARBA (Grosseto/Roma - Italia - Difensore centrale) 
- KHOUMA EL BABACAR (Padova/Fiorentina - Senegal - Attaccante)
- DANIEL BESSA (Vicenza/Inter - Brasile - Trequartista)
- MATTEO BIANCHETTI (Verona/Inter - Italia - Difensore centrale)
- RICHMOND BOAKYE (Sassuolo/Juventus/Genoa - Ghana - Attaccante)
- OUASIM BOUY (Brescia/Juventus - Olanda - Centrocampista)
- MASSIMILIANO BUSELLATO (Cittadella - Italia - Centrocampista)
- RAMAN CHIBSAH (Sassuolo/Juventus/Parma - Ghana - Centrocampista)
- LORENZO CRISETIG (Crotone/Inter - Italia - Centrocampista)
- JOSEPH DUNCAN (Livorno/Inter - Ghana - Centrocampista)
- PAOLO PANCRAZIO FARAGO' (Novara - Italia - Centrocampista)
- RICCARDO FIAMOZZI (Varese - Italia - Terzino destro)
- EDMUND HOTTOR (Virtus Lanciano/Milan - Ghana - Centrocampista)
- RICCARDO IMPROTA (Juve Stabia/Genoa - Italia - Attaccante)
- NICOLA LEALI (Brescia/Juventus - Italia - Portiere)
- MIRKO PIGLIACELLI (Sassuolo/Roma - Italia - Portiere)
- GIANMARIO PISCITELLA (Modena/Genoa/Roma - Italia - Attaccante)
- GIUSEPPE PRESTIA (Ascoli/Palermo- Italia - Difensore centrale)
- RODRIGO ELY (Reggina/Milan - Italia/Brasile - Difensore centrale)
- STEFANO SABELLI (Bari/Roma - Italia - Terzino destro) 


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(Boakye, Leali e Bouy, tutti e tre di proprietà della Juventus parcheggiati in B)

BABY BLUES: I giovani transalpini allenati da Mombaerts non parteciperanno al prossimo Europeo di scena in Israele ma promettono ugualmente molto bene. Incredibile la maturazione di gente come Varane e Pogba, che (e non vogliamo essere ripetitivi) sono già tasselli importanti per la Nazionale maggiore di Deschamps che sta rifondando parecchio.
- ALPHONSE AREOLA (PSG - Portiere)
- JEAN-CHRISTOPHE BAHEBECK (Troyes/PSG - Attaccante)
- NATHANIEL CHALOBAH (Watford/Chelsea - Centrocampista)
- LUCAS DIGNE' (Lille - Terzino sinistro)
- TONY HUSTON (Verona - Difensore centrale)
- GEOFFREY KONDOGBIA (Siviglia - Centrocampista)
- YAYA SANOGO (Auxerre - Attaccante)
- FLORIAN THAUVIN (Bastia/Lille - Trequartista)
- SAMUEL UMTITI (Olympique Lione - Terzino sinistro)
- RAPHAEL VARANE (Real Madrid - Difensore centrale) 



LE FURIE ROSSE DEL FUTURO: Gli iberici confermano il trend degli ultimi anni e questa estate potrebbero concedere il bis a livello continentale. Dopo Isco, Muniain, Koke e Morata, adesso è tempo di vedere all'opera i classe '93, alcuni dei quali possono già vantare il titolo di campioni d'Europa under 19.
- FRANCISCO 'PACO' ALCACER (Getafe/Valencia - Attaccante)
- JUAN BERNAT (Valencia - Ala sinistra)
- JOSE' ANTONIO DELGADO 'NONO' (Real Betis B - Centrocampista)
- RUBEN GARCIA (Levante - Attaccante)
- JOSE' CAMPANA (Siviglia - Centrocampista sinistro)
- JUANMI JIMENEZ (Malaga - Attaccante)
- JONAS RAMALHO (Athletic Bilbao - Difensore)
- JESE RODRIGUEZ (Real Madrid Castilla - Attaccante)
- ALEX RUBIO (Siviglia - Attaccante)
- JAIRO SAMPERIO (Racing Santander - Centrocampista)
- JESUS JOAQUIN FERNANDEZ SAEZ 'SUSO' (Liverpool - Attaccante) 


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(Da sinistra: Chalobah, Locadia, Suso, Wickham e Klaassen)

MADE IN U.K.: Dal Regno Unito arrivano tanti nuovi talenti interessanti, come i baby dell'Inghilterra che l'Italia Under 21 troverà di fronte ad Euro 2013. Ci saranno Oxlade-Chamberlain e Butland, già da tempo nel giro della Nazionale maggiore. Un giovane scozzese è stato invece l'eroe di Celtic-Barcellona 2-1: Tony Watt, nato proprio nel 1993.
- ROSS BARKLEY (Everton - Inghilterra - Centrocampista)
- JACK BUTLAND (Birmingham City - Inghilterra - Portiere)
- BEN DAVIES (Swansea - Galles - Terzino sinistro)
- JON FLANAGAN (Liverpool - Inghilterra - Terzino sinistro)
- HARRY KANE (Leicester City/Tottenham - Inghilterra - Attaccante)
- WILLIAM KEANE (Manchester United - Inghilterra - Attaccante)
- JOSH MC EACHRAN (Middlesbrough/Chelsea - Inghilterra - Centrocampista)
- ALEX OXLADE-CHAMBERLAIN (Arsenal - Inghilterra - Ala)
- JACK ROBINSON (Wolves/Liverpool - Inghilterra - Terzino sinistro)
- NICO YENNARIS (Arsenal Reserves - Difensore, centrocampista destro)
- ANTHONY 'TONY' WATT (Celtic Glasgow - Scozia - Attaccante)
- CONNOR WICKHAM (Sunderland - Inghilterra - Attaccante)
- ANDRE WISDOM (Liverpool - Inghilterra - Terzino destro) 


