Esperto di Calcio

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26 aprile 2013

La Francia in rossonero: da Desailly a Niang passando per Vieira, e..

Un interessante approfondimento da parte di Canale Milan, che ripercorre le tracce lasciate dai francesi in rossonero. Da Desailly a Niang, passando per Papin, Vieria e Ibou Ba..storia di campioni, grandi rimpianti e delusioni cocenti.

Capita spesso, di questi tempi, di vedere ben tre francesi in campo con la maglia del Milan. Quattro, se consideriamo anche Constant, nato a Frejus ma nazionale guineano; cinque volendo metterci anche Traoré, maliano nato e cresciuto a qualche chilometro da Parigi. Di certo, comunque, c’è che a Milanello non si è mai parlato così tanto il francese.

I transalpini in rossonero, una novità degli ultimi vent’anni. Poco o nulla arriva dal paese di Giovanna d’Arco nei primi decenni della storia del Milan: il mitico primo marcatore e capitano del Milan, David Allison, pur essendo nato a Mentone, era infatti più inglese della regina Elisabetta, e di tale Besancon o Bersacon passato da Milano nella stagione 1906-1907 non si conosce, in effetti, nemmeno il nome.
L’affluenza di francesi comincia soltanto in età berlusconiana con l’acquisto di Jean-Pierre Papin, pallone d’Oro 1991. Scartato dal presidente del Marsiglia Tapie (“Non può fare di più, anzi può soltanto peggiorare“), JPP arriva a Milano nell’estate del ’92 e segna subito all’Inter in un Trofeo Berlusconi. Le foudre se ne andrà dopo due stagioni, due campionati e una Champions League vinti e soprattutto 31 gol in 63 partite, tra cui alcune delle sue celebri papinades (da non perdere il gol al Porto, 3 marzo ’93): “Era la più bella squadra del mondo, ho avuto l’onore di giocarci. Semplicemente, un club mitico. Non avrei mai dovuto partire, ho molti rimpianti. Sono partito per giocare ma non avrei mai dovuto lasciare il Milan”.

Un anno dopo è il turno di un altro transalpino, nato ad Accra come Odenke Abbey per poi assumere nazionalità, nome e cognome del padre adottivo Marcel Desailly, console francese ad Accra. Inserito da Pelé nei Fifa 100, passa al Milan dopo averlo battuto in finale di Champions League e si toglie subito lo sfizio di rivincere il trofeo, siglando con un gol la vittoria sul Barcellona (“E sono quattro! E sono quattro!”). Cinque stagioni,186 presenze, 7 gol, trofei a palate e, al momento, la palma di miglior francese della storia rossonera.
La cosa sembra funzionare ed ecco che nel novembre del ’95, da Cannes in cambio di una cifra intorno ai 7 miliardi, ne arriva un altro, nato in Senegal e trasferitosi nell’Esagono a otto anni. All’epoca Patrick Vieira è un promettente diciannovenne, a Milanello per imparare: talmente sconosciuto che, quando in coppia con Weah va a finire a 180 km/h su un guard-rail nei pressi di Arma di Taggia, la polizia lo scambia per Desailly. Cinque partite ufficiali, l’esordio in campionato arrivato soltanto il 31 marzo, poi la cessione in estate: vicino a Monaco e Ajax, alla fine arriva l’Arsenal, gli offre il doppio dell’ingaggio e se lo porta a Highbury.
Il Milan ci riprova l’anno dopo, questa volta con una punta di peso: quel Cristophe Dugarry che, in coppia con un tale di nome Zinedine Zidane, aveva eliminato i rossoneri dalla Uefa con la maglia del Bordeaux. Sarà la stagione sfortunata, sarà che non è facile rubare il posto a Weah e Baggio, resta che il buon Cristophe va a segno soltanto sei volte (da segnalare una doppietta al Piacenza e un gol nella sfortunata partita con il Rosenborg) e già a febbraio chiede apertamente la cessione: “Sono orgoglioso di far parte della miglior squadra del mondo, di poter lavorare insieme a degli idoli veri, ma se non gioco Jacquet non mi convoca”. Dopo mezza stagione al Barcellona di Van Gaal torna in Francia e nel ’98 vince i mondiali.

