Esperto di Calcio

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10 gennaio 2013

Saponara e l'emozione rossonera: "Ho pianto di gioia"


Il pomeriggio della vita, raccontato da Empoli, la città e la squadra che ne hanno valorizzato il talento. Complimenti rossoneri: Riccardo Saponara, è felice di essere un nuovo giocatore del Milan? «Alt, fermi: non è ancora ufficiale, la notizia mi è arrivata solo da chi era davanti alla tv e internet». Confermiamo noi. Faccia conto, per un attimo, di esser già a Milanello. Sensazioni? «Se davvero fosse così sarebbe straordinario, non avrei mai pensato di poter raggiungere un traguardo simile. Ma torniamo a Empoli...». Okay, ma davvero ci vuol dire che è stato un allenamento assolutamente normale? «Per me si. Poi vabbé io ero in campo quando tutti i miei compagni, che avevano letto o ascoltato la notizia, sono corsi ad abbracciarmi. Giuro che ho chiesto: "Ma che volete? Che sta succedendo?"». Alla fine li avrà anche salutati. «No! Ho sempre detto che mi piacerebbe chiudere qui la stagione, per raggiungere gli obiettivi. La penso ancora così, all'Empoli sono legato». Ci ha convinto, ora il suo pensiero è in Toscana. Ma in estate atterrerà su Milano. Provi per una volta a sbilanciarsi. «Il Milan per me è IL calcio. Non potevo chiedere di più, è un sogno, sono incredulo. Kakà è sempre stato il mio idolo, l'ho sempre seguito. Me lo faccia ridire: per me il Milan è IL calcio». Il presidente Berlusconi ha parlato di giovani di prospettiva come parte del futuro del Milan. Ovvio che includesse anche lei. Che effetto le fa? «Cavolo... Lui è una potenza, se davvero aveva in mente anche me è una lusinga pazzesca... È incredibile, ne sarei orgogliosissimo». Sentimento che sarà condiviso da chi le vuole bene. «Mio papà Luciano mi ha chiamato, sembrava non capire niente. Mi ha detto che, sentita la notizia, non riusciva ad alzarsi dal divano per la gioia. Mia mamma Paola e mia sorella Enrica, che era a scuola per le lezioni, credo abbiano passato un pomeriggio più tranquillo, senza sapere nulla». Suo padre è poi riuscito a dirle qualcosa? «È il primo a cui potrò dedicare questo traguardo. Per me ha fatto mille sacrifici e rinunce. Spesso ha lasciato il lavoro per seguirmi, ripagarlo così è una soddisfazione enorme. Anche mia mamma mi è stata sempre vicina: per aiutarmi a finire gli studi, ha chiesto un part-time al lavoro. Ovvio che condivida con loro quello che provo. Con loro, con chi mi vuole bene e con due persone speciali: Roberto Civitarese, il mio mental coach, ed Eldo Bencini, che mi ha scoperto nello Sporting Forlì. Non fosse stato per il suo intuito, non racconterei questa giornata». Già che ci siamo, provi a immaginarsi al primo allenamento con i suoi nuovi compagni. «Non ci casco. Chi mi conosce bene sa che ho i piedi per terra, resterò quello che sono perché è così che mi sono sempre guadagnato tutto. Fatemi ripetere: io ora penso all'Empoli e agli obiettivi da raggiungere in campionato. Poi non posso non esser sincero. Chiaro che un pomeriggio così lo ricorderò tutta la vita. Quando mi è arrivata la voce mi sono messo a piangere. Potere chiederlo a Valdifiori, il mio compagno che era lì con me». Lacrime di gioia o di paura? «Nessun timore, mi sento pronto. Ora devo solo finire di meritarmi questa occasione con altri sei mesi al massimo. Non snobberò certo i prossimi impegni: si è capito che finché non mi sarò trasferito avrò ho la testa qui?». Si, chiarissimo. Ma intanto riveda i numeri di Kakà con il Milan, potrebbero servirle. Che ne direbbe di fare la sua stessa carriera? «Me lo auguro davvero...».
Ricky Saponara, come si fa chiamare su Twitter, fin da bambino ha avuto simpatie milaniste. Non solo, ha sempre detto di avere come riferimento Kakà, che studia regolarmente su internet. Suona naturale che sia (quasi) un giocatore del Milan, bravo a nascondere il suo interessamento fino a ieri, quando Galliani e Braida hanno incontrato l'Empoli a Milano: acquistata la metà del cartellino di Saponara per 2,1 milioni, a Riccardo 350 mila euro per 5 stagioni. Ora manca un sì del Parma, che mesi fa ha trovato un accordo verbale per acquistare il 50% del giocatore dall'Empoli per circa 1,8 milioni. Il Milan ha già chiamato in Emilia e trovato un assenso di massima: lunedì o martedì le due società si vedranno e il Parma dovrebbe dare il via libera. Saponara resterà a Empoli fino a fine stagione, poi si trasferirà a Milano. Il mental coach L'operazione ricorda quella del 2011 per El Shaarawy, altro giovane che piaceva all'Inter e che Galliani soffiò a Moratti. Saponara gioca sulla trequarti, parte da destra o da sinistra per accentrarsi, usando l'uno contro uno e il tiro. La progressione di Riccardo, certo, è strana: nelle prime due stagioni di B non ha quasi segnato, quest'anno è già a 8 gol. Abbastanza per convincere Galliani: «Sì, Saponara mi piace molto — ha detto ieri —. Stiamo cercando di fare una politica di giovani e lui rientra in questa strategia». Probabilmente Ricky (come Kakà...) piace anche per il profilo da ragazzo serio, tranquillo, per qualcuno timido. Tre stagioni fa il papà, molto attento, sentì che Borini era migliorato con un mental coach, Roberto Civitarese. Allora organizzò un incontro e Ricky iniziò questa collaborazione, che oggi lui stesso considera uno dei suoi segreti: «Il grande pregio di Riccardo è l'insoddisfazione — dice Civitarese —. Non è contento anche quando fa due gol. Poi è molto serio, come Marrone». Un amico che il 2 gennaio gli scriveva: «Grande Ricky, sei un grande campione». Galliani sembra d'accordo.

Gazzetta dello Sport

Welcome Lampard, ma Pirlo si sbaglia


"Al Chelsea sono pazzi a sbarazzarsi di Lampard - si legge oggi sul Daily Mail - è ancora uno dei migliori al mondo. Se volesse giocare in Italia lo accoglierei a braccia aperte alla Juventus. In Italia Lampard può ancora fare 4 anni al top". Ne siamo sicuri? Caro Andrea Pirlo, devo dissentire. Lampard è stato un grandissimo centrocampista, uno dei migliori nell'ultimo decennio. Storicamente, però, gli inglesi in Italia non sfondano, anzi faticano. Se pensiamo che Gascoigne e Platt sono stati i più performanti possiamo tirare delle conclusioni piuttosto agevolmente. Detto questo, Lampard è certamente un giocatore di categoria superiore rispetto ai sopracitati, ma quattro anni al top sono utopia. E' un classe '78, a 35 anni un centrocampista è sul viale del tramonto, figuriamoci a 39. Io spero di esser smentito, perchè Lampard è davvero un giocatore fantastico, ma non penso sia andatto al calcio italiano, almeno non più. Mi dispiacerebbe dover ricordare il fortissimo inglese per un fallimento nel nostro torneo, preferisco vederlo al top ancora un paio d'anni oltremanica, magari giocando a sprazzi come Teddy Sheringham o l'ultimo Alan Shearer.

9 gennaio 2013

Nasce il baby-Milan: Riccardo Saponara è rossonero


Riccardo Saponara è vicinissimo al Milan. Il talento, ora all’Empoli e già a metà col Parma, è stato al centro delle trattative quest’oggi nella sede rossonera. Saponara, un classe ’91, adesso è davvero vicino: c’è un accordo di massima per la metà dell’Empoli, nei prossimi giorni sarà definito l’acquisto. L’affare sarà da circa 4-4,5 milioni di euro, potrebbero esserci anche altri giovani inseriti nel affare. Così il Milan ha anticipato la concorrenza di Inter, Juventus ma anche club stranieri, tra cui il Liverpool che aveva invitato l’agente in Inghilterra. L’operazione ormai è in stato avanzatissimo, nelle condizioni dell’Empoli è che possa restare fino a giugno, tutto verrà definito nei dettagli per la prossima settimana: Saponara è bloccato, il progetto giovani del Milan continua. (gianlucadimarzio.com).
Il ds dell'Empoli, Marcello Carli: "C'è un accordo con il Milan per la metà del cartellino di Riccardo Saponara", a Calciomercato.it. Si è chiuso il vertice in via Turati (sede del Milan) tra la società rossonera e l'Empoli per parlare del talentuoso trequartista Riccardo Saponara (21), calciatore già nel giro dell'Under 21 di Devis Mangia. Presenti all'incontro Adriano Galliani e Ariedo Braida per il Milan e il presidente Fabrizio Corsi per il club toscano. Il calciatore passerà al Parma in comproprietà al termine dell'attuale campionato di Serie B, ma i rossoneri stanno provando a bruciare la concorrenza di Inter e Juventus per acquistare la metà del cartellino di proprietà dell'Empoli. Corsi, al termine dell'incontro, si è trincerato dietro ad un "no comment" sibillino. Nell'operazione potrebbe essere inserito qualche giovane della Primavera milanista e in estate il discorso dovrà essere necessariamente allargato al Parma, che col Milan sta già perfezionando lo scambio Zaccardo-Mesbah.

