Esperto di Calcio

This is default featured post 1 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured post 2 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured post 3 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured post 4 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

This is default featured post 5 title

Go to Blogger edit html and find these sentences.Now replace these sentences with your own descriptions.This theme is Bloggerized by Lasantha Bandara - Premiumbloggertemplates.com.

21 dicembre 2012

L'erede di Trezeguet: Samed Yeşil


Signori e signori, segnatevi tutti questo nome: Samed Yeşil. Recentemente mi è capitato di vedere le partite del Mondiale Under19, e questo ragazzo è un fenomeno. Corsa, dribbling, tiro in porta e cattiveria agonistica, l'attaccante tedesco è destinato a diventare una delle star dei prossimi anni.

Samed Yeşil nasce a Düsseldorf il 25 maggio 1994 da genitori turchi. La passione del piccolo Samed per il pallone è forte, e nel 2005 viene aggregato al settore giovanile del Bayer Leverkusen, dove mette subito in chiaro le cose: lui è nato per fare goal. Con il "club delle aspirine" inizia un percorso di crescita che lo porta a formarsi come calciatore e come uomo. A 16 anni viene promosso in quella che in Italia chiamiamo "Primavera", dove realizza 57 goal in 71 presenze, una media impressionante se pensiamo che il ragazzino si trova a doversela vedere con ragazzi di età compresa fra i 18 e i 20 anni.
Le prestazioni fuori dal comune di Yeşil non passano inosservate in Germania, tanto che i selezionatori delle Nazionali giovanili lo convocano in pianta stabile. Con l'Under16 gioca solo due partite, condite però da tre goal. Troppo forte per far parte di quella squadra, ecco allora che nel giro di pochi mesi diventa il leader dell'Under17 tedesca: 21 partite e 20 reti all'attivo.
L'exploit lo fa però con l'Under19, con la quale partecipa al Mondiale di categoria. In sei apparizioni mette il suo nome sul tabellino dei marcatori ben 8 volte, e le voci di mercato sul suo conto iniziano a circolare.
Il Bayer Leverkusen punta sul ragazzo, ma non a sufficienza. Con 1 milione di sterline è il Liverpool di Brendan Rodgers ad assicurarsi le prestazioni del fortissimo attaccante, che viene inserito nelle giovanili dei Reds. Nato in Germania ma con passaporto turco, Yeşil è al centro di un intrigo internazionale. Non avendo ancora giocato con la Nazionale maggiore, il bomber di Düsseldorf può scegliere se giocare con la Germania o con la Turchia, paese natale della sua famiglia. I turchi stanno facendo parecchia pressione sul ragazzo, con il selezionatore Abdullah Avcı che vuole inserirlo nella lista dei convocati. A spingere ulteriormente per la Turchia, è ora il compagno di squadra Nuri Şahin. Il centrocampista, anche lui nato in Germania, ha scelto il paese della Mezzaluna, ed ora sta cercando di convincere il piccolo attaccante a sposare la causa turca.

180 cm per 72 kg di peso, Yeşil è un attaccante completo. Non è solamente uno straordinario finalizzatore, ma anche un ottimo elemento per il gioco di squadra. Veloce e tecnico quanto basta, il centravanti tedesco sa fare goal in tutti i modi. Di piede, di testa o di rapina non fa differenza, l'importante è depositare la palla in fondo al sacco.
Destro naturale, è la classica prima punta dal fiuto del goal innato. E' sempre al posto giusto nel momento giusto, un pò come iDavid Trezeguet. Il suo tiro preciso gli permette di essere letale in area di rigore, ma può e deve migliorare nella conclusione da fuori area. Proprio come il centravanti di Rouen, anche Yeşil ha dei movimenti pressochè perfetti in area di rigore. Sa staccarsi molto bene dalla marcatura, per arrivare a concludere in anticipo rispetto all'intervento del difensore, o sfruttando un suo intervento a vuoto.
Ama giocare fronte alla porta, ma come ho detto è anche molto bravo a giocare per la squadra. Spalle alla porta predilige palloni bassi, appoggiandoli di prima al centrocampista centrale o all'ala, per poi buttarsi nello spazio. Il colpo di testa è un fondamentale in cui può migliorare, ma è già piuttosto puntuale nei suoi inserimenti.
Numero nove di stampo tradizionale, il giovane tedesco è destinato a grandi imprese. Non mi stupirei se, nel giro di due-tre anni, esplodesse come il talentino nostrano El Shaarawy. Anche Yeşil è un giovane che potrà andare costantemente in doppia cifra, l'unico rammarico è che sia passato al Liverpool per l'irrisoria cifra di 1 milione di sterline.