Quei mondiali a cui, nonostante gli spot Nike con Ronaldo e Vieri, non partecipa un altro francese arrivato dal Bordeaux, quell’Ibrahim Ba nato in Senegal e arrivato a Milano nell’estate del ’97 come alternativa economica a Figo. Esterno destro dall’inconfondibile capello biondo, Ibou non mantiene le promesse e, dopo lo scudetto vinto con Zaccheroni, comincia un lungo ed inconcludente peregrinare per il mondo, pur restando legato all’ambiente rossonero a lungo: tornerà in rosa per festeggiare la Champions League 2007.
Ancora meno significativa la parabola rossonera di Bruno N’Gotty, cresciuto nel Lione e passato dal Paris Saint-Germain prima di approdare al Milan. Definito da qualche burlone il Koeman nero, Bruno incide comunque il suo nome tra i protagonisti del sedicesimo scudetto segnando al 93′, su punizione, la rete del 2-3 in un palpitante Bologna-Milan che ogni buon tifoso dovrebbe portare nel cuore. Dopo una stagione e mezza e dopo continue lamentale per lo scarso impiego, nel gennaio del 2000, chiuso da Josè Antonio Chamot (!), se ne va al Venezia di Beppe Marotta. Passati sei mesi in laguna, fa ritorno in Francia. Non un granché, per chi doveva essere l’erede di Desailly.
Passa qualche anno prima di rivedere un francese a Milanello. Nel 2004, periodo di grande Milan e di parametri zero, arriva gratis dal Lione il trentenne Vikash Dhorasoo, nazionale francese e originario delle Mauritius. Destinato a diventare famoso per le sue attività collaterali (poker, cinema, giornalismo…), non trova molto spazio pur facendo intravedere sprazzi di qualità: segnerebbe anche un gran gol al Bologna, ma un arbitro privo di senso estetico lo annulla. Dopo una sola stagione in rossonero, torna in patria, partecipa ai mondiali 2006 e poi lascia il calcio nel 2007, reduce da una improbabile esperienza di pochi mesi al Livorno.

Tutt’altra cosa, o almeno così sembrava, l’acquisto di Yoann Gourcuff nel 2006: il diciannovenne bretone arriva dal Rennes, per qualcuno erede di Zidane (uno dei tanti, da Bruno Cheyrou in poi) e parte pure bene, segnando e facendo vedere belle cose in una gara di inizio settembre contro l’AEK di Atene. Le cose, però, non vanno come tutti speravano, e dopo due anni il francesino va in prestito al Bordeaux, che deciderà poi di esercitare il diritto di riscatto. Oggi Gourcuff, tra alti e bassi, veste la maglia del Lione, ma sul suo soggiorno a Milano si è detto di tutto: per Nesta era troppo giovane, per il padre scomodo e riservato, per Maldini svogliato e poco puntuale. Ai posteri, sempre che gliene possa fregare qualcosa, l’ardua sentenza.
Il seguito è attualità, da Flamini, altro colpo a parametro zero arrivato, senza mai impressionare troppo, alla sua quinta stagione al Milan, regalando qua e là qualche tackle degno di nota, a Mexes, francese abbastanza romano da vincere il premio di “mejo fico der bigonzo”, a Niang, nato e cresciuto in Francia ma teoricamente convocabile anche dal Senegal.

25 aprile 2013

Giovani talenti: i 150 classe '93 da non perdere!


Esperto di Calcio ha sempre un occhi di riguardo per i giovani talenti. Massimiliano Macaluso, collega su Fantagazzetta.com, ha scritto un bell'articolo sui giovani in rampa di lancio. Giusto tributargli un pò più di visibilità, perchè tra questi ci sono ragazzi di sicuro interesse! Alcuni sono stati già schedati da me o dagli altri editori, altri riceveranno una scheda a breve. Stay tuned...


Dopo l'esplosione dei giovani talenti nati nel 1992 (che noi avevamo già accuratamente catalogato nella raccolta dei migliori 150), la generazione successiva sta confermando la spaventosa crescita dei calciatori ventenni. Il loro utilizzo in Europa, ormai, sembra obbligato per forza di cose: i più maturi garantiscono già freschezza e qualità, rivelandosi preziosi sin da subito anche come potenziali tesori economici. Come lo juventino Pogba, uno che a diciannove anni ha già segnato 5 gol in Serie A e garantirebbe già una plusvalenza di 30 milioni, o il sampdoriano Icardi, che proprio alla Juve ha segnato due delle sue attuali nove marcature in Italia. Il talento dei classe 1993 però non si limita a quello dei già citati Pogba e Icardi: sono ben 150 quelli che compongono l'elenco dei migliori, ovvero dei più promettenti sul panorama internazionale. Suddivisi per regioni o campionati di appartenenza e accompagnati dal nome del relativo club e dal ruolo in campo. Perchè, se diamo ascolto alla filosofia dei dirigenti di mezza Europa, molti di loro saranno i veri protagonisti dei prossimi dieci anni. Dunque, è bene cominciare a conoscerli sin da ora.