fonte: calciomercato.com

La mela, il peccato originale e SuperMario Balotelli


Mela marcia potrebbe anche diventare un termine-talismano. Apostrofato come mela marcia, Edgar Davids lasciò il Milan e vinse tre campionati, due Supercoppe e una coppa Italia con la Juve, e poi ancora una Supercoppa e una coppa d'Olanda dopo il suo ritorno all'Ajax. Sarà per questo che lo staff di Mario Balotelli ha risposto in modo soft alle definizioni del presidente del Milan Silvio Berlusconi. Per questo, o più probabilmente perché in concreto, e sotto traccia, i contatti potrebbero continuare. Ma il primo step è sempre la partenza di Robinho. Se Robinho resta, di nuovi attaccanti si parla solo a fine della stagione. Se resta. Infezioni L'escalation verbale di Berlusconi nei confronti di Mario è netta. Si passa dal «Balotelli mi piace, eccome», di metà novembre, al «non mi convince come uomo» di qualche giorno fa, fino alla metafora ortofrutticola dell'altro ieri. «Nel Milan è molto importante l'aspetto umano. Se si mette una mela marcia nello spogliatoio, può infettare tutti gli altri. Balotelli è una persona che io non accetterei mai facesse parte dello spogliatoio del Milan». Eppure l'agente Mino Raiola, sempre lesto a difendere il ragazzo, è stato morbido: «Ho sentito Mario — ha detto a Mediaset — ed era dispiaciuto per le parole di Berlusconi. Però mi ha sorpreso perché ha avuto una reazione positiva. Mi ha detto: "Il mio presidente al City mi vuole bene, Moratti mi voleva bene, chi mi conosce mi vuole bene". E io, che lo conosco bene, so che ha un cuore grande. Poi il presidente Berlusconi è libero di avere l'opinione che vuole, però mi sembra strano che esprima giudizi simili su una persona che non conosce molto». In difesa dell'attaccante è corso anche il presidente Figc, Abete: «In Nazionale si è sempre comportato bene». Del resto Mario, come aveva detto Allegri giorni fa, è un patrimonio dello sport nazionale. E ieri, quando gli è stato chiesto che cosa pensasse dell'ultima uscita del numero uno del club, l'allenatore ha risposto così: «Non commento le parole del presidente. Insieme a Galliani ho fatto valutazioni tecniche. Deciderà la proprietà. Balotelli è un patrimonio del calcio italiano — ha ripetuto — e gli errori che ha fatto sono utili per migliorare». Fili intrecciati Gradimento, etico e tecnico, a parte, il problema per portare Mario al Milan è essenzialmente economico («Il City lo considera incedibile e non fa valutazioni di mercato» ha chiosato ancora il suo manager). L'ipotesi principale potrebbe essere di riprovarci a giugno, visto che il Santos vorrebbe Robinho a maggio, quando la stagione brasiliana entra nel vivo con la Libertadores. E siccome l'offerta del Santos esiste, anche se per il momento non era soddisfacente la formula di pagamento (3 milioni subito), si presume che possa essere ritoccata nei prossimi mesi. Con i soldi ricavati dalla cessione di Pato e quelli che potrebbero arrivare con l'addio di Robinho, l'assalto a Mario sarebbe possibile, se nel frattempo il prezzo scendesse: le richieste del City per ora sono smisurate (37 milioni), ma non si sa mai. La stagione è lunga e Balotelli non sembra destinato a restare al City ancora molto. E se ci fosse l'occasione di chiudere negli ultimi giorni di mercato, chissà. Allegri lo accoglierebbe a braccia aperte, e intanto Balotelli tiene a bada l'orgoglio. In fondo, Berlusconi potrebbe cambiare idea. Verba volant. Attesa Nel frattempo, però, Berlusconi lancia altri nomi: ad esempio Destro, che al presidente piace (dice lui) più di Balotelli. Ma la Roma non ha intenzione di mollare il giovane attaccante, e al di là delle preferenze umane di Berlusconi (Destro piace moltissimo anche ad Allegri) ogni pista si arena di fronte a Robinho: finché Robi non parte, il Milan non spingerà sull'acceleratore, per nessun attaccante. Robinho ha ripreso ad allenarsi, fa ancora un tipo di lavoro differenziato, ma è tornato a far parte del Milan. Per tutti gli altri, si resta alla finestra. E vale anche per le mele sanissime.


Drogba no, Drogba si, Drogba forse


È la fase in cui ognuno valuta: la Juve in realtà è andata un bel po' oltre, sa dell'esistenza di una carta liberatoria valida per il mercato europeo, che di conseguenza sgancerebbe Drogba da ogni vincolo asiatico. L'interesse per il colosso della costa d'Avorio c'è, stima naturale per un bomber che decide le finali di Champions. Anche DD valuta, o meglio ne fa una questione di valuta: lo Shanghai gli garantisce in portafoglio un corrispettivo da doppia cifra (10 milioni a stagione), perché qualcun altro lo accolga in gruppo è necessario un netto taglio al guadagno. Per dire, queste sono le cifre della proposta bianconera, sotto studio da Didier (ancora non convintissimo): 2 milioni e mezzo netti per un contratto a tempo determinato (da gennaio a giugno), cinque milioni per tutto il 2013/14, la più alta finora ricevuta. Conte pensiero Nel gioco delle virgolette, queste sono le ultime dichiarazioni di Conte, allenatore bianconero: «Drogba? Non ho detto bugie, facciamo le nostre valutazioni tecniche ed economiche e poi si vede cosa si può fare. Marotta, Paratici e Nedved stanno facendo il loro lavoro e poi vedremo cosa succederà. Marotta ha fatto bene a provarci. Per ora non ci sono novità, visto che il direttore non mi ha detto nulla». Vero, Conte non mente: ci vorrà un'altra decina di giorni perché i contorni dell'eventuale affare siano più chiari. Necessario che Drogba faccia un passo indietro in busta paga, possibile se insieme esplodesse il suo desiderio di rimettersi in gioco in un torneo competitivo. Desiderio che in realtà c'è già: Didier, per questioni familiari, vuole a tutti i costi tornare in Europa. Nel caso ci sarebbe poi da abbattere la muraglia cinese: lo Shanghai è stato fin qui assai generoso con il centravanti, dunque vorrebbe gestire e avere voce in capitolo in caso di una sua uscita dall'Hongkou Stadium, l'impianto del club. Detto di tutti i possibili intoppi, è evidente che la Juve resti interessatissima e in accorta attesa: il feeling va avanti da quest'estate, quando per una manciata di ore i bianconeri non riuscirono a fargli autografare il contratto juventino. Rapporto che non si è mai definitivamente interrotto, e che ora mette la Juve di nuovo vigile sulla questione, e soprattutto prona allo scatto. Ipotesi bis Tempo, quello indicato nei prossimi dieci giorni, in cui la Juve farà anche pensieri alternativi, il primo legato alla possibilità di avere subito Fer Llorente dall'Athletic Bilbao. Il contratto che lo svincola dai baschi tra sei mesi dovrebbe rendere più semplice l'operazione: bugia, perché in Spagna ne fanno una questione di rigidissimo principio e non vorrebbero mollare l'attaccante di fronte all'offerta low cost di Marotta (3 milioni), preferendo perderlo a zero ma con l'orgoglio del club intatto. Ipotesi bis-bis In ogni caso, tenuto conto del problema al tendine di Vucinic, un'altra punta in rosa arriverà comunque. Nelle primarie tra baby c'è già un candidato forte: il ballottaggio è tra Immobile e Gabbiadini. Il secondo sembra raccogliere più voti anche per la situazione del club dove ora si trova parcheggiato: al Bologna l'attaccante è in prestito, formula che mette la Juve in discesa. Anche Immobile è stimato ma il cartellino a metà con il Genoa (prima della vittoria sul Bologna anche in evidente difficoltà di risultati) non semplifica l'affare. In estate la Juve ha battagliato e non poco per averlo, prima di girarlo a metter minuti nelle gambe. In ribasso invece le chance di Borriello, già bianconero «decisivo per la conquista dello scudetto», merito recentemente sottolineato da Conte, ma che non dovrebbe trasferire la questione sul tavolo delle trattative, a maggior ragione dopo la doppietta scaccia crisi del centravanti domenica scorsa. Nei giorni del mercato non vanno mai esclusi colpi di scena, ma le coordinate del mercato bianconero sembrano davvero queste, con il prossimo ingresso invernale in attacco (oltre a Dabro, classe 97, possibile per le giovanili) che al novantanove per cento uscirà da questi nomi. Unica richiesta: un po' di pazienza.

Gazzetta dello Sport

Il grande tradimento: Lampard allo United


Lampard? Irrompe il Manchester United che punta forte anche su Zaha. Fellaini? Futuro al Chelsea e i Blues puntano al raddoppio spostando la mira anche su Modric. Walcott va via dall'Arsenal? No, resta e rinnova coi gunners vicini a Biglia dell'Anderlecht.
FERGUSON VUOLE FRANK — La giornata di mercato in Premier League (questa la classifica attuale) promette fuochi d'artificio. Almeno le premesse sono queste con la stampa locale scatenata alla ricerca del colpo giusto da sparare in prima pagina e che possa sovvertire pronostici e classifiche. Il Daily Telegraph scrive che, per la stagione 2013-2014, Ferguson sta preparando un'offerta per portare Lampard al Manchester United. Contratto biennale e fascia di capitano assicurata. Frank accetterebbe di buon grado (brutta notizia per le pretendenti italiane, Inter e Lazio). Lo United sarebbe sempre più vicino al giovane talento Zaha del Crystal Palace.
WALCOTT RINNOVA? — Zaha piace anche all'Arsenal che però forse riesce a convincere Walcott a rinnovare il contratto in scadenza: la firma fino al 2017 potrebbe arrivare nei prossimi giorni, con un aumento di stipendio da 60 mila a 90 mila sterline a settimana (Wenger pressa per questa soluzione). L'Independent punta anche su un'altra trattativa a firma Gunners: quella per il centrocampista argentino dell'Anderlecht Lucas Biglia.
FELLAINI COI BLUES — Il Chelsea intanto avrebbe scelto Fellaini per il dopo Lampard: lo sostiene il The Times, Abramovich è pronto a pagare i 22 milioni di sterline previsti dalla clausola di rescissione del centrocampista dell'Everton. Metro invece scrive che i Blues stanno seguendo il centrocampista croato Luka Modric del Real Madrid (seguito anche dal Manchester City).

fonte: gazzetta.it

8 gennaio 2013

L'antisportività fatta uomo: Josè Mourinho


Si sente tanto parlare di stile, di classe, di professionalità nel mondo del calcio. Uno dei primi a ergersi sul piedistallo è sempre Josè Mourinho, grandissimo allenatore e sapiente comunicatore. Una persona ipercritica e sempre pronta a gridare allo scandalo e alle cadute di stile. "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" dev'essere un detto che non è giunto allo Special One, o come sempre ne ha fatto orecchie da mercante.
La critica, perchè tale vuole essere questo pezzo, non va per una volta alle sue uscite in conferenza stampa o in panchina. Li ci sono giustificazioni più o meno condivisibili, motivazioni con un ragionamento alla base.
Non presentarsi alla premiazione per il titolo di "miglior allenatore" è invece inaccettabile. Vista dall'esterno sembra la risposta di un uomo che non sa perdere e che ha dimostrato di non saperlo fare. Ma non solo, è una vera e profonda mancanza di rispetto verso colleghi, tifosi e istituzioni. Penso a Vicente Del Bosque, grande allenatore e persona squisita, a cui Mourinho avrebbe dovuto fare un applauso lungo e caloroso, proprio come quello che aveva ricevuto lui. Mourinho sa bene cosa si prova a vincere quel premio e quanta gioia si ha nel cuore vedendo il proprio lavoro apprezzato e riconosciuto. Nessuno, quand'è stato il suo turno, si è tirato indietro per riconoscere la sua bravura, Del Bosque avrebbe meritato lo stesso trattamento da un collega che nel fare il suo lavoro è formidabile.
Non si discute il Mourinho allenatore, le cui doti sono sotto gli occhi di tutto. La critica, ed aspra, va fatta al Josè uomo, ancora incapace di guardare i colleghi con il rispetto che meritano. Se le schermaglie con Wenger, Ranieri, Villanova, Guardiola e chi più ne ha più ne metta fatto parte del gioco, a bocce ferme non ci si può comportare così. E' stato tristissimo vedere inquadrati Guardiola e Del Bosque e, al posto dell'allenatore portoghese, una sua immagine.
Personalmente non sono mai stato un grande fan del suo gioco o dei suoi atteggiamenti, ma fintanto che rientravano nella sfera del campo, del pre o post partita, le cose andavano bene. Se vuoi far parte del mondo dello sport devi saper vincere e perdere, devi essere in grado di sorridere ed applaudire anche quando non sei felice di farlo. Lo ha fatto Ronaldo ieri sera, lo avrebbe dovuto fare Mou. Questo non significa che non si possa esprimere dissenso, ma disertare la premiazioni è da cafoni, ancor più se chi ha vinto al posto tuo ha vinto un Mondiale ed un Europeo nel giro di due anni.
Infine è una mancanza di rispetto verso i tifosi e gli appassionati, che sono il vero motore di questo sport. Senza di loro tutto questo circo mediatico non ci sarebbe e la vita per queste persone non sarebbe tanto bella e agiata. Guadagnare milioni di euro impone di avere certi comportamenti, di essere un esempio. Ci può stare che, a caldo, si dicano cose che non si dovrebbero dire o si faccia qualcosa di sbagliato, parliamo sempre di uomini. Episodi come il dito nell'occhio di Villanova sono deplorevoli e deprecabili, ma rientrano nella concitazione del momento e vanno capiti. Non presentarsi alla più importante cerimonia del mondo calcistico no, è solo segno di immaturità e scarsa sportività. Questo è il vero Mou, un grande tecnico ma un piccolo sportivo. In Italia non sentiremo mai la mancanza di un personaggio così, e anche gli spagnoli son d'accordo con me.