 Video:

 

Potenza e tecnica: Ishak Belfodil

Nome: Ishak
Cognome: Belfodil
Data di nascita: 12 gennaio 1992
Luogo di nascita: Mostaganem 
Nazionalità: francese/algerina
Altezza: 192 cm
Peso: 86 kg
Piede: destro




Dopo alcuni anni di buio, sembra esserci un roseo futuro per il calcio francese. Merito della nuova generazione di talenti, capitanati a mio avviso da Ishak Belfodil, attaccante del Parma e delle Nazionali giovanili transalpine.

Ishak Belfodil nasce a Mostaganem il 12 gennaio 1992 da genitori algerini. Nonostante la doppia nazionalità, il centravanti del Parma ha sempre giocato per la Francia, che sente come suo vero paese d'origine. A 5 anni muove i primi passi nell'OSC Elancourt, squadra dei sobborghi parigini. Qui inizia un percorso di crescita individuale e sportivo, che culminerà nel 2005 con l'ingaggio al Paris Saint Germain. Il giovane bomber si mette in mostra nelle giovanili francesi, ma trova difficoltà ad imporsi al grande pubblico. Dopo una peregrinazione in squadre minori come l'AC Boulogne-Billancourt e il Clermont Foot, nel 2008 riesce ad esplodere. Nei campionati nazionali Under16 si laurea capocannoniere ed il Lione, la squadra numero uno in Francia, decide di acquistarlo. Con i ragazzi lionesi non delude le aspettative, segnando goal a raffica e guadagnandosi la convocazione in prima squadra. Nella stagione 2009/2010 debutta, a soli 17 anni, sia in Ligue1 che in Champions League, senza però lasciare il suo nome sui tabellini dei marcatori. Spesso impiegato con la seconda squadra del Lione, realizza 22 goal in 44 partite, tanto da meritarsi le convocazioni con l'Under17 e l'Under19 francese. In Nazionale realizza nove reti in una ventina di presenze, bottino non sufficiente per convincere il Lione a puntare su di lui. Il 31 gennaio 2012 il club transalpino lo gira in prestito al Bologna, in Serie A. Con i rossoblu gioca 9 partite e non riesce a trovare la via del goal, tanto che gli emiliani non lo riscattano. Il suo futuro non è però distante da Bologna, Belfodil si sposta di qualche kilometro e inizia a giugno la sua avventura calcistica con il Parma di Donadoni. I ducali, spesso orfani di Amauri per infortunio, investono sul ragazzo franco-algerino, che inizia a ripagarli con un goal da tre punti ai danni del Chievo Verona. Le sue giocate, unite a goal sempre più frequenti, stanno facendo ricredere tutti i detrattori, che l'hanno spesso bollato come un ragazzo di grande tecnica e poca sostanza.