SERIE A: In pochi hanno il posto fisso da titolare, alcuni sono già praticamente indispensabili. Nel massimo campionato italiano in tanti hanno già intuito che la 'rivoluzione dei giovani' va attuata sin da subito, dando fiducia ai più pronti. Tante Big di conseguenza (Juventus, Milan e Inter su tutte) hanno provveduto a potenziare parecchio i rispettivi settori giovanili, pescando spesso sul mercato estero tanti giovani di prospettiva.
- RODRIGO ALBORNO (Inter Primavera - Paraguay - Esterno sinistro)
- MARKO BAKIC (Torino - Montenegro - Centrocampista offensivo)
- STEFANO BELTRAME (Juventus Primavera - Italia - Attaccante)
- GIANLUCA CAPRARI (Pescara/Roma - Italia - Attaccante)
- PAULO DYBALA (Palermo - Argentina - Attaccante)
- SIMONE GANZ (Milan Primavera - Italia - Attaccante)
- MAURO ICARDI (Sampdoria - Argentina - Attaccante)
- MARKO LIVAJA (Atalanta/Inter - Croazia - Attaccante)
- NICOLAS LOPEZ (Roma - Uruguay - Attaccante)
- HORUR MAGNUSSON (Juventus Primavera - Islanda - Difensore)
- MIGUEL MEDINA (Udinese/Napoli - Paraguay - Centrocampista)
- DOLLY MENGA (Torino - Belgio - Ala destra)
- HASAN PEPIC (Juventus Primavera - Montenegro - Ala sinistra)
- PAUL POGBA (Juventus - Francia - Centrocampista)
- JUAN FERNANDO QUINTERO (Pescara - Colombia - Centrocampista)
- SAID AHMED SAID (Genoa - Ghana - Attaccante)
- DEJAN STOJANOVIC (Bologna - Austria - Portiere) 


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(Dybala, Icardi e Livaja: sono già protagonisti in Serie A)


I SUDAMERICANI: Una vera e propria miniera di talenti è quella del Sud-America, che anno dopo anno sforna centinaia di giovani stra-interessanti. Se consideriamo che il 30% della Serie A è composto da sudamericani, è bene appuntarsi subito qualche nome. Anche perchè Laxalt, Perea e Jadson, ad esempio, arriveranno in Italia la prossima estate: sono stati già acquistati da Inter, Lazio e Udinese.
- RAFAEL 'RAFINHA' ALCANTARA (Barcellona B - Brasile - Centrocampista)
- FELIPE ANDERSON (Santos - Brasile - Centrocampista)
- GONZALO BUENO (Nacional Montevideo - Uruguay - Ala sinistra)
- RODRIGO CAIO (San Paolo - Brasile - Mediano)
- NICOLAS CASTILLO (Universidad Catolica - Cile - Attaccante)
- RICARDO CENTURION (Racing Avellaneda - Argentina - Centrocampista offensivo)
- SEBASTIAN CRISTOFORO (Penarol - Uruguay - Centrocampista)
- KELVIN (Porto - Brasile - Centrocampista offensivo)
- JADSON (Botafogo/Udinese - Brasile - Centrocampista)
- VALBER HUERTA (Universidad de Chile - Cile - Difensore)
- JUAN ITURBE (Porto - Argentina - Attaccante)
- MANUEL LANZINI (River Plate - Argentina - Centrocampista)
- DIEGO LAXALT (Defensor/Inter - Uruguay - Mediano)
- DARWIN MACHIS (Vitoria Guimaraes/Granada/Udinese - Venezuela - Attaccante)
- JOSEF MARTINEZ (Young Boys - Venezuela - Attaccante)
- GONZALO MASTRIANI (Cerro - Uruguay - Attaccante)
- LUCAS MELANO (Belgrano - Argentina - Attaccante)
- JUAN PABLO NIETO (Alianza Petrolera - Colombia - Centrocampista)
- BRAYAN PEREA (Deportivo Cali/Lazio - Colombia - Attaccante)
- YORDY REINA (Alianza Lima - Perù - Attaccante)
- DIEGO ROLAN (Bordeaux - Uruguay - Attaccante)
- DIEGO RUBIO (Sporting Lisbona - Cile - Attaccante)
- ALAN RUIZ (Gimnasia LP - Argentina - Centrocampista offensivo)
- LUCIANO VIETTO (Racing Avellaneda - Argentina - Attaccante)
- VINICIUS (Palmeiras - Brasile - Attaccante)
- BRUNO ZUCULINI (Racing Avellaneda - Argentina - Centrocampista)