Hai fatto la storia Leo


Come te nessuno mai. Un applauso a Lionel Messi, quattro volte Pallone d'oro consecutivamente. Un titolo personale, per alcuni effimero, che testimonia il grande lavoro fatto dal fuoriclasse argentino. Per lui parlano i numeri, che non mentono mai. Chi lo ama non ha dubbi: è il più grande di sempre; i detrattori invece sottolinenano le differenze con Maradona, capace di trascinare l'Argentina ed il Napoli. Ognuno ha i suoi gusti e le sue opinioni, non è certo questa la sede per discuterle. E' innegabile, però, che siamo di fronte ad un ragazzo straordinario, capace di incantare il mondo con i suoi piedi, la sua genialità e soprattutto i suoi goal. 388 partite ufficiali e 300 goal sono un dato mostruoso, se poi guardiamo la carta d'identità del ragazzo non possiamo che applaudirlo.
L'ho scritto in tempi non sospetti, il Pallone d'oro è un premio che lascia il tempo che trova, come quasi tutti quelli personali in un gioco di squadra, tuttavia mi piace pensarlo come il premio che corona il lavoro di una squadra. Non è stato così in passato, almeno non sempre, ma nel caso di Messi non può che essere questo. Negli anni lo avrebbero meritato almeno due dei suoi scudieri più fidati: Xavi e Iniesta. Eppure nulla, si è scelto di premiare il più forte di tutti, quello che muove le folle. Forse non è giusto, probabilmente sarebbe stato più giusto e romantico che le cose fossero andate diversamente, ma di questo non ha colpa Messi. Lui ha fatto sempre il suo lavoro e lo ha fatto maledettamente bene, polverizzando ogni record e diventando il nuovo simbolo del calcio. Lionel Messi è questo a mio modo di vedere, un vero e proprio ambasciatore del pallone. Sono pochi i personaggi del calcio che non lo apprezzano e non gli rendono merito. Persino i suoi più grandi detrattori, Pelè e Josè Mourinho, non hanno mai potuto criticare un suo atteggiamento o il suo modo di giocare. Hanno espresso critiche verso coloro i quali lo definiscono il migliore del mondo, davanti a Neymar o Cristiano Ronaldo, ma siamo nel campo delle opinioni. Il calcio è bello anche per questo, specialmente quello internazionale, meno contaminato dal tifo e dal campanilismo.
Sono state belle le parole della Pulce, che ha dimostrato ancora una volta la sua umiltà: "Non credo che questo sia stato il mio miglior anno - spiegava intanto Leo -. Io poi preferisco i titoli con la squadra piuttosto che i premi o i record individuali. Cristiano Ronaldo? Bè, sarebbe stupido non considerarlo tra i migliori tre. Però credo fosse doveroso votare per Xavi, Iniesta e Aguero. Io gioco contro di lui. Tutti e due scendiamo in campo per vincere". E'dal Mondiale 2010 che peroro la causa di Iniesta, che avrebbe dovuto vincere il Pallone d'oro, lo avrebbe strameritato. Ma nel calcio si devono commentare i risultati ed accettarli con sportività. Un applauso a Lionel, per sempre nella storia di questo sport.

7 gennaio 2013

La presunzione bianconera e la punizione blucerchiata


Ieri la Juventus ha fatto un bagno di umiltà, l'ho potuto constatare con i miei occhi, dal vivo. I ragazzi di Conte hanno schiacciato la Sampdoria per tutto il primo tempo, sono andati in vantaggio e hanno sprecato almeno un paio di palle goal per il raddoppio. E poi? Il blackout. Non è un modo di dire, ma la pura verità.
La Juventus ha perso anima, identità e gioco. Se nella prima frazione il disordine tattico era mascherato dalla pressione esercitata, nella ripresa si è vista per la prima volta una squadra disorganizzata. L'errore di Buffon ci sta, capita, ciò che è inconcepibile è l'attacco "all'arma bianca" andato in scena dopo il pari di Icardi.
Il primo errore è stato di Conte, che ha tolto un esterno e un attaccante per inserire due punte vere. Vucinic, Quagliarella e Giovinco non possono giocare insieme, anche perchè vanno a snaturare il gioco della Juventus, la cui forza sono gli inserimenti dei centrocampisti. Pirlo, Marchisio e Pogba portavano palla, servivano le punte, che si trovavano di fronte al muro blucerchiato.
Il secondo sbaglio è stato quello dei centrocampisti e dei difensori, che sono saliti in massa e non hanno ragionato. Un Pirlo sottotono non solo non ha dispensato geometrie, ma si è incaponito in passaggi in profondità senza senso. Il risultato sono stati due-tre contropiedi pericolosissimi, sul primo dei quali è arrivato il raddoppio del bravo Icardi. Barzagli e Bonucci hanno fatto cosa potevano, ma anche loro si son fatti portare spesso fuori posizione.
L'ultimo errore è stato quello macroscopico di Vucinic, capace di prendere la traversa da posizione favorevolissima e calciare a lato un pallone non impossibile.
Dove finiscono i demeriti bianconeri, comunque, escono i meriti di una bella Sampdoria. I liguri, sostenuti da un bel pubblico, hanno vinto una partita impossibile. Non tanto per la differente caratura tecnica delle due compagini, quanto per come si era chiuso il primo tempo. Onore a loro ed al "piccolo Messi" Mauro Icardi, che sono sicuro farà tanta strada. Mi consolerò con la consapevolezza di aver visto la prima doppietta fra i grandi di un attaccante destinato a giocare la Champions League.
A caldo ho letto troppe polemiche sull'arbitraggio, che non penso abbia influito sul risultato finale. Se è vero che manca un macroscopico rigore su Matri, è altrettanto vero che l'espulsione è stata affrettata. Ingenuo Berardi a entrare su Barzagli in quel modo, ma Juventus-Inter aveva insegnato che su un giocatore ammonito a volte si chiude un occhio. Tagliavento lo chiuse su Lichtsteiner, Valeri avrebbe potuto chiuderlo su Berardi. E poi diciamocelo chiaramente, se vinci e sei un uomo sopra, in casa, devi vincere. La sconfitta ci sta, è il calcio, ma a quel punto puoi prendertela solo con te stesso.
Per la Juventus è uno schiaffo che non può che fare bene. Non ha compromesso la corsa Scudetto, ma allo stesso tempo ha riacceso quel campanello d'allarme che la vittoria in extremis con Cagliari aveva spento. I bianconeri hanno le carte in regola per vincere il titolo, probabilmente lo possono perdere solo loro, ma si deve giocare da Juve. La mentalità dev'essere quella della provinciale, correndo come ossessi e lottando su ogni pallone. Non sono mai stato d'accordo con Stramaccioni quando si arrabbiava alla definizione di "Inter operaia", e i risultati mi stanno dando ragione. Quando le grandi del campionato hanno mollato la presa hanno perso. E' successo alla Juventus, all'Inter, al Napoli; la Serie A non sarà il torneo più difficile del mondo, ma è quello più livellato. Puoi perdere punti con tutti, anche con chi lotta per non retrocedere.

Calciomercato Juventus, Marotta ammette: "Drogba è una possibilità"


La prestazione così così di Peluso non preoccupa assolutamente Antonio Conte e la Juventus tutta. Dunque, al momento non sono previsti nuovi sondaggi sul fronte difensori. «Peluso mi ha soddisfatto», dice il tecnico bianconero. E non è escluso che l'ex atalantino trovi posto in campo anche mercoledì sera contro il Milan. Là dietro l'unico nel mirino è Doria, nazionale under 20 brasiliano. Con il Botafogo è praticamente tutto fatto (costo del cartellino intorno ai 5 milioni), ma il talentino arriverà solo a giugno. Caccia alla punta I prossimi dieci giorni saranno di attesa, invece, sul fronte attaccante. I bianconeri possono permettersi di non avere fretta e di valutare con grande attenzione ogni tipo di occasione là davanti. Di certo, comunque, un attaccante è ritenuto necessario dallo stesso Antonio Conte. I nomi sono sempre quelli: Drogba, Llorente, Gabbiadini e Borriello. In cima alla lista c'è sicuramente l'ivoriano, ma a patto che le richieste economiche non vadano oltre i parametri che i bianconeri hanno fissato per lui: un anno e mezzo di contratto per complessivi 5,5 milioni di euro più bonus. Marotta, ospite alla Domenica Sportiva conferma la linea: «Drogba? Si fanno sempre dei sondaggi e noi lo abbiamo fatto. Abbiamo registrato la sua disponibilità, dopo va verificata la compatibilità economica e poi si va dall'allenatore». Intanto è sempre sul tavolo dell'Athletic Bilbao l'offerta (non trattabile) per Fernando Llorente, in scadenza di contratto, utilizzato con il contagocce da Bielsa e arruolabile fin da subito in Champions League: 3 milioni subito per averlo a gennaio, altrimenti tutto rinviato a giugno, con i baschi che perderebbero il giocatore a costo zero. Piste italiane Insomma, le operazioni internazionali non sono agevolissime e hanno di sicuro tempi lunghi, ecco perché in Corso Galileo Ferraris si tengono vive alcune piste italiane: innanzitutto Manolo Gabbiadini, in prestito al Bologna. Poi Marco Borriello, già bianconero nei primi sei mesi del 2012. Più semplice (ed economico) prendersi subito Gabbiadini, forse più gradita a Conte la carta Borriello, che ieri ha segnato una doppietta. «E' un giocatore al quale sono molto affezionato — ha detto nei giorni scorsi —, perché ha fatto molto bene con noi nella scorsa stagione. Ricordo fra l'altro il gol di Cesena, importante nella corsa scudetto». Ma anche visti i due gol di ieri la pista Borriello potrebbe mettersi in netta salita, ecco perché l'ultimo nome su cui la Juve ragiona è quello di Immobile: cresciuto in bianconero, gradito a Conte e attualmente a metà con il Genoa. In caso di virata decisa verso di lui, la Juve cercherà di risolvere subito la compartecipazione, offrendo soldi al Genoa e riprendendosi subito il ragazzo. Su Boakye (altro giocatore di proprietà Juve) non ci sono invece più dubbi: il ghanese resterà a Sassuolo fino a fine stagione, «perché lì potrà completare meglio un percorso di crescita che riteniamo importante», fanno sapere dai piani alti della sede juventina.