GLI AFRO-BOYS: Il Continente Nero è da sempre terra di grandi prospetti, che la recente edizione della Coppa d'Africa non ha fatto altro che metterli in mostra. Tra nigeriani, camerunesi, zambiano ed egiziani brilla il senegalese Konate, vero trascinatore della sua Nazionale alle recenti Olimpiadi di Londra.
- FRANK ACHEAMPONG (Anderlecht - Ghana - Attaccante)
- GAEL BIGIRIMANA (Newcastle - Burundi - Centrocampista)
- GAEL ETOCK (Sporting Lisbona - Camerun - Attaccante)
- AHMED HASSAN 'KOKA' (Rio Ave - Egitto - Attaccante)
- PAPE MOUSSA KONATE (Kuban Krasnodar - Senegal - Attaccante)
- IMOH EZEKIEL (Standard Liegi - Nigeria - Attaccante)
- STEVE LEO BELECK (Stevenage/Watford - Camerun - Attaccante)
- EMMANUEL MBOLA (Porto - Zambia - Terzino sinistro)
- KENNETH OMERUO (ADO Den Haag - Nigeria - Terzino destro)


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(Da sinistra: Maher, Burke, Watt, Oxlade-Chamberlain e Konate)


QUELLI DELL'EST EUROPA: Il mercato orientale è da sempre perfetto per scovare giovani talenti low-cost e i dirigenti dei club italiani lo sanno bene, tanto da curare molto da vicino le relazioni con gli agenti slavi per scovare i nuovi Jovetic ed Hamsik. E inevitabilmente in Serie A il numero dei migliori giovani dell'Est Europa è costantemente in crescita.
- KONSTANTIN BAZELYUK (CSKA Mosca - Russia - Attaccante)
- MAVROUDIS BOUGAIDIS (AEK Atene - Grecia - Difensore centrale)
- GIORGI CHANTURIA (Alania Vladikavkaz/Vitesse - Georgia - Ala)
- ERIK JANZA (Domzale - Slovenia - Terzino sinistro)
- ERGYS KACE (PAOK Salonicco - Albania - Centrocampista)
- TOMAS KALAS (Vitesse/Chelsea - Repubblica Ceca - Difensore centrale)
- VLADYSLAV KALYTVYNCEV (Dinamo Kiev - Ucraina - Centrocampista offensivo)
- LUKA MUZENJAK (Cibalia - Croazia - Centrocampista)
- MATIIJA NASTASIC (Manchester City - Serbia - Difensore)
- JAN OBLAK (Rio Ave - Slovenia - Portiere)
- FILIP ORSULA (Wigan - Repubblica Slovacca - Attacccante)
- ANTE REBIC (RNK Spalato - Croazia - Attaccante)
- NICOLAE STANCIU (Vaslui - Romania - Trequartista) 


TUTTI GLI ALTRI: L'ultimo sottogruppo contiene giovani altrettanto interessanti, alcuni talmente maturi da far impressione. Come il tedesco Draxler, prodotto dello Schalke 04 e già a suo agio in Champions League, o l'olandese Maher, che ha impressionato parecchio con la maglia dell'AZ Alkmaar ed è già da parecchio in orbita Nazionale Orange.
- MUSTAFA AMINI (Borussia Dortmund - Australia - Centrocampista)
- VALON BERISHA (Red Bull Salisburgo - Norvegia - Centrocampista)
- LEONARDO BITTENCOURT (Borussia Dortmund - Germania - Centrocampista)
- MASSIMO BRUNO (Anderlecht - Belgio - Centrocampista offensivo)
- GRAHAM BURKE (Aston Villa - Irlanda - Attaccante)
- ANDREAS CORNELIUS (FC Copenaghen - Danimarca - Attaccante)
- MITCHELL DIJKS (Ajax - Olanda - Difensore)
- JULIAN DRAXLER (Schalke 04 - Germania - Centrocampista offensivo)
- KERIM FREI (Fulham - Turchia/Svizzera - Centrocampista)
- VINCENZO GRIFO (Hoffenheim - Germania - Centrocampista)
- THORGAN HAZARD (Zulte Wagerem/Chelsea - Belgio - Ala)
- JONAS HEYMANS (AZ Alkmaar - Belgio - Difensore)
- ETZATZ HUSSAIN (Molde - Norvegia - Centrocampista offensivo)
- SEAD KOLASINAC (Schalke 04 - Germania - Difensore)
- SONNY KITTEL (Eintracht Francoforte - Germania - Centrocampista offensivo)
- DAVY KLAASSEN (Ajax - Olanda - Attaccante)
- YUYA KUBO (Kyoto Sanga - Giappone - Attaccante)
- ZAKARIA LABYAD (Sporting Lisbona - Olanda - Ala)
- JURGEN LOCADIA (PSV - Olanda - Attaccante)
- ROMELU LUKAKU (West Bromwich Albion/Chelsea - Belgio - Attaccante)
- ADAM MAHER (AZ Alkmaar - Olanda - Centrocampista offensivo)
- ANDY NAJAR (Anderlecht - Honduras - Centrocampista)
- HAVARD NIELSEN (Red Bull Salisburgo - Norvegia - Attaccante)
- ROBIN QUAISON (AIK - Svezia - Centrocampista)
- PATRICK RAKOVSKY (Norimberga - Germania - Portiere)
- ANTONIO RUDIGER (Stoccarda - Germania - Difensore centrale)
- ERICK TORRES (Guadalajara - Messico - Attaccante)
- TOM TRYBULL (Werder Brema - Germania - Centrocampista)
- TIM VAYRYNEN (Honka - Finlandia - Attaccante) 