SERIE B: Il campionato cadetto è l'habitat naturale per l'esplosione dei più giovani e per questo motivo le grandi squadre non esitano a lasciar crescere i più acerbi affidandoli in prestito, spesso col posto fisso garantito.. Quasi tutti i migliori infatti sono già di proprietà di squadre di massima serie e proprio in Serie A faranno ritorno a breve.
- ALBERTO ALMICI (Virtus Lanciano/Atalanta - Italia - Terzino destro)
- GABRIEL APPELT PIRES (Pro Vercelli/Juventus - Brasile - Centrocampista)
- FEDERICO BARBA (Grosseto/Roma - Italia - Difensore centrale) 
- KHOUMA EL BABACAR (Padova/Fiorentina - Senegal - Attaccante)
- DANIEL BESSA (Vicenza/Inter - Brasile - Trequartista)
- MATTEO BIANCHETTI (Verona/Inter - Italia - Difensore centrale)
- RICHMOND BOAKYE (Sassuolo/Juventus/Genoa - Ghana - Attaccante)
- OUASIM BOUY (Brescia/Juventus - Olanda - Centrocampista)
- MASSIMILIANO BUSELLATO (Cittadella - Italia - Centrocampista)
- RAMAN CHIBSAH (Sassuolo/Juventus/Parma - Ghana - Centrocampista)
- LORENZO CRISETIG (Crotone/Inter - Italia - Centrocampista)
- JOSEPH DUNCAN (Livorno/Inter - Ghana - Centrocampista)
- PAOLO PANCRAZIO FARAGO' (Novara - Italia - Centrocampista)
- RICCARDO FIAMOZZI (Varese - Italia - Terzino destro)
- EDMUND HOTTOR (Virtus Lanciano/Milan - Ghana - Centrocampista)
- RICCARDO IMPROTA (Juve Stabia/Genoa - Italia - Attaccante)
- NICOLA LEALI (Brescia/Juventus - Italia - Portiere)
- MIRKO PIGLIACELLI (Sassuolo/Roma - Italia - Portiere)
- GIANMARIO PISCITELLA (Modena/Genoa/Roma - Italia - Attaccante)
- GIUSEPPE PRESTIA (Ascoli/Palermo- Italia - Difensore centrale)
- RODRIGO ELY (Reggina/Milan - Italia/Brasile - Difensore centrale)
- STEFANO SABELLI (Bari/Roma - Italia - Terzino destro) 


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(Boakye, Leali e Bouy, tutti e tre di proprietà della Juventus parcheggiati in B)

BABY BLUES: I giovani transalpini allenati da Mombaerts non parteciperanno al prossimo Europeo di scena in Israele ma promettono ugualmente molto bene. Incredibile la maturazione di gente come Varane e Pogba, che (e non vogliamo essere ripetitivi) sono già tasselli importanti per la Nazionale maggiore di Deschamps che sta rifondando parecchio.
- ALPHONSE AREOLA (PSG - Portiere)
- JEAN-CHRISTOPHE BAHEBECK (Troyes/PSG - Attaccante)
- NATHANIEL CHALOBAH (Watford/Chelsea - Centrocampista)
- LUCAS DIGNE' (Lille - Terzino sinistro)
- TONY HUSTON (Verona - Difensore centrale)
- GEOFFREY KONDOGBIA (Siviglia - Centrocampista)
- YAYA SANOGO (Auxerre - Attaccante)
- FLORIAN THAUVIN (Bastia/Lille - Trequartista)
- SAMUEL UMTITI (Olympique Lione - Terzino sinistro)
- RAPHAEL VARANE (Real Madrid - Difensore centrale) 



LE FURIE ROSSE DEL FUTURO: Gli iberici confermano il trend degli ultimi anni e questa estate potrebbero concedere il bis a livello continentale. Dopo Isco, Muniain, Koke e Morata, adesso è tempo di vedere all'opera i classe '93, alcuni dei quali possono già vantare il titolo di campioni d'Europa under 19.
- FRANCISCO 'PACO' ALCACER (Getafe/Valencia - Attaccante)
- JUAN BERNAT (Valencia - Ala sinistra)
- JOSE' ANTONIO DELGADO 'NONO' (Real Betis B - Centrocampista)
- RUBEN GARCIA (Levante - Attaccante)
- JOSE' CAMPANA (Siviglia - Centrocampista sinistro)
- JUANMI JIMENEZ (Malaga - Attaccante)
- JONAS RAMALHO (Athletic Bilbao - Difensore)
- JESE RODRIGUEZ (Real Madrid Castilla - Attaccante)
- ALEX RUBIO (Siviglia - Attaccante)
- JAIRO SAMPERIO (Racing Santander - Centrocampista)
- JESUS JOAQUIN FERNANDEZ SAEZ 'SUSO' (Liverpool - Attaccante) 