(gazzetta dello sport)

Il re del campionato: Edinson Cavani


Tre gol, un pallone preso con merito ed un titolo d'obbligo. Edinson Cavani è il vero top player di questa Serie A. Hattrick, dicono in Inghilterra: tripletta, per confermarsi nell'Olimpo dei cannonieri mondiali, per elevarsi davvero allo status di miglior centravanti del campionato italiano. Napoli se lo gode, il presente è lui e, stanti le parole di Aurelio De Laurentiis, anche il futuro. "Al City? A me piacerebbe vederlo qui con Balotelli". Una battuta, che non fa eco con le parole del Matador. "Ho un obiettivo, la società sa cosa voglio. Adesso intendo dare tutto me stesso, incondizionatamente, per questa squadra. Qqui sono contento, sto bene e mi godo tutti i momenti belli come quelli brutti che è giusto che ci siano. Ripeto la società sa cosa voglio". Cosa vuole, però, Cavani non lo svela. Felicità, gioia. Il suo sorriso non nascondeva niente, se non quelle parole magiche che non ha proferito. "Resto qui a lungo". No. "La società sa cosa voglio. Ho un pensiero ma non è il caso di esternarlo adesso". Il Manchester City ed il Real Madrid, così come il Chelsea, ascoltano interessate. Uno dei migliori bomber al mondo stupisce ancora una volta ed il suo futuro è un piccolo grande segreto che ancora non vuole svelare.

(tuttomercatoweb.it)

6 gennaio 2013

Zeman e Mazzarri presentano il big match del San Paolo


I due mister presentano la partitissima del San Paolo, in programma questa sera.

Zdenek Zeman ha parlato in conferenza stampa prima della sfida col Napoli, iniziando dal tema del razzismo: "Sono cose spiacevoli che vanno eliminate, ma spesso siamo noi a dover dare il buon esempio. Sul campo sono tutti uguali, il bianco, il giallo e il nero". Sulla tournee: "Già oggi stanno tutti bene, non si è lamentato nessuno del fuso orario". Su Osvaldo e Totti: "Entrambi non sono al massimo". Sul Napoli: "Sta dimostrando di essere una squadra importante. Ora col mercato si rafforzeranno ulteriormente". Su Insigne: "E' il mio pupillo, ha fatto 50 gol con me e sono felice che si stia affermando a Napoli". Sull'entusiasmo: "E' sempre meglio della depressione. Mi fa piacere che adesso si respiri questa aria". Sulla rosa: "Per me è una buona rosa, poi è normale che fino al 31 gennaio verranno fuori molti nomi. Qualcosa sarà vero e qualcos'altro no. Sono contento che i miei giocatori sono richiesti, vuol dire che stanno facendo bene". Ancora sul viaggio negli Usa: "Il contatto avuto fra proprietà e giocatori ha fatto bene. Ora saanno di avere dietro una società vera". Sul girone d'andata: "La classifica parla. Potevamo fare di più e cercheremo di farlo nella seconda parte. Siamo una buona squadra ma dobbiamo dimostrarlo nella seconda parte di stagione".

Gli risponde Mazzarri: Partita a scacchi con Zeman? "Non è mai un confronto tra allenatori, ma tra giocatori. Sapete come la penso, ci sono situazioni, rose e tante cose diverse per fare confronti. Mi aspetto una bella partita” Crescita di Inler? “Se il Siena non ha fatto un tiro a porta è stato anche per merito del filtro fatto a centrocampo, con Behrami e Donadel che hanno giocato bene in fase difensiva. Poi di certo in fase di costruzione qualcosa abbiamo perso, ma per prima cosa volevo non subire gol. Quella partita è stata importante perchè venivamo da alcuni risultati negativi, serviva una risposta. E' chiaro che Inler è un giocatore importante e quando sta bene ci dà una grossa mano” Maggio sta migliorando, che compito avrà domani? "Sa benissimo cosa deve fare domani. E' una vita che è con me, è uno dei più esperti e conosce bene il mio modo di pensare. Contrapposizione con Balzaretti? Si, ma non solo, avrà una serie di compiti da svolgere. Sta bene, mi fa piacere che abbia fatto gol a Siena. Uno come lui non doveva essere messo in discussione, ha dato tanto al Napoli. Se ha giocato un po' al di sotto dei suoi livelli non è certo perchè lo voleva, ci sta nell'ambito di una stagione avere un momento così. Dispiace che sia stato criticato e di alcuni episodi fuori dal campo” Grava e Cannavaro? "Sono due ragazzi eccezionali. Gianluca poteva svolgere il ruolo di Aronica, nel subentrare all'occorrenza quando ce ne fosse stato bisogno. Aronica ha ricevuto una proposta per lui importante e Grava l'avevo visto più voglioso, forse Aronica si aspettava di giocare da titolare e non era più motivatissimo. Spero che gli tolgano la squalifica il prima possibile. Noi però dobbiamo pensare alla Roma, mi aspetto di vedere giocatori motivatissimi da tutte queste situazioni” Campagnaro in scadenza: "Sono fatto a modo mio: basta che ci sia il contratto, al di là del rinnovo. E' pagato dalla società fino a giugno poi si vedrà. E' un professionista serissimo, gli ho parlato più di una volta e mi ha sempre detto che fin quando sarà a Napoli darà il massimo. Domani giocherà. All'estero è qualcosa di scontato, noi vediamo sempre sospetti invece. Difesa a quattro contro il tridente giallorosso? Noi abbiamo dei meccanismi ormai consolidati, non cambieremo. Se gli avversari giocano col tridente scaliamo in modo diverso, ma di certo non lo spiego in conferenza perchè non bisogna dare vantaggi agli avversari” “Zeman? Io ho i miei concetti, sono curioso di capire se i miei giocatori hanno compreso cosa fare contro la Roma, perchè so che possiamo metterla in difficoltà” “Gamberini, Britos e Campagnaro hanno già dimostrato di poter giocare insieme, hanno una certa esperienza. Domani sono curioso di vedere come si comporteranno contro un attacco così forte come quello della Roma. Anche se ovviamente dobbiamo parlare sempre di fase difensiva, che comprende anche il centrocampo e gli esterni” “Cosa mi aspetto dall'anno nuovo? Io guardo sempre la partita successiva, e alla fine si vede cosa succede. Ho sempre ragionato così e mi sono sempre trovato bene” “Mercato? Lasciamo perdere, noi allenatori dobbiamo allenare i giocatori che ci mettono a disposizione. Armero? Non è ancora un giocatore del Napoli, quando lo sarà dirò la mia. Il mercato di gennaio ha inciso sempre poco, soprattutto per le grandi squadre che lottano per il vertice. Serve anche quel pizzico di fortuna nel mettere il tassello giusto al posto giusto e puoi migliorare, ma non credo che questo possa fare la differenza per noi. Anche Zeman ha parlato di Messi e Ronaldo: se devi migliorare bisogna prendere un top player, e non credo che chi ce li ha a gennaio li vende". Boateng vittima di cori razzisti: "E' un problema da debellare a livello mondiale. La cattiveria, le volgarità e le offese che si sentono negli stadi andrebbero assolutamente combattute. Bisognerebbe fare qualcosa di importante, ma non possiamo prendere noi allenatori o i giocatori certe decisioni. Servirebbe una giuria positamente costituita” “La Roma è una squadra fortissima, bisogna essere concentrati. So che ci sarà anche il pubblico delle grandi occasioni, mi fa piacere. A livello d'organico la Roma ha fatto grandi acquisti negli ultimi due anni, creando il giusto mix tra giovani forti e campioni già affermati. E' un mix esplosivo, dobbiamo giocare al massimo per superare questa squadra”. Insigne? "Ieri l'ho visto bene, devo fare delle scelte. Anche Pandev scalpita per giocare, oggi deciderò. Zeman ha detto che gli fa piacere che Insigne si stia affermando in una piazza come Napoli e in una categoria difficile come la serie A, parliamo comunque di un calciatore giovanissimo” “Ho la sensazione che la sosta abbia fatto bene alla squadra. Qualche giocatore che era più stanco ha avuto modo di riposare”

L'intricato caso Drogba: tra voci, smentite e mezze verità


Didier Drogba alla Juventus, al Milan, al Chelsea, all'Inter..chi più ne ha più ne metta. Ogni giorno leggiamo una nuova destinazione per l'ivoriano che, non dimentichiamolo mai, tra poco partirà per la Coppa d'Africa. L'agente del bomber ha dichiarato che Milan o Juventus sono le due opzioni principali: "Didier ha un accordo di rescissione con il club cinese dello Shanghai Shenhua e penso che tante possibilità di trasferirsi in Italia nel mese di gennaio. C'è un reale interesse da Juventus e Milan. Ci sono stati contatti con entrambi i club e la prossima settimana faremo sentire di nuovo da loro. Egli vorrebbe competere in uno dei migliori campionati del mondo, proprio come è la serie A". Peccato però che poche ore prima Conte avesse smentito tutto: "Drogba è un'operazione che io continuo a leggere sui giornali e che la società non mi ha mai proposto, nè io ho mai proposto alla società, quindi...ci sono dei parametri economici che non prevedono questo tipo di operazioni. Giocoforza la dovrete accettare questa situazione, perchè io l'ho accettata (sorride, ndr); forse tra voi e me, chi tra virgolette potrebbe risentirne di più sono io. Però ci sono dei parametri, sappiamo che saranno fatte delle operazioni intelligenti, saranno colte delle opportunità, se capiteranno, avendo grandissima fiducia in questo gruppo che - ripeto - mi sta dando grandissime soddisfazioni e sta facendo delle cose straordinarie. Se capiterà l'opportunità e potremo cogliere qualche occasione, qualche situazione vantaggiosa, la prenderemo. Sarà sempre un'operazione low cost, visto che si usa un po' adesso parlare in termini.... a basso costo, parliamo in italiano. Questo è il momento economico dell'Italia. Ma non è solo adesso, è da un anno e mezzo che la Juventus fa operazioni intelligenti. A volte leggo che la Juventus è intervenuta sul mercato in maniera spropositata: non con me, che sia chiara questa cosa. Da un anno e mezzo abbiamo fatto solo operazioni intelligenti, ci sono altre squadre che hanno ingaggi nettamente superiori alla Juventus, eppure continuo a leggere che siamo noi ad avere deficit. Mah... qualcuno a volte sbaglia, non si fa bene i conti e non vede proprio in casa sua". E invece Berlusconi l'aveva bocciato categoricamente: "Drogba e Balotelli in rossonero? No, visto i limiti di età che ci siamo dati Drogba è troppo vecchio, come Osvaldo, mentre Balotelli non mi convince come uomo. Porterei sicuramente Destro al Milan".
Va solo deciso chi, fra i vari interpreti, sta mentendo. Questo è il mercato.