C'era una volta l'invicible armada. Dortmund e Bayern, scacco al calcio spagnolo

C'era una volta l'egemonia spagnola... Sembra giunto al capolinea il dominio iberico sul calcio europeo. E' un dato di fatto che emerge con forza e convinzione dalle due semifinali di Champions League. Le due più grandi e titolate squadre della penisola iberica sono incappate in due "scoppole" epocali.
Si è detto ieri del trionfo del Bayern sul Barcellona, la squadra che da anni domina la manifestazione; parleremo oggi della fantastica prestazione del Borussia Dortmund. I gialloneri di Klopp hanno dato una lezione di calcio allo Special One ed ai Galacticos. Un Real che si presentava in casa del Dortmund forte di una maggiore esperienza a vivere queste partite e, come se non bastasse, da due sconfitte nella fase a gironi. Si pensava che Mourinho avesse studiato le contromisure, proprio alla luce delle due batoste subite in autunno. Niente di più sbagliato.
Klopp ha dato una lezione di calcio al portoghese, giocando una partita di ritmo e velocità. Il Real, diciamocelo chiaramente, non ci ha capito nulla. E' rimasto in partita grazie a Ronaldo, un fuoriclasse, ma senza di lui il passivo sarebbe stato più pesante. Incontenibili i ragazzi di Dortmund, veloci come delle schegge, tecnici, con un dribbling perfetto ed efficaci sotto porta. In tempi non sospetti avevo scritto articoli sul Borussia, su Gotze e su Lewandowski. Ma il Dortmund non è solo loro. Reuss è un fuoriclasse di livello mondiale, Gundogan è un "mostro", e tutti gli altri sarebbero titolari ovunque.
Elogiare il bomber polacco, dopo un poker in semifinale, sarebbe troppo semplice. L'ariete polacco è un fenomeno, ricorda il migliore Ibrahimovic, senza il suo ego smisurato. I fortissimi fantasisti stanno rivoluzionando non solo il ruolo, ma il modo stesso di concepire e fare calcio.
Penso che, a fronte di quanto accaduto, possiamo parlare di una nuova era. Il calcio si sta modificando radicalmente, sta prendendo il sopravvento una nuova filosofia di gioco. Non più possesso palla e grande tecnica; ma un gioco rapido, veloce, ordinato, forte ed efficace. Non si gioca più orizzontalmente, ma in profondità. La velocità, unita ad una tecnica di base eccelsa, permette di giocare a tutto campo. In difesa si concede forse qualcosina (anche se il Bayern dietro è una roccaforte), ma dalla cintola in su non ci sono speranze. Ai mediani è chiesto di saper rubare palla ed impostare; di buttarsi negli spazi e saper lottare con il coltello tra i denti. La fase offensiva è completamente diversa dal concetto di 2-3 punte che ha attanagliato il Bel Paese dall'avvento di Zeman, Capello o Lippi. Il terminale offensivo può essere uno o possono essere molteplici. Chi attacca, ed in genere son quattro giocatori, deve esser mobile e tatticamente disciplinato allo stesso tempo. Tutti i movimenti devono esser svolti all'unisono, gli ultimi 30 metri di campo devono essere coperti in lunghezza e in larghezza. Dortmund e Bayern, che non a caso giocano con atteggiamenti tattici speculari, rappresentano perfettamente questa nuova filosofia di gioco. Il centravanti fa da riferimento, gioca per la squadra, si muove, ma sa essere letale. Alle sue spalle tre giocatori formidabili, dotati di dribbling, corsa, carattere, carisma e tecnica. 
Come raggiungere questi livelli? Difficile dirsi. Cosa serve, sembra banale ma è così, sono il lavoro e la pazienza. I tedeschi l'hanno avuta, ed ora raccolgono i frutti del loro ottimo lavoro. Non hanno mai speso cifre folli, specialmente il Dortmund, eppure ora sono li a giocarsi con pieno merito il trofeo che tutti sognano: la Champions League.



24 aprile 2013

Borussia Dortmund, come cambia il dream team di Klopp

Alla vigilia di una delle più importanti partite della stagione, il Borussia Dortmund è scosso dai dubbi sul suo futuro. Calciomercato.com ha riportato qualche tempo fa le indiscrezioni sui gialloneri, che saranno oggetto di profonde attenzioni sul mercato dei grandi. Mario Goetze, tanto per dire, è passato Bayern Monaco di Guardiola, con un investimento da "soli" 37 milioni di euro..

Dominatore degli ultimi due campionati tedeschi e protagonista di una cavalcata straordinaria in Champions League quest'anno, il Borussia Dortmund si prepara all'appuntamento con la storia di mercoledì: al Westfalen Stadion sarà di scena il Real Madrid di Josè Mourinho nell'andata delle semifinali. Una sfida che è già cominciata col botta e risposta tra lo Special One ("Da quando c'e' stato il sorteggio, Jurgen Klopp ha parlato tutti i giorni mentre io non ho aperto bocca. Noi parleremo della partita martedi', in queste due settimane abbiamo lavorato abbastanza per preparare questa partita") e l'allenatore di Stoccarda ("So cosa ha detto Mourinho, ne sono consapevole. Che posso commentare? Mourinho dice esattamente le stesse cose che mi diceva la mia professoressa, che parlo troppo. Non so se sia una guerra psicologica ma ad ogni modo me ne staro' tranquillo").

Ma il mago di Dortmund ha detto anche altro, parlando del momento di un campionato, la Bundesliga, nel suo momento di massima espansione economica e di interesse ma che rischia di diventare una lotta a due da qui ai prossimi anni. Klopp ha utilizzato un'immagine molto efficace per descrivere il duopolio Bayern Monaco-Borussia Dortmund che si è venuto a creare negli ultimi anni, paragonandolo a quello che per diverso tempo ha caratterizzato il derby scozzese tra Celtic e Rangers di Glasgow. Una forbice con le altre squadre di Germania destinata ad allargarsi ulteriormente, come dimostrano le politiche di Scalke 04, Bayer Leverkusen e Borussia Moenchengladbach (per fare degli esempi) che vivono e vivranno sulle cessioni delle loro stelle (Schurrle, Xhaka, Draxler).

Ma il timore ancora più concreto è che lo stesso Dortmund sia destinato alla lunga a soccombere di fronte allo strapotere finanziario della società bavarese, che acquisterà la prossima estate proprio dai gialloneri il bomber polacco Robert Lewandowski (24). E ,con gli altri gioielli Hummels, Gundogan, Reuss e Gotze cercati dalle grandi d'Europa, la situazione è destinata ad accentuarsi ulteriormente.