192 cm per 86 kg di peso, Belfodil è una prima punta atipica. Il suo fisico imponente gli permette di far reparto da solo, ma la sua classe cristallina è degna dei migliori fantasisti. Riprendendo una celebre definizione dell'Avvocato Agnelli, Belfodil può essere definito un nove e mezzo; attaccante con la classe del numero 10 e il senso del goal del centravanti d'area di rigore. Abilissimo ad usare il suo fisico e dotato di grandissima creatività, Ishak Belfodil ha movenze che possono ricordare il primo Ibrahimovic. Meno estroso di Zlatan, il ragazzone del Parma ha davanti a sè un roseo futuro. Ideale sia per giocare come unico terminale offensivo che in coppia con un compagno, Belfodil gioca per la squadra ed è abilissimo nelle sponde e nel gioco aereo. Destro naturale, ha un'innata capacità nel calciare in porta anche con il piede meno educato. Abilissimo nello stretto, sa tenere la palla incollata al piede e puntare l'uomo con notevole pericolosità. La sua fantasia lo porta spesso a partire largo a sinistra, per poter puntare il difensore e calciare in porta con il destro. Nella sfida casalinga con il Cagliari ha mostrato tutto il suo repertorio: un goal di testa, un pallonetto morbidissimo con il sinistro e un fantastico goal di destro. La seconda rete è sensazionale, per protezione di palla, gioco con la suola e conclusione in porta, secca e precisa. Belfodil ha sicuramente numeri d'altissima scuola, non mi stupirei se nel giro di 6-12 mesi su di lui si scatenasse una vera e propria asta fra le big italiane per accaparrarsi le prestazioni del francese. Soprannominato "il genio della lampada" per via delle sue origini algerine, è pronto ad esaudire i desideri dei tifosi italiani.

Video:

L'Arsenal beffa l'Inter nella corsa a Huntelaar?


L'Arsenal sfida l'Inter sul mercato tedesco. Oltre al centrocampista Holtby (e al terzino Jung dell'Eintracht Francoforte), Wenger ha messo gli occhi su un altro giocatore in scadenza di contratto con lo Schalke: Klaas-Jan Huntelaar. L'attaccante olandese ex Milan, Real Madrid e Ajax interessa pure ai nerazzurri, che però lo prenderebbero solo a parametro zero in vista della prossima stagione. Secondo il prestigioso quotidiano britannico The Times, l'Arsenal è invece disposto a presentare un'offerta già a gennaio. Huntelaar avrebbe chiesto un ingaggio da 6 milioni di euro netti all'anno. A questo punto Wenger (concentrato nelle trattative per rinnovare il contratto a Walcott, Oxlade-Chamberlain, Ramsey e Gibbs) dà il via libera alla partenza dell'attaccante marocchino Marouane Chamakh, che potrebbe andare proprio all'Inter in prestito a gennaio.

fonte: calciomercato.com

Calciomercato Juventus e Milan: Balotelli, Strootman, Drogba e i botti d'inizio anno


Qui Milan: porte aperte al futuro. Il Milan si prepara a vedere le offerte per Pato e Robinho, ma temporeggia sul tema delle sostituzioni. E se Galliani parla tanto e dice poco vuol dire che il sacrificio dei brasiliani è sempre più probabile. A patto che le offerte, ovvio, siano adeguate alle aspettative del club di via Turati. E ciò spiega l'attuale cautela. Ma è interessante notare come ieri l'a.d. rossonero abbia chiarito in Lega la sua strategia per i prossimi giorni. Confermato che lunedì sarà a Rio de Janeiro, ecco un'anticipazione: «Vediamo, vediamo, incontrerò la prossima settimana i signori del Corinthians». E su Robinho... «Vuol tornare in Brasile perché la sua famiglia è la, Io spero di convincerlo a restare. Non è arrivata nessuna seconda offerta del Santos, la prima sì ma la seconda no». Traduciamo: i 5 proposti sono stati rifiutati e il Milan non scende sotto quota 10. Ma poi chiarisce: «Prenderemo la nostra decisione in sintonia con i giocatori, da buoni amici». Il boom del calcio brasiliano non lo sorprende: «Non è legato ai Mondiali del 2014 che si svolgeranno in Brasile. «Più che i Mondiali incide la crescita dell'economia brasiliana, è cresciuto tutto il Paese e sono aumentati le sponsorizzazioni, i diritti tv, cose che oggi si possono permettere i club brasiliani era impensabile un paio d'anni fa, basti pensare che oggi il Corinthians è campione del mondo, qualcosa vorrà pur dire».  In ogni caso ribadisce il piano successivo: «L'ho già detto tante volte, anche se resta uno solo su due dei nostri fra Pato e Robinho, non prendiamo nessuno. Poi se dovessero andare via entrambi è chiaro che qualcosa faremo. Vediamo, siamo ancora in dicembre, il mercato del Brasile chiude il 15 aprile». Sogno Drogba Si defila, invece, sull'ipotesi-Drogba. «Non commento le voci, me l'ha insegnato un vecchio presidente del Barcellona». Nemmeno su Pastore? «Nessun commento». Fumata nera per Armero e Seedorf... «Armero? Mai pensato di prenderlo, non è che non mi piaccia»...». Il ritorno di Seedorf? «Non esiste, continua a giocare in Brasile». E su Balotelli... «È normale che un dirigente di un club come il Milan debba sapere cosa succede in Europa». «Strootman? Tanti giocatori ci piacciono, ma fra piacere e acquistare…». Infine un'osservazione sui conti rossoneri. Finalmente in pari dopo i sacrifici estivi di Ibra e Thiago Silva. «Il bilancio del Milan sta benissimo, è infinitamente migliore di quello delle grandi squadre italiane, è in utile. È un bilancio molto buono malgrado l'Irap, tassa che non c'è altrove. Quello sportivo vediamo. Facciamo il possibile nel contesto generale dell'Italia. Il Milan è assolutamente in linea con il Fair Play finanziario». Van Bommel Intanto ieri dall'Olanda è rimbalzata la notizia del ritorno di Van Bommel. Spazio Milan lancia l'indiscrezione ma non trova riscontri al terzo piano di via Turati.