5 gennaio 2013

Kevin Prince Boateng è stufo: "Potrei lasciare il Milan"


Kevin-Prince Boateng rincara la dose a proposito dei cori razzisti che lo hanno spinto ad abbandonare insieme ai suoi compagni il campo di Busto Arsizio dopo i ripetuti cori razzisti dei tifosi della Pro Patria. Ma soprattutto il giocatore ghanese ha messo in serio dubbio la sua permanenza al Milan dopo questo increscioso fatto.
 Ai colleghi tedeschi della Bild Boateng ha dichiarato: "La prossima settimana mi incontrerò col mio procuratore Roger Wittman e farò il punto della situazione. Non sono sicuro se sia un bene rimanere ancora in Italia". 
 Parole che potrebbero aprire scenari clamorosi di mercato per un Milan gelato dallo stop alle trattative per la cessione di Robinho al Santos, ma che potrebbe trovare nelle possibili partenze di Abate (chiesto dallo Zenit di Spalletti) e del Boa (piace al Bayern Monaco) le risorse necessarie per dare un forte impulso al mercato in entrata.

(fonte: calciomercato.com)

Bentornato yankee: "Pepito" Rossi a Firenze


La Fiorentina festeggia il suo primo colpo: Giuseppe Rossi, che i viola hanno preso dal Villareal dove è diventato grande ed è stato preso di mira dalla cattiva sorte. E anche se non potrà giocare fino a marzo, l'arrivo di Pepito ha fatto esplodere l'ambiente viola, soprattutto i suoi ex compagni di squadra nel Sottomarino Giallo. "Adesso abbiamo con noi Giuseppe Rossi, desiderosi di godere ancora del suo calcio. Benvenuto!" è l'accoglienza che Borja Valero riserva in spagnolo su Twitter al suo nuovo compagno di squadra. "Che bello! Il bambino Giuseppe sta arrivando alla Fiorentina. Un grande sia come giocatore che come persona! Gli auguriamo il meglio" è stato il messaggio di Gonzalo Rodriguez. La risposta? "Grazie amico, buona fortuna a te e a noi, ci vediamo presto" ha scritto Pepito, sempre in spagnolo. Intanto sempre su Twitter l'agente Federico Pastorello racconta che il 22 novembre a New York il d.s. della Fiorentina Pradé convinse Pepito a passare in viola. Rossi che comunque non dimentica cinque splendide stagioni e i tifosi del Villarreal che saluta sul social network: "A tutti i tifosi, grazie per l'appoggio nei momenti buoni e cattivi. Vi amo molto". ECCO PEPITO — Sì, eccolo il top player che aiuterà la Fiorentina nella corsa verso la Champions, o magari verso lo scudetto, chissà. E' Giuseppe Rossi e i toscani hanno risolto gli ultimi dettagli solo nel pomeriggio. Il colpo a sorpresa rilancia le chance d'altissima classifica del club dei Della Valle. Dopo la firma del giocatore è il momento delle visite mediche a Villa Stuart a Roma, particolarmente importanti considerati i recenti gravi infortuni dell'attaccante. Il club viola, proprio per cautelarsi, ha deciso di stipulare una polizza assicurativa . Il giocatore è sbarcato a Fiumicino intorno alle 7.30 della mattina. Domenica sarà allo stadio per seguire dal vivo la sua nuova squadra controil Pescara mentre il giorno della presentazione dovrebbe essere lunedì. Circa 11 milioni di euro al Villarreal più 5 di bonus. Un milione e mezzo netti al giocatore più bonus per 5 anni. Sono queste le cifre dell'operazione tra il club dei Della Valle, il Sottomarino e Pepito. Che, va ricordato, non potrà scendere in campo prima di metà marzo a causa del doppio infortunio rimediato prima nell'ottobre 2011, poi ad aprile 2012. Ha saltato l'Europeo, ha visto retrocedere il Villarreal senza poter far nulla, è fermo da oltre un anno. Ma prima si era conquistato il posto da titolare nella Nazionale di Prandelli. In viola ritroverà Gonzalo Rodriguez e Borja Valero, suoi compagni al Villarreal. FIRMA — Questo il comunicato ufficiale del club viola: "L'Acf Fiorentina e Cf Villarreal confermano di aver raggiunto un accordo per il trasferimento del calciatore Giuseppe Rossi a titolo definitivo, subordinato alla firma del contratto economico da parte dello stesso". Quando Rossi arriverà in Italia ci sarà anche la sua firma sul contratto. È un acquisto in prospettiva: Stevan Jovetic porterà sicuramente a termine questo campionato in maglia viola, poi però probabilmente andrà via. E il suo posto lo occuperà un altro top player, Rossi. Che per ora è una scommessa. Ma prima degli infortuni ai legamenti del ginocchio destro era già una garanzia. Come la sua esultanza: mima un aeroplanino, come faceva un certo Vincenzo Montella. 

Gazzetta.it

Il nuovo Piquè è bianconero: Garcia Tena Pol

foto: calcionews24.com
C'era una volta la Spagna, terra di grandi centrocampisti, mezze punte ed attaccanti. Oggi, questo el dorado del football bailado, non esiste più. O meglio, si è evoluto e perfezionato. La penisola iberica è terra di calciatori fantastici, dai portieri alle prime punte. Casillas, Puyol, Piquè, Sergio Ramos, tutti grandi interpreti di una scuola difensiva da far invidia a quella italiana. La Juventus se n'è accorta e ha messo sotto contratto un ragazzo di belle speranze, Pol Garcia.



Garcia Tena Pol nasce a Terrassa, cittadina poco distante da Barcellona, il 18 febbraio 1995. Il difensore catalano cresce nel settore giovanile dell'Espanyol, ma ben presto attira le attenzioni degli scout dei cugini del Barcellona, che privilegiano la formazioni di ragazzi catalani per non allontanarli così giovani da casa. Il ragazzo si trasferisce così nella Masia azulgrana nell'estate del 2010, diventando un punto fermo della difesa blaugrana di categoria. Nel 2010 partecipa con il Barça al torneo "Manchester United Premier Cup 2010", un importante torneo giovanile rivolto alle squadre Under15. Con i pari età della cantera del Barcellona non solo partecipa al torneo, ma lo vince, dimostrandosi uno dei migliori in assoluto. A 16 anni è pronto a firmare con il suo club il suo primo contratto da professionista, ma l'accordo fra il suo entourage ed il presidente Rossel non arriva.
Il ragazzo è troppo attratto dalle numerose richieste di mercato che arrivano ai suoi agenti e che lo portano in uno dei migliori vivai del Bel Paese. E' infatti la Juventus a riuscire a mettere sotto contratto il forte difensore, prospettando al suo agente un futuro radioso con la maglia bianconera. Insieme a Garcia Ten Pol, la Juventus porta a Torino anche il fratello Jesus, difensore classe 1990, il cui talento non ha nulla a che spartire con il secondo genito. Aggregato ai pari età, Garcia Tena Pol viene ben presto "risucchiato" nella squadra Primavera, con la quale debutta a 16 anni. In pochi mesi diventa un punto fisso dell'undici di Baroni, del quale diventa il vero leader questa stagione.
Nelle sette partite di campionato il difensore catalano inizia e finisce ogni match, senza collezionare goal ma nemmeno sanzioni disciplinari. E' un dato da non sottovalutare per uno stopper, che testimonia un grande tempo d'intervento ed una correttezza fuori dal comune. Spesso la militanza all'estero è un handicap per essere presi in considerazione dalle Nazionali giovanili, ma il centrale catalano è un punto fisso dell'Under17 spagnola.

Mancino naturale, Garcia Tena Pol è un difensore di grande prospettiva. Completo e determinato, possiede ottimo senso della posizione ed è piuttosto bravo nelle palle alte. Nonostante sia solo 178 cm, il suo tempo sulla palla lo rende un colpitore di testa decisamente affidabile.
 Rapido e veloce, ha un ottimo anticipo sull'uomo, unito ad una tecnica di base completa che lo rende capace di iniziare l'azione palla al piede. Branescu, giovane portiere della Primavera bianconera, ha il compito di impostare su di lui la ripartenza dell'azione, in modo che i ragazzi non si abituino a lanciare lungo e siano già pronti per il gioco della Prima squadra di Conte.
Nonostante possegga qualità fuori dal comune, Garcia Tena Pol deve migliorare sotto alcuni aspetti. Fisicamente deve irrobustirsi, per "tener botta" con le punte più forti e possenti. Se la personalità è un punto a suo favore, altrettanto non si può dire per la concentrazione lungo i 90 minuti di gioco. Come tutti i difensori spagnoli o sudamericani, anche il ragazzo catalano spesso perde di vista il gioco e si innamora del pallone, ricevendo più di un richiamo da mister Baroni. Sono difetti facilmente migliorabili, ed una volta che saranno superati Conte potrebbe decidere di aggregarlo alla prima squadra, con Bonucci, Chiellini e Barzagli pronti a fargli da chioccia.

4 gennaio 2013

La Juventus rompe gli indugi: Llorente


Il mercato è iniziato da poco più di 24 ore, la Juventus studia le strategie. Da poco più di un'ora è in corso un summit a Vinovo tra il tecnico Conte, gli uomini mercato Paratici e Marotta e il presidente Adrea Agnelli per discutere delle situazioni in entrata e in uscita. La Juventus cerca un grande attaccante e potrebbe portare subito a Torino Fernando Llorente. Ieri l'Athletic ha comunicato sul suo sito ufficiale la trattativa tra l'ariete spagnolo e il club bianconero, ma per il momento non ha cambiato idea sulle tempistiche dell'addio. Llorente partirà solo a giugno, una decisione che, secondo Marca, costerà ai baschi 6 milioni di euro, i 3,5 milioni di euro dell'offerta (rifiutata) della Juve più i circa 2,5 milioni di euro di ingaggio della punta fino al termine della stagione.

 Secondo Sky Sport nell'ordine del giorno potrebbe esserci l'arrivo di un'altra punta, qualora l'Ahtletic non lasciasse libero Llorente a gennaio. Sul taccuino di Marotta ci sarebbe sempre Drogba, ma solo a cifre ragionevoli, più le soluzioni italiane Borriello e Gabbiadini.