Scacco al tiki taka: I balugrana si tolgono il sombrero davanti a questo Bayern

Ho sempre ammirato i giornalisti che riescono a tornare sui propri passi, che riconoscono i propri errori di valutazione. Ora è il mio turno di fare mea culpa, perchè valutando il Bayern Monaco avevo preso una cantonata pazzesca. Quando dalle mani di Steve Mc Manaman uscì l'accoppiamento fra la mia Juventus ed i tedeschi ero soddisfatto. Sapevo che dopo il Celtic non poteva andare di nuovo bene; ma pensavo che il Bayern fosse meno peggio delle due spagnole. Con il Real non abbiamo la controprova, ovviamente, ma con il Barcellona sembra non esserci confronto. I bavaresi hanno veramente distrutto il Barça, in lungo e in largo. Raramente ricordo in Champions, specialmente in semifinale, una lezione tanto evidente.
Questo Bayern è una squadra fantastica, completa. Con pressing, velocità e tanto ritmo ha messo in ginocchio il Barcellona del tiki taka. I catalani "non l'hanno mai presa" come si dice in gergo, non sono mai riusciti ad impensierire Neuer ed il passivo parla chiaro.
In Spagna le testate giornalistiche rimarcheranno l'irregolarità delle reti di Gomez (fuorigioco) e di Robben (per un fallo di Muller in area di rigore), ma tecnico e giocatori catalani, a fine partita, non ci hanno nemmeno provato. Non ci sono alibi che tengano di fronte a prestazioni del genere. Ho apprezzato davvero le parole di Dani Alves, che nel post partita ha dichiarato: "Se dovremo morire lo faremo a testa alta, posso fare questa promessa ai nostri tifosi per la gara di ritorno. Ci sono stati superiori in tutto. Potevamo segnare qualche gol, ma non ce l'abbiamo fatta. Il Bayern ha acquisito sempre più forza e qui l'ha dimostrato con una pressione veramente forte. Quando una squadra è così forte non ci resta che toglierci il sombrero".
Tutti quelli che amano questo sport dovrebbero togliersi il cappello davanti a questo Bayern, che sembra davvero inarrestabile. Per gioco, fisicità e rapidità mi ricorda la prima Juve di Lippi, che non a caso ha vinto tutto ed ha sfiorato la Champions in altre due occasioni, perdendo due pazzesche finali contro Borussia Dortmund e Real Madrid. Il Bayern di Heynckes ha già sfiorato l'impresa e quest'anno ha tutto per vincere. Il turno non è ancora passato, sulla carta, ma la finale di Wembley è ormai in tasca. Non esiste finale più meritata, perchè solo una grandissima squadra poteva dare una "spettinata" del genere ai fuoriclasse blaugrana. Certo, in molti diranno che non è più la squadra di Pep Guardiola, ma a conti fatti è sempre una compagine con gente come Messi, Xavi, Iniesta, Alves, Mascherano, Piquè. Ci siamo capiti, no?
Onori e complimenti per questo Bayern, che aveva ingannato un pò tutti con l'anomala sconfitta casalinga con l'Arsenal di Wenger, una squadra che sta su un pianeta del tutto diverso rispetto ai rossi di Baviera.
Vedere giocare i tedeschi è un piacere, offrono un calcio di livello mondiale. Parte del merito va dato proprio al tecnico "indigeno"Heynckes, uno che dopo uno scudetto e due finali di Champions verrà mandato via per far posto a Pep Guardiola. Nulla da dire sulle qualità del tecnico catalano, che apprezzo come uomo di calcio e persona, ma che difficilmente potrà migliorare questa squadra.

Simone Zaza - 1991 - Italia


Nome: Simone
Cognome: Zaza
Data di nascita: 25 giugno 1991
Luogo di nascita: Policoro
Altezza: 182 cm
Peso: 75 kg
Piede: sinistro



El Shaarawy, Niang, Balotelli.. gli attaccanti con la cresta vanno di moda ultimamente. Fra i grandi bomber dalla capigliatura bizzarra potrebbe esserci presto una "new entry". Sto parlando di Simone Zaza, centravanti dell'Ascoli che tanto bene sta facendo con la maglia bianconera. 

Nato a Policoro, un piccolo paesino della Basilicata, Simone Zaza è attualmente ritenuto una delle principali rivelazione del campionato cadetto in corso. Abituato a faticare fin da piccolo, Zaza calca per la prima volta un campo di calcio a sei anni, quando entra a far parte della Stella Azzurra Bernalda, scuola calcio di una cittadina vicina a Policoro. E' li che viene seguito e notato dagli osservatori dell'Atalanta, che lo acquistano e lo portano al Valdera, squadra gemellata ai nerazzurri. Nel 2006, a 15 anni, i dirigenti della Dea decidono di aggregarlo al settore giovanile dell'Atalanta, dove matura calcisticamente e professionalmente. Nel 2008 vince il torneo under 16 "Città di Arco-Beppe Viola", distinguendosi come il capocannoniere della manifestazione. La sua costante crescita lo porta sempre più vicino alla prima squadra, con cui avrà la possibilità di allenarsi nel 2009. Il primo marzo dello stesso anno arriva l'esordio nella massima serie, in Atalanta-Chievo 0-2. Solo quattro minuti giocati, ma ricchi di significato. La stagione si chiude con la presenza da titolare nel pari casalingo con il Palermo, che segna i suoi primi 90 minuti nel calcio dei grandi. La stagione successiva Zaza la trascorre interamente con i Primavera, distinguendosi ancora una volta come uno dei bomber più prolifici dell'intero panorama nazionale. 
Nell'estate del 2010 Zaza lascia Bergamo, e approda a Genova, sponda blucerchiata. Alla Sampdoria sottoscrive un quinquennale e viene aggregato alla prima squadra, con cui esordisce il 16 Febbraio 2011. Un esordio da brividi, perchè Zaza viene lanciato in campo da mister Di Carlo nel derby della lanterna, contro il Genoa. La partita terminerà poi 1-0 per i rossoblu, ma per Zaza rimarrà un'emozione unica. Le sue parole dopo il match furono significative: "Non so se mi ricapiterà di rigiocare un derby cosi importante". 
Dopo aver assaggiato la Serie A, Simone torna in serie cadetta. Nel 2011 viene ceduto in prestito alla Juve Stabia, con le quali disputa solamente 4 partite. Nella sessione invernale del calciomercato passa, sempre in prestito, al Viareggio, addirittura in Lega Pro. Per l'attaccante classe 1991 poteva rappresentare un momento di delusione, ma il carattere di Zaza viene fuori. Il bomber si rimbocca le maniche, suda , lavora e soprattutto segna. 11 gol in 18 partite sono il bottino che convince l'Ascoli a chiederne il prestito. La Sampdoria accetta la proposta dei bianconeri e lo gira al club toscano, dove Zaza esplode letteralmente. 
Il 9 Settembre 2012 segna il suo primo gol in Serie B; il 20 Ottobre, proprio contro la "sua" Juve Stabia, sigla la prima doppietta in cadetteria. 
Ad oggi il bomber marchigiano ha totalizzato 27 presenze e 18 reti, un bottino che ha attirato l'attenzione di molti club di Serie A. E non parlo di squadre di bassa classifica, perchè su Zaza si stanno muovendo il Milan, la Juventus e la Lazio. 
Per il momento la Sampdoria sembra intenzionata a riportare Zaza a Genova, dove potrebbe essere finalmente impiegato con continuità.  