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(Da sinistra: Chalobah, Locadia, Suso, Wickham e Klaassen)

MADE IN U.K.: Dal Regno Unito arrivano tanti nuovi talenti interessanti, come i baby dell'Inghilterra che l'Italia Under 21 troverà di fronte ad Euro 2013. Ci saranno Oxlade-Chamberlain e Butland, già da tempo nel giro della Nazionale maggiore. Un giovane scozzese è stato invece l'eroe di Celtic-Barcellona 2-1: Tony Watt, nato proprio nel 1993.
- ROSS BARKLEY (Everton - Inghilterra - Centrocampista)
- JACK BUTLAND (Birmingham City - Inghilterra - Portiere)
- BEN DAVIES (Swansea - Galles - Terzino sinistro)
- JON FLANAGAN (Liverpool - Inghilterra - Terzino sinistro)
- HARRY KANE (Leicester City/Tottenham - Inghilterra - Attaccante)
- WILLIAM KEANE (Manchester United - Inghilterra - Attaccante)
- JOSH MC EACHRAN (Middlesbrough/Chelsea - Inghilterra - Centrocampista)
- ALEX OXLADE-CHAMBERLAIN (Arsenal - Inghilterra - Ala)
- JACK ROBINSON (Wolves/Liverpool - Inghilterra - Terzino sinistro)
- NICO YENNARIS (Arsenal Reserves - Difensore, centrocampista destro)
- ANTHONY 'TONY' WATT (Celtic Glasgow - Scozia - Attaccante)
- CONNOR WICKHAM (Sunderland - Inghilterra - Attaccante)
- ANDRE WISDOM (Liverpool - Inghilterra - Terzino destro) 


GLI AFRO-BOYS: Il Continente Nero è da sempre terra di grandi prospetti, che la recente edizione della Coppa d'Africa non ha fatto altro che metterli in mostra. Tra nigeriani, camerunesi, zambiano ed egiziani brilla il senegalese Konate, vero trascinatore della sua Nazionale alle recenti Olimpiadi di Londra.
- FRANK ACHEAMPONG (Anderlecht - Ghana - Attaccante)
- GAEL BIGIRIMANA (Newcastle - Burundi - Centrocampista)
- GAEL ETOCK (Sporting Lisbona - Camerun - Attaccante)
- AHMED HASSAN 'KOKA' (Rio Ave - Egitto - Attaccante)
- PAPE MOUSSA KONATE (Kuban Krasnodar - Senegal - Attaccante)
- IMOH EZEKIEL (Standard Liegi - Nigeria - Attaccante)
- STEVE LEO BELECK (Stevenage/Watford - Camerun - Attaccante)
- EMMANUEL MBOLA (Porto - Zambia - Terzino sinistro)
- KENNETH OMERUO (ADO Den Haag - Nigeria - Terzino destro)


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(Da sinistra: Maher, Burke, Watt, Oxlade-Chamberlain e Konate)


QUELLI DELL'EST EUROPA: Il mercato orientale è da sempre perfetto per scovare giovani talenti low-cost e i dirigenti dei club italiani lo sanno bene, tanto da curare molto da vicino le relazioni con gli agenti slavi per scovare i nuovi Jovetic ed Hamsik. E inevitabilmente in Serie A il numero dei migliori giovani dell'Est Europa è costantemente in crescita.
- KONSTANTIN BAZELYUK (CSKA Mosca - Russia - Attaccante)
- MAVROUDIS BOUGAIDIS (AEK Atene - Grecia - Difensore centrale)
- GIORGI CHANTURIA (Alania Vladikavkaz/Vitesse - Georgia - Ala)
- ERIK JANZA (Domzale - Slovenia - Terzino sinistro)
- ERGYS KACE (PAOK Salonicco - Albania - Centrocampista)
- TOMAS KALAS (Vitesse/Chelsea - Repubblica Ceca - Difensore centrale)
- VLADYSLAV KALYTVYNCEV (Dinamo Kiev - Ucraina - Centrocampista offensivo)
- LUKA MUZENJAK (Cibalia - Croazia - Centrocampista)
- MATIIJA NASTASIC (Manchester City - Serbia - Difensore)
- JAN OBLAK (Rio Ave - Slovenia - Portiere)
- FILIP ORSULA (Wigan - Repubblica Slovacca - Attacccante)
- ANTE REBIC (RNK Spalato - Croazia - Attaccante)
- NICOLAE STANCIU (Vaslui - Romania - Trequartista) 