(calciomercato.com)

Un calcio al razzismo. Thuram: "Bravo Milan"


«Quello del Milan è un gesto molto importante. Ringrazio in particolare Massimo Ambrosini per la scelta d'interrompere la partita e il Milan per aver promesso la linea dura su questo delicato tema». Lilian Thuram sta spendendo gli ultimi giorni di vacanza nella sua Guadalupa, ma è aggiornatissimo sullo stop di Pro Patria-Milan. E l'applauso dell'ex difensore di Juve e Parma è convinto. Quasi una liberazione. «E' una notizia stupenda perché per la prima volta un grande club si prende la responsabilità di fare un passo così dirompente». Le offese ai giocatori di colore purtroppo sono diffuse. «E nella maggior parte dei casi prevale l'indifferenza. Così i compagni tendono ad abbassare gli occhi e a guardare altrove, sottovalutando la sofferenza dei giocatori di colore presi di mira». Stavolta invece il capitano è intervenuto dalla panchina. «Per questo ragione plaudo alla sensibilità di un grande giocatore come Massimo Ambrosini. S'è assunto una responsabilità che dà un grandissimo aiuto alla lotta contro il razzismo». In che senso? «Le istituzioni possono inasprire quanto vogliono i provvedimenti contro questo fenomeno. Le multe ai club non servono a nulla. Ma il ruolo principale è quello dei calciatori e la svolta del Milan vale molto più di tanti proclami». Che cosa cambia? «Il calcio è lo sport più popolare al mondo e i calciatori più famosi possono orientare il costume. Perciò il messaggio di ieri di Ambrosini spero che venga raccolto anche da altri campioni: solo così possiamo aiutare l'intera società a debellare questa piaga». Il suo impegno su questo fronte è ormai giornaliero. «Certo. Io faccio convegni, ho appena scritto anche un libro sull'argomento». Qual è il suo messaggio? «Nessuno nasce razzista, lo diventa. La nostra cultura tramanda da secoli comportamenti razzisti e sessisti. C'è una gerarchia che mette in cima il colore della pelle bianca e del genere maschile. Ma il valore dell'eguaglianza prevarrà e il calcio può essere vincente in questa lotta epocale. Ecco perché plaudo al gesto di Ambrosini e del Milan». Ma la strada è ancora lunga. Purtroppo sì. Io, però, penso positivo. Ad esempio mi piace molto la storia di Mario Balotelli. Ricordo ancora gli striscioni ai tempi del suo debutto nell'Inter: Scrivevano: "un nero non può essere italiano". Invece ora SuperMario è il beniamino della Nazionale. Storie come la sua dimostrano come il calcio possa aiutare tutti noi a superare certe barriere».

 fonte: Gazzetta dello Sport

Mercato folle in Premier: 15 milioni per Sturridge sono una pazzia


Una notizia di mercato, proveniente dall'Inghilterra, ci deve far riflettere. I media britannici, ieri, hanno rilancianto la notizia del passaggio di Sturridge al Liverpool.

Il mercato in Inghilterra è iniziato da poche ore e già ci sono i primi colpi. Il Liverpool, come aveva anticipato Rodgers, si sta muovendo per rinforzare l'attacco e ha già chiuso l'arrivo dal Chelsea del 23enne attaccante Daniel Sturridge, costato, secondo la stampa inglese,circa 15 milioni di euro.

Anche ammettendo che i reds, avendo in rosa Suarez, trovino posto al mobile attaccante inglese, riflettiamo attentamente sulle cifre. 15 milioni di euro per un attaccante che, nella sua stagione migliore, ha segnato 11 goal al massimo? Mi sembra francamente esagerato, anche se parliamo di un buon giocatore classe 1989. In Inghilterra, da quando ci sono petrodollari e magnati del gas, non ci fanno più caso, ma non è il modo giusto di fare calcio. Se ne accorgeranno anche loro, presto o tardi, ma lo faranno. La situazione mi ricorda molto il primo Berlusconi del Milan o il Moratti di fine anni '90, ma ora? Che fine hanno fatto le due corazzate? I campioni vanno formati in casa, come fa il Barcellona. Piano piano le grandi d'Europa hanno preso questo trend: Real Madrid, Juventus, Borussia Dortmund, Bayern Monaco, stanno piano piano acquistando giocatori giovani o promesse, per evitare salari da capogiro. In Inghilterra questo diktat non è ancora arrivato e ne sono felice, vorrà dire che negli anni avvenire l'Italia recupererà inevitabilmente molte posizioni in Europa, col fair play finanziario non si scherzerà. Non ci credete? Chiedete al Malaga dello scieicco Al Thani

3 gennaio 2013

Calciomercato, Balotelli in vendita


Mario Balotelli è in vendita, ormai non ci sono più dubbi. Le voci di mercato circolavano da settimane, ma dopo la rissa di questa mattina ogni possibile speranza di ricucire i rapporti con il City sono naufragati.
E' il daily mail a riportare la notizia, con tanto di photogallery della rissa fra SuperMario e Mancini, l'unico che lo ha sempre difeso e protetto dalle critiche.
Ora la palla passerà in mano a Mino Raiola, che cercherà di spuntare la miglior soluzione per il suo assistito. Sistemato Robinho in Brasile, potrebbe essere proprio il Milan la nuova casa di SuperMario Balotelli, dove formerebbe una coppia favolosa con il classe '92 El Shaarawy.

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Football Manager 2013: Dal Brasile con furore...

Cari appassionati di FM 13, cosa c'è di meglio che trovare dei talenti a basso prezzo che diventeranno veri e propri campioni... se poi vengono dal Brasile ancora meglio.
Questi tre ragazzi stanno facendo anche impazzire gli osservatori nella realtà...

Il primo è Doria (Matheus Dòria Macedo) difensore centrale che è ad un passo dalla Juventus in vista di giugno, per una cifra intorno ai 4.2 milioni di euro, cifra importante per un ragazzo classe '94. Ma noi appassionati di FM non dovremmo neanche pagarlo così tanto se lo vogliamo, infatti il giocatore ha una clausola di rescissione pari a 600.000 mila euro con il Botafogo. Il centrale brasiliano nato il 8.11.94 ha come sue caratteristiche principali il colpo di testa, il contrasto e la marcatura, doti fondamentali per un centrale di difesa ed esse sono anche in netto miglioramento, degna di nota è anche la sua tecnica, il suo controllo palla e i suoi passaggi che fanno di lui un difensore moderno. Concentrazione, decisione, intuito e freddezza ne fanno le caratteristiche mentali maggiori ma non disdegna neanche nelle altre, mentre fisicamente 191cm per 84 kg, fanno di lui un autentico baluardo arretrato.

Il secondo è Wallace (Wallace Oliveira dos santos) terzino destro acquistato dal Chelsea nella realtà ma fino a Giugno alla Fluminense, anche lui ha una clausola di rescissione pari a 5.000.000 milioni di euro, neanche tanto se mettiamo in confronto le qualità con il prezzo. Il terzino anch'esso classe '94 abbina doti difensive a doti offensive, bravo nei contrasti e nella marcatura cosi come nel dribbling e nel cross. Come doti mentali è da considerarsi un "veterano", mentre fisicamente abbina velocità accelerazione e resistenza a integrità fisica, tutto ciò grazie ai 177cm di altezza per 72 kg di peso.

Il terzo è Victor Andrade (Victor Andrade Santos) il giocatore milita nel Santos considerato il nuovo "Neymar" ha attirato su di se l'attenzione di numerosi club (Milan, Inter, Manchester City e Barcelona in primis). La sua clausola è fissata sui 7 milioni, ma si potrebbe strapparlo via già a 4.5/5 milioni. Certo un prezzo elevato per un classe '95, ma considerato il suo avvenire e il costo che potrebbe raggiungere nel corso di un paio d'anni è una vera e propria occasione. Dribbling, finalizzazione, controllo di palla e tecnica sono le caratteristiche principali di questo attaccante che all'occasione può essere usato come trequartista centrale. Fantasioso, creativo e con grande intuito questo talento arriverà a Gennaio del 2014 visto che è minorenne e brasiliano. Il metro e settantuno facilita il baricentro basso che ne mette in risalto la velocità, l'accelerazione e l'agilità. 
Questi tre ragazzi sono delle vere e proprie occasioni per ogni giocatore di Football Manager, che i consigli possano esservi utili!

Lampard con Klose per una Lazio da Scudetto


Il mercato della Lazio si accende, e porta in dote un nome di fascino mondiale: Frank Lampard

Gazzetta dello Sport:
Il vice-Klose, innanzitutto. Ma anche un paio di giovani con cui rinnovare l'organico e poi un sogno difficile ma non impossibile. Il mercato invernale della Lazio è stato pensato così dal presidente Lotito e dal d.s Tare. Sogno Lampard Partiamo dal sogno. Che ha le sembianze di Frank Lampard, di fatto messo sul mercato dal Chelsea, visto che il suo contratto scade a giugno e i Blues non hanno intenzione di prolungarlo. Lotito e Tare sono pronti a fare un blitz a Londra per convincerlo. La proposta è un triennale a 2,5 milioni più bonus, quindi circa 3 milioni l'anno. Argomenti che, almeno per il momento, suscitano tiepide reazioni da parte dell'entourage del centrocampista. A favore della Lazio c'è però la apparente mancanza di alternative interessanti per il giocatore. Sotto questo punto di vista va registrato che la pista che porta all'Inter pare essersi notevolmente raffreddata. Hamad in arrivo Il sogno, insomma, non è così impossibile. Nell'attesa il club romano si concentra sull'operazione più urgente: l'alternativa a Klose. In pole position resta il norvegese di origini marocchine Abdellaoue. Il suo club, l'Hannover, è disposto a cederlo per 5-6 milioni di euro, soldi che la Lazio deve recuperare dalle dismissioni (le cessioni di Matuzalem e Rocchi da sole non bastano). Il rischio è che Abdellaoue approdi in altri lidi, visto che lo cerca il Fortuna Dusseldorf: nel caso lo soffi alla Lazio, i romani potrebbero pescare l'alternativa proprio in casa sua. Piace infatti l'attaccante dello stesso Fortuna, Schahin. In quanto ai giovani sotto osservazione, l'elenco è lungo. Ne fanno parte i centrocampisti Cirigliano (River Plate) e Abrashi (Grasshopper); i trequartisti Mehmedi (Dinamo Kiev), Hajrovic (Grasshopper) e Alessandrini (Rennes); il difensore Xandao (Sporting Lisbona). Ma il primo ad arrivare sarà lo svedese di origini curdo-irachene Jiloan Hamad. Centrocampista, 22 anni, gioca nel Malmoe e ha già collezionato un paio di presenze nella nazionale maggiore svedese. L'accordo è stato raggiunto sulla base di 2,5 milioni di euro: Hamad potrebbe arrivare a Roma già nei prossimi giorni. Caos Zarate Per ulteriori acquisti è necessario che partano i giocatori che non rientrano più nei piani di Petkovic. Tra questi c'è anche Mauro Zarate che però quasi certamente resterà. Ieri il suo agente Luis Ruzzi è stato chiaro: «Non ci sono squadre interessate a Zarate alle cifre che spara Lotito. Quindi o il presidente abbassa le pretese entro cinque giorni oppure il mio assistito resterà fino alla scadenza del contratto (giugno 2014, ndr) anche a costo di fare il "pastore a Formello" come dice Lotito. Un club turco? Non ci interessa, accettiamo solo Spagna o Inghilterra». L'agente dell'argentino ha anche precisato che il suo assistito non tornerà in ritardo dalle vacanze natalizie. «Arriverà in Italia domani (oggi, ndr) come concordato con la società che lo ha convocato per il 4 a Formello. Quindi nessuna multa, come non ne ha mai avute in passato».