Centravanti di riferimento, Simone Zaza sta finalmente dimostrando tutte le sue qualità. E' una prima punta di stampo classico, capace di fare reparto e che vive per il goal. 
182 cm per 75 kg di peso, Zaza non è solo forte fisicamente e nel colpo di testa, ma è un vero e proprio rapace dell'area di rigore. Rapido, con un ottimo senso della posizione e letale nei 16 metri finali, il bomber dell'Ascoli ha le carte in regola per imporsi nella massima serie. Il marchigiano è quel giocatore capace di segnare in ogni modo, di potenza o di scaltrezza, di testa o di piede. 
Cinico e molto veloce, Zaza può giocare come unico terminale offensivo o insieme ad una seconda punta di movimento. Sa lavorare per la squadra, aiutando i compagni a salire, ed è molto forte nel gioco aereo. In Serie B ha realizzato goal in ogni modo, ma il suo punto di forza sono i movimenti negli ultimi 20 metri. Zaza ha infatti una naturale predisposizione a staccarsi dalla marcatura, anticipando il proprio marcatore o sovrastandolo nello stacco aereo. 
Difficile trovare un giocatore che possa ricordare Zaza, ma i paragoni con Sandro Tovalieri o Pasquale Luiso potrebbero essere azzeccati. Come i due attaccanti del passato, il bianconero sa smarcarsi e diventa letale in zona goal. Esploso in Serie B ad appena 22 anni, Zaza ha le carte in regola per avere una carriera da protagonista nel nostro calcio. 

23 aprile 2013

Filip Jankovic - presentato da Esperto di Calcio ed ora approdato al Parma

Gainluca Di Marzio scrive sul suo blog: "Un talento importante per il Parma che verrà. Arriva dalla Serbia, è Filip Jankovic. E’ un trequartista, classe ’95 della Stella Rossa. Già nei giorni scorsi, fonti locali lo davano molto vicino, ora il Parma l’ha preso. La Roma l’ha trattato a lungo, ma il suo club chiedeva 3 milioni. Ora si è liberato praticamente gratis, perché la Stella Rossa non gli ha pagato 3 mesi di stipendio. Il giocatore ha quindi fatto vertenza e ha ottenuto la risoluzione dalla federazione. Il Parma sta verificando le carte, manca solo la firma. La società pagherà solo un indennizzo di 450 mila euro alla Stella Rossa. Il giovane serbo è pronto a prendere il primo volo per l’Italia…".

Esperto di Calcio ha trattato per primo in Italia Filip Jankovic, redigendo sul talento serbo una scheda dettagliata. Ora che sembra prossimo e scontato il suo approdo il Italia, tra le fila del Parma, sembra necessario ricordare chi è il talentino serbo.

Jankovic nasce come trequartista centrale, ruolo in cui le sue caratteristiche vengono esaltate. Possiede infatti doti tecniche innate ed una spiccata visione di gioco, che gli consentono di assolvere alla grande quel ruolo. Nei primi anni di carriera, infatti, è stato spesso impiegato dietro le punte, ma recentemente i tecnici della Stella Rossa si sono accorti che una decina di metri più indietro potrebbe diventare il vero faro del centrocampo. Jankovic possiede infatti tempi d'inserimento eccelsi ed un tiro da fuori piuttosto efficace. In patria hanno lavorato molto tatticamente, per rendere Jankovic ... leggi la sua scheda completa cliccando qui

Moratti presenta la nuova Inter. Branca e Strama ancora in sella, sarà giusto?

L'Inter del futuro non farà a meno di alcuni capisaldi. Branca e Stramaccioni sembrano poter godere sonni tranquilli, specie alla luce delle dichiarazioni di Moratti. Il numero uno nerazzurro ha detto a caldo: "Troppo spesso eccessive, bisogna anche considerare gli infortuni che abbiamo avuto. I giudizi tranchant sulla squadra non tengono conto dei tanti indisponibili che abbiamo - ha aggiunto Moratti - lo stesso Rocchi è stato giudicato prima ancora di vederlo e sta dimostrando di saper usare la propria esperienza. Anche Jonathan aveva avuto dei momenti non buoni e ora è tornato a giocare bene". E su Branca: "Le opinioni si rispettano, anche se molte volte non si conosce la situazione. Il progetto per l'anno prossimo c'è, non è facile farlo quando hai in mano la matita e non il computer. La contestazione a Branca? Bisogna sempre trovare un colpevole e in questo momento è lui. Nelle condizioni attuali far bene è già una cosa importante, ma l'orgoglio può portarci a fare anche meglio di quanto avessimo pensato. Ieri i giocatori hanno dimostrato prudenza, saggezza e attenzione, è quel che possiamo fare in questo momento".