TUTTI GLI ALTRI: L'ultimo sottogruppo contiene giovani altrettanto interessanti, alcuni talmente maturi da far impressione. Come il tedesco Draxler, prodotto dello Schalke 04 e già a suo agio in Champions League, o l'olandese Maher, che ha impressionato parecchio con la maglia dell'AZ Alkmaar ed è già da parecchio in orbita Nazionale Orange.
- MUSTAFA AMINI (Borussia Dortmund - Australia - Centrocampista)
- VALON BERISHA (Red Bull Salisburgo - Norvegia - Centrocampista)
- LEONARDO BITTENCOURT (Borussia Dortmund - Germania - Centrocampista)
- MASSIMO BRUNO (Anderlecht - Belgio - Centrocampista offensivo)
- GRAHAM BURKE (Aston Villa - Irlanda - Attaccante)
- ANDREAS CORNELIUS (FC Copenaghen - Danimarca - Attaccante)
- MITCHELL DIJKS (Ajax - Olanda - Difensore)
- JULIAN DRAXLER (Schalke 04 - Germania - Centrocampista offensivo)
- KERIM FREI (Fulham - Turchia/Svizzera - Centrocampista)
- VINCENZO GRIFO (Hoffenheim - Germania - Centrocampista)
- THORGAN HAZARD (Zulte Wagerem/Chelsea - Belgio - Ala)
- JONAS HEYMANS (AZ Alkmaar - Belgio - Difensore)
- ETZATZ HUSSAIN (Molde - Norvegia - Centrocampista offensivo)
- SEAD KOLASINAC (Schalke 04 - Germania - Difensore)
- SONNY KITTEL (Eintracht Francoforte - Germania - Centrocampista offensivo)
- DAVY KLAASSEN (Ajax - Olanda - Attaccante)
- YUYA KUBO (Kyoto Sanga - Giappone - Attaccante)
- ZAKARIA LABYAD (Sporting Lisbona - Olanda - Ala)
- JURGEN LOCADIA (PSV - Olanda - Attaccante)
- ROMELU LUKAKU (West Bromwich Albion/Chelsea - Belgio - Attaccante)
- ADAM MAHER (AZ Alkmaar - Olanda - Centrocampista offensivo)
- ANDY NAJAR (Anderlecht - Honduras - Centrocampista)
- HAVARD NIELSEN (Red Bull Salisburgo - Norvegia - Attaccante)
- ROBIN QUAISON (AIK - Svezia - Centrocampista)
- PATRICK RAKOVSKY (Norimberga - Germania - Portiere)
- ANTONIO RUDIGER (Stoccarda - Germania - Difensore centrale)
- ERICK TORRES (Guadalajara - Messico - Attaccante)
- TOM TRYBULL (Werder Brema - Germania - Centrocampista)
- TIM VAYRYNEN (Honka - Finlandia - Attaccante) 