La classe fra gioie e dolori: Juventus e Bayern Monaco


Juvenuts e Bayern Monaco hanno molto in comune, più di quanto si possa immaginare. Sarebbe troppo semplice sottolineare la leadership incontrastata nelle proprie leghe nazionali, i due club condividono un triste primato. Juventus e Bayern sono infatti le squadre che "vantano" il maggior numero di finali perse in Champions League. Ben cinque volte, infatti, le due compagini hanno raggiunto la finale finendo poi ad osservare mestamente l'alzata della coppa. Come detto, un primato poco invidiabile.
Come si deve valutare un dato di questo tipo? Gli ottimisti direbbero che arrivare in fondo è sinonimo di forza, di solidità. Vero, ma è altrettanto doveroso sottolineare come lo sport sia impietoso, glorifica i vincitori e mortifica i vinti. Lungi da me voler criticare due fra le più grandi ed importanti squadre del mondo, ritengo doveroso fare una riflessione. Non può essere un caso che le cose siano andate in questo modo. In un paio di occasioni può essere stato il fato, l'inesperienza, la sfortuna. In cinque circostanze, invece, significa che qualcosa non quadra. Che cosa? Difficile dirlo, credo nemmeno all'interno delle società lo sappiano. Io penso sia questione di "dna", per quanto possa suonare strano. Ci sono club nati per vincere competizioni come la Champions, altri nati per vincere i campionati. Juventus e Bayern sono riusciti a mettere (più volte) il loro timbro anche in Europa, ma è in campionato che danno il meglio di loro.
Torinesi e bavaresi sono squadre forti, abituate a lottare e vincere sempre con la stessa mentalità. Sono "operai", non mollano mai su ogni pallone e cercano il successo con la forza dei nervi oltre che con la classe. Io, da juventino, ne vado orgoglioso. Stramaccioni si è impermalosito quando hanno definito la sua Inter "provinciale", bene ha sbagliato. Una squadra operaia, provinciale, non è debole o di seconda fascia, tutt'altro. E' forte, dura da abbattere e con una grinta fuori dal comune. Sono queste le caratteristiche che servono a vincere una competizione di 34-40 partite. Ma non sono gli attributi indispensabili per vincere in Champions League, dove occorre sfrontatezza, coraggio e quel pizzico di classe ed incoscienza che non guasta mai. Juventus e Bayern Monaco non sono così, sono dei martelli, dei rulli compressori. Forse non saranno le squadre più vincenti in Europa, forse saranno schernite o sovrastate da altre. Ma il carattere di queste società, forgiato nel tessuto sociale di Torino e Monaco, è da applaudire.
Sergio Bambarén ha scritto una volta: "Se cadi, rialzati, affronta le avversità e trova sempre il coraggio di proseguire. Fai della tua esistenza qualcosa di spettacolare". Sembra una frase fatta apposta per Juventus e Bayern, per i suoi tifosi, per le città che le ospitano. Juventus e Bayern Monaco, due nazioni diverse, due storie differenti, ma tanti punti in comune.

2 gennaio 2013

Sneijder? Alla Pinetina non si è vista. Chiamiamo Agatha Cristhie



Wesley Sneijder-Inter, un intrigo di mercato degno di Agatha Crhistie. Queste le ultime notizie, riportate dalla Gazzetta dello Sport sul sito ufficiale del quotidiano:

Il trequartista olandese resta un tormentone. Col rinnovo di contratto, con riduzione dell'ingaggio chiesta dalla società, impantanato, e voci di mercato che lo vogliono in partenza. Capitan Zanetti alla Gazzetta oggi ha detto: "Sneijder? Dipende da lui". Insomma, il giorno di riposo in più lascia spazio alle speculazioni. Esigenza personale o ulteriore segnale di un allontanamento, sintomo di un divorzio imminente, come vogliono alcune voci di mercato? O addirittura un giorno in più, appunto, per definire un futuro prossimo da un'altra parte? Del resto Sneijder e Coutinho (che doveva sposarsi) avevano già ottenuto un permesso anticipato rispetto al resto del gruppo per il rompete le righe prenatalizio. Adesso il rientro un giorno più tardi. Una banalità che però di questi tempi può diventare un giallo.

Intrighi di mercato fra Roma e Milano: Destro, Stekelenburg e Osvaldo


Non solo Balotelli e Drogba: in attesa di definire le cessioni di Pato e Robinho in Brasile, il Milan è alla ricerca di altri attaccanti. SuperMario e l'ivoriano ex Chelsea sono in cima alla lista dei desideri di Galliani, ma gli uomini mercato rossoneri stanno giocando su diversi tavoli. Una delle piste battute porta a Roma, da dove la scorsa estate è già arrivato Bojan via Barcellona. Ora l'interesse del Milan è rivolto anche a Osvaldo o Destro. Se riuscisse a centrare uno di questi obiettivi, il reparto offensivo a disposizione di Allegri si colorerebbe di azzurro, visto la presenza in squadra di El Shaarawy e le voci sempre più insistenti su Balotelli, altri giocatori nel giro della Nazionale di Prandelli. Intanto il Milan ha sfruttato l'occasione effettuando un sondaggio per il portiere olandese Stekelenburg, non troppo gradito a Zeman, così come Allegri non sembra troppo convinto da Abbiati e Amelia.

(calciomercato.com)

Marotta irrompe sul mercato. Dopo Peluso anche Llorente?


La Juve ci riprova con il Bilbao che a giugno perderà il giocatore a zero. Marotta mette sul piatto 3-4 mln. Per Drogba è sempre più difficile, ma resta una speranza. Borriello soluzione low cost. Per il gran colpo si attende l’estate. Llorente subito: l’offerta. E’ probabile che, almeno ufficialmente, Beppe Marotta dichiari chiuso il mercato di gennaio già domani, nel giorno in cui si aprono gli affari invernali e lui potrà suggellare in Lega l’acquisto di Federico Peluso . Insomma, vale una quota bassa l’eventuale dichiarazione tipo: «Terremo gli occhi aperti se si dovessero presentare delle occasioni, ma ora siamo a posto così». Dichiarazione, per altro ineccepibile e forse neppure troppo strategica. Nel senso che esiste la possibilità che la Juventus si fermi davvero a Peluso, necessario per non correre rischi dopo l’infortunio di Chiellini e la partenza di Asamoah per la Coppa d’Africa.
IL RASOIO E l’attaccante? La Juve si sta interrogando. E’ chiara a tutti l’esigenza di un grandissimo campione per fare il definitivo salto di qualità, soprattutto a livello internazionale, ma sono chiari anche i prezzi e gli ingaggi, alcuni proibitivi. E poi resta una discriminante di fondo che si abbatte come una rasoiata sulla lista dei papabili: la possibilità di schierare il nuovo acquisto in Champions. Perché spendere tanto per avere un forte attaccante in campionato, dove la Juventus sta dominando con gli attaccanti della rosa, sarebbe un controsenso. Sullo scaffale dei grandi campioni restano, dunque, Fernando Llorente e Didier Drogba.
MALEDETTI E SUBITO E infatti la Juventus ha in programma un contatto con l’Athletic Bilbao nel corso dei prossimi dieci giorni. Semplice il messaggio da recapitare ai dirigenti baschi: Llorente a giugno viene da noi a parametro zero, se non volete rimanere proprio a bocca asciutta siamo disposti a offrire una cifra per chiudere l’affare subito. Quanto? Non più di tre o quattro milioni di euro. Possibilità che i baschi dicano di sì? Non moltissime. Anche se, in fondo, sarebbe logico da parte loro (visto che stanno utilizzando pochissimo il centravanti) accettare, per quanto esigua, l’unica offerta che permette loro di incassare qualcosa, bisogna tenere conto che il caso Llorente è diventato soprattutto una questione di principio. I vertici del club biancorosso non vogliono darla vinta al giocatore, non hanno necessità finanziarie urgenti e quindi possono permettersi lo sfizio (da quattro milioni) di far rispettare a Llorente il suo contratto fino all’ultimo giorno. Detto questo, un tentativo Marotta lo farà. Perché in questo modo potrebbe mettere a segno un gran colpo a gennaio, senza infliggerne uno troppo forte al bilancio. Come dire: capra e cavoli. Oltretutto, essendo Llorente un giocatore che a luglio sarebbe comunque della Juventus, anticipargli la “cura Conte” farebbe guadagnare tempo anche in vista della prossima stagione.
L’ESTATE E se l’Athletic dice no? A quel punto o si sbroglia la situazione Drogba in modo che la Juventus possa affrontarla senza troppi compromessi con il bilancio, oppure Marotta potrebbe effettivamente chiudere il mercato di gennaio senza acquistare un attaccante. Certo, ci sarebbe il problema di Nicklas Bendtner che, infortunato fino a marzo, rischia di lasciare i bianconeri con gli attaccanti contati anche in caso di una banale squalifica di uno dei quattro rimanenti, ma in quel caso non servirebbe il grande acquisto, ma una soluzione low cost e poco impegnativa. Marco Borriello , che sta divorziando dal Genoa, è un nome chiacchierato (ma - va detto - per ora non in Corso Galileo Ferraris) e potrebbe effettivamente essere una possibilità con i suoi pro e i suoi contro. Altrimenti varebbe davvero l’abusato concetto degli “occhi aperti se si presenta un’occasione”, perché può spuntare all’improvviso un centravanti scontento o una situazione favorevole. Altrimenti rimane l’estate, quando il grande bomber dovrà arrivare. Ma sarà tutta un’altra storia: cadrà la discriminante Champions e la Juventus avrà più soldi da spendere. Luis Suarez del Liverpool, per esempio, sarebbe una possibilità concreta, non un sogno da coltivare al freddo di gennaio. Gabbiadini e gli altri giovani sotto il controllo della Juve. Un’altra soluzione per il fronte attacco è in casa, o zone limitrofe. Si tratta di quei giovani che la Juventus controlla e che ha mandato in prestito altrove per maturare la necessaria esperienza. Il primo della lista è Manolo Gabbiadini che a Bologna si è conquistato il posto da titolare: al suo attivo 3 gol. E’ per metà della Juve anche Ciro Immobile che il Genoa sta valutando se dirottare a Palermo o no. In serie B, una delle stelline del campionato è Richmond Boakye, altro attaccante giovane mezzo-Juve che ha segnato fin qui 9 reti con il Sassuolo. Ma l’ad Beppe Marotta preferirebbe lasciarli dove sono, per completare il percorso di formazione.