La scelta è quella giusta? Sarà il tempo a dirlo. Io, da non interista, dico che i due non sono gli unici colpevoli, ma di certo non si sono distinti per bravura e idee. Troppi acquisti sbagliati, troppi infortuni ed una fragilità tattica evidente. Non sarà solo colpa loro, ma non penso si possano nemmeno ascrivere meriti ai loro nomi. La continuità sembra il nuovo leitmotiv dell'Inter, una novità assoluta per Moratti, che l'aveva abbracciata solo con Mancini. Una scelta "aziendalmente" coerente, e forse giusta. Ma mi domando, perchè non dare lo stesso tempo a Benitez? Perchè non a Gasperini? In fondo i due, per quanto male avessero fatto, erano ne più ne meno come Stramaccioni. Gioco latitante, tattiche "naif" e scarsa combattività, ma con l'attenuante di non aver ricevuto acquisti. Non dimentichiamo che Gasperini chiese Palacio, preso 12 mesi più tardi e ricevette la cessione di Eto'o come regalo. Benitez voleva Kuyt, e si ritrovò con un Balotelli in meno. Giusto dare un'altra occasione al giovane tecnico? Ce lo dirà il tempo, la parola passa ai tifosi nerazzurri, saranno felici o no?

22 aprile 2013

Gerard Deulofeu - 1994 - Spagna

Nome: Gerard
Cognome: Deulofeu
Data di nascita: 13 marzo 1994
Luogo di nascita: Riudarenes
Altezza: 175 cm
Peso: 68 kg
Piede: destro





La qualità dei settori giovanili spagnoli non fa ormai più notizia. Il Barcellona continua a puntare fortissimo sul lavoro svolto all'interno della cantera, sfornando ogni anno giovani di grande prospettiva.
Un giovanissimo che ha di certo un radioso futuro davanti a sè è Gerard Deulofeu, bomber catalano che ha strabiliato tutti nel corso della sua carriera giovanile nelle file blaugrana.

Gerard Deulofeu nasce il 13 marzo 1994 nel piccolissimo comune di Riudarenes, non troppo distante da Barcellona. A nove anni inizia a giocare a calcio, entrando a far parte del prestigioso settore giovanile del Barça.
Fin da subito mette in mostra un talento naturale fuori dal comune, che spingerà i tecnici catalani a farlo giocare sempre con ragazzi più grandi di lui, in modo da abituarlo fin da subito ad affrontare difensori più prestanti fisicamente rispetto a lui. Nel 2010/2011 viene anzitempo promosso nella Juvenìl A (la categoria precedente al Barcellona B), dove conquista il campionato vincendo anche la classifica marcatori. Deulofeu è impiegato come attaccante esterno, ma la sua puntualità in zona goal convince tutti a lasciarlo libero di svariare vicino alla porta, per sfruttare la sua innata vena realizzativa.
All'inizio della stagione 2011/2012 viene aggregato ufficialmente al Barcellona B, dove si mette in mostra con una certa semplicità. A suon di goal e ottime prestazioni convince Pep Guardiola, tanto da essere aggregato in prima squadra per la preparazione precampionato.
Nel corso della prima parte della stagione in Segunda Divisiòn non fa parte della rosa dei titolari, ma entra sempre a partita in corso. Le cose cambiano dalla fine di ottobre quando scalza definitivamente le gerarchie conquistando un posto fisso nell'undici iniziale. A fine mese Gerard consuma anche il suo debutto al Camp Nou, con la maglia del Barcellona. Il 29 entra al sessantreesimo minuto per David Villa nel match di Liga vinto 5-0 sul Mallorca.
Il sei dicembre arriva la seconda chiamata da parte di Pep Guardiola, questa volta in occasione di un match del girone eliminatorio della Champions League. Gerard gioca gli ultimi venti minuti nella vittoria per 4-0 sul Bate Borisov, mostrando grandi doti ma non ancora una piena maturità per giocare a quei livelli.
Guardiola, grande allenatore nella gestione dei giovani, voleva far comprendere meglio a Deulofeu i suoi pregi ma soprattutto gli aspetti sui quali deve migliorare prima del salto al grande calcio.
Dopo queste due apparizioni in Prima Squadra il giovane attaccante esterno è tornato a pieni regimi nella formazione B nella quale fino ad oggi ha mostrato tutto il suo talento. Quest'anno, ad esempio, ha già realizzato 18 reti in 27 prezenze, numeri pazzeschi per un esterno d'attacco.