C'era una volta l'invicible armada. Dortmund e Bayern, scacco al calcio spagnolo

C'era una volta l'egemonia spagnola... Sembra giunto al capolinea il dominio iberico sul calcio europeo. E' un dato di fatto che emerge con forza e convinzione dalle due semifinali di Champions League. Le due più grandi e titolate squadre della penisola iberica sono incappate in due "scoppole" epocali.
Si è detto ieri del trionfo del Bayern sul Barcellona, la squadra che da anni domina la manifestazione; parleremo oggi della fantastica prestazione del Borussia Dortmund. I gialloneri di Klopp hanno dato una lezione di calcio allo Special One ed ai Galacticos. Un Real che si presentava in casa del Dortmund forte di una maggiore esperienza a vivere queste partite e, come se non bastasse, da due sconfitte nella fase a gironi. Si pensava che Mourinho avesse studiato le contromisure, proprio alla luce delle due batoste subite in autunno. Niente di più sbagliato.
Klopp ha dato una lezione di calcio al portoghese, giocando una partita di ritmo e velocità. Il Real, diciamocelo chiaramente, non ci ha capito nulla. E' rimasto in partita grazie a Ronaldo, un fuoriclasse, ma senza di lui il passivo sarebbe stato più pesante. Incontenibili i ragazzi di Dortmund, veloci come delle schegge, tecnici, con un dribbling perfetto ed efficaci sotto porta. In tempi non sospetti avevo scritto articoli sul Borussia, su Gotze e su Lewandowski. Ma il Dortmund non è solo loro. Reuss è un fuoriclasse di livello mondiale, Gundogan è un "mostro", e tutti gli altri sarebbero titolari ovunque.
Elogiare il bomber polacco, dopo un poker in semifinale, sarebbe troppo semplice. L'ariete polacco è un fenomeno, ricorda il migliore Ibrahimovic, senza il suo ego smisurato. I fortissimi fantasisti stanno rivoluzionando non solo il ruolo, ma il modo stesso di concepire e fare calcio.
Penso che, a fronte di quanto accaduto, possiamo parlare di una nuova era. Il calcio si sta modificando radicalmente, sta prendendo il sopravvento una nuova filosofia di gioco. Non più possesso palla e grande tecnica; ma un gioco rapido, veloce, ordinato, forte ed efficace. Non si gioca più orizzontalmente, ma in profondità. La velocità, unita ad una tecnica di base eccelsa, permette di giocare a tutto campo. In difesa si concede forse qualcosina (anche se il Bayern dietro è una roccaforte), ma dalla cintola in su non ci sono speranze. Ai mediani è chiesto di saper rubare palla ed impostare; di buttarsi negli spazi e saper lottare con il coltello tra i denti. La fase offensiva è completamente diversa dal concetto di 2-3 punte che ha attanagliato il Bel Paese dall'avvento di Zeman, Capello o Lippi. Il terminale offensivo può essere uno o possono essere molteplici. Chi attacca, ed in genere son quattro giocatori, deve esser mobile e tatticamente disciplinato allo stesso tempo. Tutti i movimenti devono esser svolti all'unisono, gli ultimi 30 metri di campo devono essere coperti in lunghezza e in larghezza. Dortmund e Bayern, che non a caso giocano con atteggiamenti tattici speculari, rappresentano perfettamente questa nuova filosofia di gioco. Il centravanti fa da riferimento, gioca per la squadra, si muove, ma sa essere letale. Alle sue spalle tre giocatori formidabili, dotati di dribbling, corsa, carattere, carisma e tecnica. 
Come raggiungere questi livelli? Difficile dirsi. Cosa serve, sembra banale ma è così, sono il lavoro e la pazienza. I tedeschi l'hanno avuta, ed ora raccolgono i frutti del loro ottimo lavoro. Non hanno mai speso cifre folli, specialmente il Dortmund, eppure ora sono li a giocarsi con pieno merito il trofeo che tutti sognano: la Champions League.



24 aprile 2013

Borussia Dortmund, come cambia il dream team di Klopp

Alla vigilia di una delle più importanti partite della stagione, il Borussia Dortmund è scosso dai dubbi sul suo futuro. Calciomercato.com ha riportato qualche tempo fa le indiscrezioni sui gialloneri, che saranno oggetto di profonde attenzioni sul mercato dei grandi. Mario Goetze, tanto per dire, è passato Bayern Monaco di Guardiola, con un investimento da "soli" 37 milioni di euro..

Dominatore degli ultimi due campionati tedeschi e protagonista di una cavalcata straordinaria in Champions League quest'anno, il Borussia Dortmund si prepara all'appuntamento con la storia di mercoledì: al Westfalen Stadion sarà di scena il Real Madrid di Josè Mourinho nell'andata delle semifinali. Una sfida che è già cominciata col botta e risposta tra lo Special One ("Da quando c'e' stato il sorteggio, Jurgen Klopp ha parlato tutti i giorni mentre io non ho aperto bocca. Noi parleremo della partita martedi', in queste due settimane abbiamo lavorato abbastanza per preparare questa partita") e l'allenatore di Stoccarda ("So cosa ha detto Mourinho, ne sono consapevole. Che posso commentare? Mourinho dice esattamente le stesse cose che mi diceva la mia professoressa, che parlo troppo. Non so se sia una guerra psicologica ma ad ogni modo me ne staro' tranquillo").