 (Camillo Forte e Guido Vaciago - Tuttosport)

Il mercato delle punte: Pato, Robinho, Drogba, Rocchi e..


In queste ore che seguono i festeggiamenti per il Capodanno, parlare di bollicine potrà sembrare inopportuno a chi sta smaltendo gli eccessi alcolici di S. Silvestro. Ma non è esagerato associare l'aggettivo frizzante al prossimo mercato invernale di serie A. Forse non ci saranno molti soldi, ma spesso le idee migliori nascono quando si hanno pochi mezzi per soddisfare le necessità. Di sicuro ci saranno molte trattative. E parecchie riguarderanno gli attaccanti. PATO-TIMAO, CI SIAMO — Conferme importanti arrivano dall'entourage del Papero. Gilmar Veloz, agente di Alexandre Pato, assicura che Milan e Corinthians sono ormai "a un passo" dal chiudere la trattativa. "Mercoledì - ha spiegato Veloz - potrebbe essere il giorno decisivo", aggiungendo che il club neo-campione del mondo avrebbe accettato tutte le condizioni fissate dal Milan. Sempre in stand-by la questione Robinho: Mino Raiola sta andando in Brasile per accelerare la trattativa col Santos, che però non sembra disposto ad alzare l'offerta di 7 milioni. Chiarite queste mosse in uscita, si penserà a comprare, con Drogba che resta un obiettivo. BALO DIFFICILE, ROCCHI CAMBIA — Sempre più improbabile il sogno Balotelli: oltre alle apparentemente insormontabili difficiltà economiche, si aggiunge anche l'infortunio al Kun Aguero, che potrebbe spalancare di nuovo le porte del campo al City per Mario. Il 2 gennaio sarà invece il giorno del passaggio del laziale Tommaso Rocchi all'Inter. A 35 anni il capitano biancoceleste si regalerà un finale di carriera da vice-Milito. Da valutare a questo punto la posizione del baby Livaja, che ha fatto bene in Europa League, meno in campionato (gol divorato col Genoa). VIA ANCHE ZARATE — Oltre a Rocchi, la Lazio sta per cedere anche Zarate, passato nel giro di due anni da pezzo pregiato a giocatore difficile da collocare. Maurito è stato offerto inutilmente a Malaga, Atletico Madrid e Liverpool, dopo che il Genoa si è tirato indietro. Ora però sarebbe stato trovato un accordo con il Fenerbahce, disposto a dare 9,5 milioni di euro al presidente Lotito. CAMBI GENOA, MOSSE NAPOLI — Se non ci fosse il Genoa, il mercato invernale non sarebbe così movimentato. Il contestato Preziosi prepara l'ennesima rivoluzione: oltre a Matuzalem, in attacco è rientrato Floro Flores, mentre almeno uno tra Immobile e Borriello potrebbe partire. Il giovane bomber scuola Juve è seguito dal Palermo, cui manca un giocatore con le sue caratteristiche, mentre il centravanti mancino è accostato a Milan e Juve in queste ore. In casa Napoli si guarda a un vice-Cavani, visto anche il sostanziale flop Edu Vargas. Sergio Floccari può lasciare la Lazio, ma si parla anche di Emanuele Calaiò, cavallo di ritorno espulso proprio contro il Napoli nell'ultima partita del 2012 giocata dal suo Siena.

(gazzetta.it)

1 gennaio 2013

Lo sconforto di Balotelli. Mario, torna a casa


Balotelli è un corpo estraneo all'Inghilterra e al City. Troppi problemi, troppe chiacchiere ed eccessiva invadenza da parte dei tabloid hanno spezzato un rapporto che sembrava fruttuoso. Nessuno lo dice, ma i punti persi dal City dipendono da Balotelli, e non perchè non abbia fatto il suo dovere in campo. A questo punto della stagione, un anno fa, SuperMario trascinava il City in vetta alla classifica: 8 goal, fra i quali un'incredibile doppietta ad Old Trafford nel roboante 1-6 rifilato agli uomini di Ferguson. E quest'anno? Tanta panchina e delusione, pochissimi goal e pochi minuti di gioco. La storia con la Fico e i suoi atteggiamenti da duro non hanno aiutato, in primis il City, che senza Mario è distante dai cugini e insegue un titolo che sembra sfuggire settimana dopo settimana.
Il talento di Balotelli non si discute, chi potrebbe farlo? Si criticano atteggiamenti e comportamenti, non tanto in campo quanto fuori. E allora io mi auguro solo una cosa, che Balotelli torni nel Bel Paese. Juventus e Milan sono le uniche due società che possono rimetterlo in carreggiata, ai goal ci penserà lui. Il ragazzone "colored" è un patrimonio del nostro calcio e va tutelato, non possiamo permettere che stia in panchina un anno ai danni di Dzeko, attaccante forte ma che non ha nulla a che spartire con Balotelli.
Sulla Gazzetta dello Sport ci si poneva quest'interessante domanda: "Mario è rimasto prigioniero della doppietta rifilata alla Germania nella semifinale dell’Europeo a fine giugno, immagine cult del nostro calcio: da allora, un’estate di stravizi, l’operazione agli occhi, la miseria di tre gol (1 in Premier, 1 in Champions League su rigore e 1 in Coppa di Lega), molta panchina, tante sostituzioni e un diluvio di chiacchiere. Il mercato si restringe all’Italia: Spagna, Germania - dove sarebbe fischiato ad ogni tocco del pallone - e Francia sono insensibili al suo talento. L’Inghilterra è stata scottata dalle sue bizze e sui giornali vanno giù pesanti nei suoi confronti. Sul Times di qualche giorno fa un noto editorialista ha scritto la letterina di Natale, invocando per Mario un briciolo di cervello in regalo. Non resta allora che il Belpaese, dove la crisi economica si fa sentire anche nel calcio e dove circolano i soliti nomi: Milan, Juventus, Inter e Napoli. Alla fine della giostra, Mario potrebbe restare al City, ma dovrà sgobbare per recuperare consensi: oggi, complice il ritorno al gol di Dzeko, è il quarto attaccante. L’ultimo della gerarchia. Una situazione incredibile per un talento che Roberto Mancini ha spesso accostato, nelle potenzialità, a fuoriclasse come Messi e Cristiano Ronaldo, ma il calcio non concede sconti. In cinque mesi il mondo di Balotelli si è rovesciato: dovunque sia, tra City o altre destinazioni, Mario dovrà rimboccarsi le maniche e ripartire da zero, o quasi. Riuscirà nell’impresa di non sperperare il suo grande talento?" Bene, se dovessi scommettere non avrei dubbi: Balotelli può farcela. E lo dice uno che, ai tempi dell'Inter, lo sopportava pochissimo. Ma il suo talento non si discute e va valorizzato. Se in Inghilterra hanno gettato la spugna va bene, torna a casa Mario.

Drogba, Schelotto, Lodi e.. Tutte le strategie di mercato di Inter e Milan


Da un lato ci sono le parole, dall'altro gli affari. Berlusconi giura che il Milan ha accantonato l'idea del top player per sposare quella del top young (neologismo del patron che presto potrebbe diventare un cult), ma intanto il club lavora comunque alla sostituzione di Pato (ed eventualmente Robinho) con un giocatore di spessore internazionale. Mentre sull'altra sponda del Naviglio non arriva né l'uno né l'altro: il vice Milito sarà Rocchi. Piuttosto è a centrocampo che i nerazzurri proveranno a fare il salto di qualità. E non sarà Paulinho, potrebbe essere Lodi.
SCELTA ROSSONERA — Il 3 gennaio è la data clou per il Milan: nel secondo giorno di apertura delle liste, Adriano Galliani volerà a San Paolo per chiudere la trattativa con il Corinthians e cedere definitivamente Pato per 15 milioni. Contemporaneamente Didier Drogba parlerà con il suo staff prima di partire per la Coppa d'Africa, dovendo essere a disposizione della Costa d'Avorio già il 6 gennaio. L'ex attaccante del Chelsea in procinto di lasciare la Cina metterà sul piatto l'offerta del Marsiglia, quella del Liverpool e l'idea allettante di tornare in Champions sfidando immediatamente il Barcellona, ovviamente con la maglia del Milan. I rossoneri, venduto Pato e sentite le richieste di Didier, formuleranno la loro offerta, cercando anche di battere la concorrenza (un po' indebolita) della Juve. Per Galliani, poi, c'è sempre la pista Balotelli, che con i suoi 22 anni corrisponde di più al top young berlusconiano rispetto al 34enne Drogba. Il problema è che il City vorrebbe 37 milioni. Almeno finora. Ma se lo strappo con Mancini e la società diventa insanabile, i rossoneri sono pronti...
ROBINHO — Intanto il Santos torna alla carica per Robinho e lancia la sua proposta di fine anno al Milan: 7 milioni di euro per riavere l'attaccante, che a sua volta, se l'offerta venisse accettata, riceverebbe 300 mila euro di stipendio mensile libero da tasse. A rivelarlo è il quotidiano Folha de Sao Paulo. Sebbene superiore agli standard brasiliani, la proposta non raggiunge le richieste di entrambe le parti: Robinho vuole 400 mila euro al mese, mentre il Milan chiede 15 milioni di euro per liberarlo. Secondo la stampa verdeoro, questa sarebbe l'ultima offerta del Santos: il club paulista spera che il suo ex giocatore mostri davvero la volontà di tornare in squadra e riduca la sua richiesta di salario.
STRATEGIE NERAZZURRE — "Rocchi prima scelta di Strama", ha scritto su Twitter l'agente del giocatore Fabio Parisi. Ormai, dunque, è tutto fatto. O quasi: il laziale oggi sarà a Formello, risolverà le pendenze con il suo club e dopo Capodanno si presenterà alla Pinetina con l'Inter che verserà tra i 400 e i 500 mila euro di indennizzo ai biancocelesti. Risolto il vice-Milito, c'è da mettere a punto il vice-Sneijder, sia che Wes parta, sia che rimanga. Perché un uomo di qualità in mezzo al campo è necessario. L'ultima idea è Francesco Lodi: Pulvirenti ha dichiarato che non partirà nessun big a gennaio, ma se l'Inter riformula la proposta per il regista del Catania passando dal prestito con diritto di riscatto a 6-7 milioni a qualcosa di più allettante, il patron potrebbe ripensarci. Altre opzioni sono Fernando del Porto e Meireles del Fenerbahce. In un altro ruolo c'è poi anche l'idea Schelotto, in rotta con l'Atalanta: lo cerca anche la Samp, ma il rapporto con gli argentini dell'Inter e il fascino del blasone potrebbero portare Ezequiel a Milano. Ammesso che il club trovi l'accordo con i bergamaschi. Per l'estate, infine, è duello con la Juve per Saponara, talentino dell'Empoli.

(gazzetta.it)

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