Dal punto di vista tecnico Gerard Deulofeu è un giocatore straordinario. Le doti tecniche, abbinate al suo ottimo atletismo lo rendono un giocatore potenzialmente devastante.  Nato come esterno offensivo di destra, Deulofeu sa spaccare le difese con il suo grande scatto ed il suo dribbling ubriacante. I numeri messi in mostra con i ragazzi hanno portato addetti ai lavori e giornalisti spagnoli a a pargonarlo a Ronaldinho, storico Pallone d'Oro blaugrana.
Il paragone, che come sempre lascia il tempo che trova per un ragazzo così giovane,  testimonia quanta fiducia ci sia nei suoi mezzi.
Controllo di palla, dribbling secco, visione di gioco e finalizzazione sono doti che Gerard ha sviluppato con il lavoro sul campo, finalizzato a diventare un grande giocatore.  175 cm per 68 kg di peso, Deulofeu non ha un fisico da corazziere, ma il rapporto peso-muscoli è ideale. Rapidissimo e forte, ha la classica struttura fisica dell'ala moderna, capace di solcare la fascia con grande continuità e qualità.
Catalano verace, sembra un ragazzo molto orgoglioso e determinato, aspetti del suo carattere che dovrà stare attento a "coltivare" per non rompere gli equilibri di spogliatoio.
A Barcellona hanno praticamente blindato il ragazzo. Contratto fino al 2014 con un opzione per un ulteriore anno e clausola rescissoria che fino alla scorsa stagione era fissata a venti milioni ma che è stata alzata per resistere alle sirene inglesi che iniziavano a interessarsi al ragazzo. Proprio dall'Inghilterra sono arrivate le voci più inisistenta su un'offerta per Gerard. Manchester United, Arsenal e soprattutto Chelsea hanno sempre dichiarato di ammirare il giovane, ma la dirigenza azulgrana non ha nessuna intenzione di privarsi del giocatore.
Anche la Nike, uno dei più famosi brand sportivi al mondo, ha intuito le potenzialità del ragazzo e l'ha messo sotto contratto fin da quando aveva tredici anni, dapprima fornendogli solo scarpe e materiale tecnico, e dalle ultime due stagioni con un assegno da 150.000€ l'anno.
Gerard Deulofeu è un punto fisso delle Nazionali giovanili iberiche: conta 4 presenze e 1 gol con l'Under16; 20 apparizioni e 6 marcature in Under17 con la quale ha preso parte al Campionato Europeo di categoria nel 2010 segnando una splendida doppietta al Portogallo ed un gol nella finale persa per 2-1 contro l'Inghilterra. Con l'Under19 ha collezionato 19 presenze con cinque reti e la vittoria nel Campionato Europeo 2011 in tasca. Ora gioca stabilmente con l'Under12, con cui ha già trovato 3 volte la via del goal.

Le ultime parole famose in Serie A: "Venutra, Andreazzoli e l'immancabile Petkovic"


Per la serie: "Le ultime parole famose" ecco le citazioni più belle e interessanti del week end calcistico appena trascorso. Quando si dice, una profezia azzeccata.

Vladimir Petkovic (Udinese-Lazio 1-0): "Dobbiamo vincere contro una concorrente diretta, tornare a casa con punti importanti e dimostrare la capacità di rigenerarci anche a livello mentale. Bisogna tornare con la testa nella direzione giusta, quella che abbiamo avuto per la maggior parte del campionato". Detto, fatto!

Giuseppe Iachini (Siena-Chievo 0-1): "Rispetto molto il Chievo, perchè è una società che lavora bene da molti anni e ha un gruppo compatto e organizzato. Ma noi dovremo fare il massimo, contando sulla nostra solidità e raccogliendo come sempre i frutti del lavoro svolto in settimana". Forse qualcosa è da rivedere in settimana.

Gianpiero Ventura (Fiorentina-Torino 4-3): "Io metterei una firma a vincere a Firenze e avere cinque giocatori squalificati". Tranquillo, nessun problema.

Gianpiero Ventura (Fiorentina-Torino 4-3): "Dobbiamo pensare a noi, abbiamo lavorato per fare punti alcuni li abbiamo lasciati per strada, alcuni ce li hanno ..... (non termina la frase, ndr), è successo che qualche punto lo abbiamo lasciato e altri potevamo non lasciarli, i punti che abbiamo ottenuto finora sono trentasette, in realtà trentasei (per il meno uno di squalifica, ndr) e dobbiamo conquistarne ancora tre o quattro. Questo è il nostro obiettivo di quest'anno e per ciò stiamo lavorando". Nuovo giro, nuovo corsa.

Aurelio Andreazzoli (Roma-Pescara 1-1): "Noi abbiamo l'obbligo di fare quello che abbiamo sempre detto, giocare gara per gare per migliorare la nostra classifica. Lavoriamo tutti i giorni per molte ore al giorno e siamo concentrati sul Pescara". Troppa concentrazione nuoce gravemente al risultato.

Aurelio Andreazzoli (Roma-Pescara 1-1):"Io intanto mi aspetto di aumentare la media punti, se il risultato finale dovesse confermare le attese, noi saremmo contenti e mi aspetto di essere apprezzato per il lavoro fatto; questo non significa conferma o non riconferma". Parole sante.

21 aprile 2013

Football History: Romario, Ronaldo e l'emozioni di PSV e Barcellona

La Eredivisie, nonostante non sia proprio un torneo di primissimo piano, è piuttosto divertente. Tanti goal e stadi piedi, due ingredienti perfetti per passare un week end in allegria con amici e famiglia. 
Tra tutte le squadre olandesi, unitile negarlo, l'Ajax è quella con l'appeal europeo più forte; quella con il maggior fascino e con le tradizioni più forti e radicate. Tuttavia ho sempre provato una particolare simpatia per il PSV di Eindhoven, compagine di grande tradizione sportiva che ha nel suo dna una particolare caratteristica: un feeling straordinario con il mercato brasiliano.
Si, perchè i lettori più attenti avranno collegato da subito il PSV ad un fantastico calciatore come Ronaldo, sbarcato in bianco-rosso nell'estate del 1994, per ereditare il posto di un altro grandissimo carioca: Romario.

La storia d'amore fra il club di Eindhoven ed il Brasile nasce nel lontano 1988. I dirigenti olandesi investono infatti su un giovane attaccante sudamericano, che ha stregato l'intera nazione con la maglia del Vasco da Gama. Soprannominato in patria Baixinho, il piccoletto, Romario approda in Europa a 22 anni. L'impatto con il calcio del Vecchio Continente è devastante, Romario ha la stoffa del fuoriclasse e in Olanda è per distacco il giocatore col maggior tasso tecnico e fiuto del goal. Pronti via ed il primo anno gioca 32 partite ufficiali, realizzando la bellezza di 26 reti. Quelli che sembrano numeri da capogiro, non sono che il preludio di un'ascesa tanto costante quanto prorompente. 
A suon di goal trascina il PSV alla vittoria di 3 scudetti e 2 Coppe d'Olanda. Nel paese dei mulini a vento si impone come uno dei più forti centravanti del calcio moderno, passando al Barcellona con uno score impressionante: 168 partite ufficiali e 174 reti, una media da marziano, da campione assoluto. 