Ma il mago di Dortmund ha detto anche altro, parlando del momento di un campionato, la Bundesliga, nel suo momento di massima espansione economica e di interesse ma che rischia di diventare una lotta a due da qui ai prossimi anni. Klopp ha utilizzato un'immagine molto efficace per descrivere il duopolio Bayern Monaco-Borussia Dortmund che si è venuto a creare negli ultimi anni, paragonandolo a quello che per diverso tempo ha caratterizzato il derby scozzese tra Celtic e Rangers di Glasgow. Una forbice con le altre squadre di Germania destinata ad allargarsi ulteriormente, come dimostrano le politiche di Scalke 04, Bayer Leverkusen e Borussia Moenchengladbach (per fare degli esempi) che vivono e vivranno sulle cessioni delle loro stelle (Schurrle, Xhaka, Draxler).

Ma il timore ancora più concreto è che lo stesso Dortmund sia destinato alla lunga a soccombere di fronte allo strapotere finanziario della società bavarese, che acquisterà la prossima estate proprio dai gialloneri il bomber polacco Robert Lewandowski (24). E ,con gli altri gioielli Hummels, Gundogan, Reuss e Gotze cercati dalle grandi d'Europa, la situazione è destinata ad accentuarsi ulteriormente.

Scacco al tiki taka: I balugrana si tolgono il sombrero davanti a questo Bayern

Ho sempre ammirato i giornalisti che riescono a tornare sui propri passi, che riconoscono i propri errori di valutazione. Ora è il mio turno di fare mea culpa, perchè valutando il Bayern Monaco avevo preso una cantonata pazzesca. Quando dalle mani di Steve Mc Manaman uscì l'accoppiamento fra la mia Juventus ed i tedeschi ero soddisfatto. Sapevo che dopo il Celtic non poteva andare di nuovo bene; ma pensavo che il Bayern fosse meno peggio delle due spagnole. Con il Real non abbiamo la controprova, ovviamente, ma con il Barcellona sembra non esserci confronto. I bavaresi hanno veramente distrutto il Barça, in lungo e in largo. Raramente ricordo in Champions, specialmente in semifinale, una lezione tanto evidente.
Questo Bayern è una squadra fantastica, completa. Con pressing, velocità e tanto ritmo ha messo in ginocchio il Barcellona del tiki taka. I catalani "non l'hanno mai presa" come si dice in gergo, non sono mai riusciti ad impensierire Neuer ed il passivo parla chiaro.
In Spagna le testate giornalistiche rimarcheranno l'irregolarità delle reti di Gomez (fuorigioco) e di Robben (per un fallo di Muller in area di rigore), ma tecnico e giocatori catalani, a fine partita, non ci hanno nemmeno provato. Non ci sono alibi che tengano di fronte a prestazioni del genere. Ho apprezzato davvero le parole di Dani Alves, che nel post partita ha dichiarato: "Se dovremo morire lo faremo a testa alta, posso fare questa promessa ai nostri tifosi per la gara di ritorno. Ci sono stati superiori in tutto. Potevamo segnare qualche gol, ma non ce l'abbiamo fatta. Il Bayern ha acquisito sempre più forza e qui l'ha dimostrato con una pressione veramente forte. Quando una squadra è così forte non ci resta che toglierci il sombrero".
Tutti quelli che amano questo sport dovrebbero togliersi il cappello davanti a questo Bayern, che sembra davvero inarrestabile. Per gioco, fisicità e rapidità mi ricorda la prima Juve di Lippi, che non a caso ha vinto tutto ed ha sfiorato la Champions in altre due occasioni, perdendo due pazzesche finali contro Borussia Dortmund e Real Madrid. Il Bayern di Heynckes ha già sfiorato l'impresa e quest'anno ha tutto per vincere. Il turno non è ancora passato, sulla carta, ma la finale di Wembley è ormai in tasca. Non esiste finale più meritata, perchè solo una grandissima squadra poteva dare una "spettinata" del genere ai fuoriclasse blaugrana. Certo, in molti diranno che non è più la squadra di Pep Guardiola, ma a conti fatti è sempre una compagine con gente come Messi, Xavi, Iniesta, Alves, Mascherano, Piquè. Ci siamo capiti, no?
Onori e complimenti per questo Bayern, che aveva ingannato un pò tutti con l'anomala sconfitta casalinga con l'Arsenal di Wenger, una squadra che sta su un pianeta del tutto diverso rispetto ai rossi di Baviera.
Vedere giocare i tedeschi è un piacere, offrono un calcio di livello mondiale. Parte del merito va dato proprio al tecnico "indigeno"Heynckes, uno che dopo uno scudetto e due finali di Champions verrà mandato via per far posto a Pep Guardiola. Nulla da dire sulle qualità del tecnico catalano, che apprezzo come uomo di calcio e persona, ma che difficilmente potrà migliorare questa squadra.

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