Partito il piccolo campione, il PSV decide di continuare i suoi investimenti in Sud America, acquistando un'altra giovane stella: il 18enne Ronaldo. 
In Olanda il campione brasiliano prosegue il lavoro intrapreso dal suo connazionale, conquistando a suon di goal la Coppa d'Olanda. Nonostante 42 goal in 46 presenze, Ronaldo non riesce a vincere alcun titolo di Eredivisie, perchè l'Ajax di Van Gaal è troppo forte. I blaugrana spagnoli fiutano l'ennesimo affare, così ingaggiano Ronaldo dopo solo due anni d'esperienza olandese. A Barcellona Ronaldo esplode, dando vita alla leggenda del "Fenomeno", che abbiamo avuto la fortuna di ammirare anche in Italia. 
E' singolare la vicenda dei due campioni carioca, che hanno percorso la stessa strada senza mai incrociarsi, se non in Nazionale. Ho voluto soffermarmi su questa storia, perchè la ritengo particolarmente affascinante ed emozionante. Due giocatori, forse le due prime punte più forti dell'epoca, che esplodono e lasciano il segno prima in Olanda, quindi in Spagna. Lo confesso, provo una certa invidia per i tifosi del PSV e del Barcellona, avrei tanto voluto vedere O Baixinho e O Fenomeno con la maglia bianconera sulle spalle ed il numero 9 stampato dietro. 

20 aprile 2013

Il Vicenza di Guidolin, Otero, Luiso e...

L'unione fa la forza. Quello che per molti è soltanto un detto popolare, nel calcio e nello sport in generale, rappresenta una profonda verità.
Era troppo tempo che non scrivevo nulla su una squadra "leggendaria", ed oggi la scelta è ricadauta su di una compagine inaspettata. Mi voglio occupare stavolta di una squadra poco blasonata e sconosciuta ai più, ma che con abnegazione e tanta fatica ha vinto una Coppa Italia ed è arrivata il Semifinale di Coppa delle Coppe. I più nostalgici appassionati degli anni '90 avranno subito capito che sto parlando del Vicenza di Francesco Guidolin, capace di grandi imprese nel biennio 1996-98.
L'avventura di Guidolin sulla panchina del Vicenza incomincia nel 1994, in Serie B. Il tecnico regala subito la sua impronta, proponendo in veneto un calcio spumeggiante ed efficace. Ecco dunque arrivare la promozione, seguita da un inaspettato nono posto in Serie A nella stagione successiva.
Il Vicenza gioca bene, è solido in difesa ed efficace in ripartenza, con Marcelo Otero che si esalta nel ruolo di punta centrale. Capitano ed anima della squadra è Mimmo Di Carlo, centrocampista di sostanza e cuore, uno che è arrivato dov'è arrivato con il lavoro, la fatica e l'impegno.
Si, il Vicenza di Guidolin è una squadra operaia, che non rinuncia però a giocare a calcio. In porta l'esperto ed affidabile Pierluigi Brivio, un estremo difensore poco spettacolare ma tremendamente efficace. In difesa i classici giocatori italiani, forti sull'uomo e attenti a non commettere errori. Beghetto, Lopez, Sartor e Dal Canto non sono certo passati alla storia come dei fuoriclasse, ma nello scacchiere tattico di Guidolin rappresentavano quel mix di esperienza ed affidabilità che l'allenatore stava cercando.
Davanti alla difesa, a proteggere la linea, capitan Di Carlo, accanto al quale giostrava il talentuoso Gabriele Ambrosetti; sulle fasce Gimmy Maini, Maurizio Rossi o il giovanissimo Pierre Wome.
In avanti la stellina uruguagia Marcelo Otero e l'inossidabile Roberto Murgita.
Nella cavalcata che porta i biancorossi all'ottavo posto, grande merito va dato ad Otero, autore di 13 reti in campionato. Il vero capolavoro, però, si consuma in Coppa Italia, vinta ai tempi supplementari contro il Napoli. Una cavalcata trionfale, che ha visto il Vicenza eliminare la Lucchese, il Genoa, il Milan di Capello ed il Bologna.
Nella doppia finale con il Napoli, dapprima la sconfitta al San Paolo, per merito della rete di Fabio trionfale 3-0 al Romeo Menti. Una partita strana, che ricordo come se fosse ieri. Il vantaggio del Vicenza con Maini, poi una fase di studio. Gli azzurri che ai supplementari tirano i remi in barca, sicuri di vincere ai rigori grazie allo "specialista" Pino Taglialatela, ma un Vicenza corsaro che colpisce con Rossi ed il subentrato Iannuzzi, incompreso talento scuola Lazio.
Pecchia, quindi il
Una vittoria prestigiosa, storica, che permette agli uomini di Guidolin di giocare in Coppa delle Coppe. Un'avventura che, a detta di tutti, avrebbe dovuto durare giusto un paio di partite e si è trasformata invece in un fantastico torneo.
Legia Varsavia e Shaktar Donestk vengono eliminati con una certa semplicità; il Roda, nei quarti di finale, è addirittura umiliato. Quattro reti in Olanda, con il nuovo bomber Pasquale Luiso grande protagonista; addirittura cinque al Romeo Menti, con Luiso ed il nuovo cervello della squadra, Lamberto Zauli, ad aprire e chiudere le marcature.

L'inaspettata semifinale si gioca contro il Chelsea di Gianluca Vialli e Gianfranco Zola, di Wise e Di Matteo. La vittoria casalinga, nella gara di andata, fa volare la fantasia degli uomini di Guidolin, trascinati da un superbo Zauli. La rete di Luiso allo Stamford Bridge, verso la mezz'ora del primo tempo, sembra preludere ad una clamorosa finale. Ma il Chelsea, formazione con maggior classe e tasso tecnico, ribalta con Poyet, Zola e Hughes.
Una sconfitta amara, che pone fine all'avventura europea ed alla favola Vicenza, che nel giro di un paio d'anni torna nel dimenticatoio della serie B, ma rimarrà sempre la piccola italiana che ha fatto strada in Europa.

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