Qui Juventus: le parole di Antonio Conte sul mercato sono più esplicite di tante indiscrezioni. «Mi spiace perché Giorgio è un calciatore che tutti vorrebbero allenare, è uno dei leader della squadra, ma sono convinto che tornerà presto e più forte di prima. Le strategie comunque non cambiano. Abbiamo idee chiare su cosa fare già da tempo visto che dovremmo sostituire Lucio, che a 34 anni aveva ancora voglia di mettersi in gioco e ha accettato l'opportunità offerta dal San Paolo come chiedeva la famiglia, e Asamoah, che sarà impegnato in Coppa d'Africa». Quindi il tecnico leccese chiede due innesti per gennaio. E l'a.d. Beppe Marotta è al lavoro per trovare le soluzioni più adeguate. Ma come sempre i problemi finanziari rischiano di condizionare le mosse del club di corso Galileo Ferraris. Il nome di Federico Peluso è in rampa di lancio dall'estate. Anche perché Conte stima di poter utilizzare il mancino dell'Atalanta sia come difensore di fascia che come centrale di difesa. Il problema è che il club bergamasco lo valuta 7 milioni di euro, mentre i bianconeri insistono per il prestito. E' differente il profilo del portoghese Neto centrale destro del Siena che potrebbe sostituire al meglio Lucio nella rosa bianconera. Ma anche in questo caso il club toscano conta d'incassare almeno 8 milioni e di fa forte del contemporaneo corteggiamento del Napoli. Messa così è dura che la Juve possa accontentare sia l'Atalanta che il Siena. E ciò significa che alla fine potrebbe arrivare anche solo uno dei due. Probabile che alla fine scelta cada proprio su Peluso, più indicato per le sue doti polivalenti. Nella lista del club bianconero c'è anche il difensore brasiliano Doria del Botafogo, anche se la sua candidatura vale più per l'estate. Ma attenzione anche a Salvatore Bocchetti, già in estate nel mirino di Marotta. Il difensore del Rubin Kazan è in scadenza di contratto nel dicembre 2013, ma il club russo fa resistenza. E il suo agente, Andrea D'Amico puntualizza a Calciomercato.it: «Io non ho mai sentito la Juventus. Il valore del ragazzo è sotto gli occhi di tutti, ma davvero non ho avuto nessun tipo di contatto con i dirigenti bianconeri». Insomma, la partita è appena iniziata. Occhio alle prossime mosse. Senza mai tralasciare l'argomento-Drogba. Costa, ma piace.

 (Carlo Laudisa - Gazzetta dello Sport)

20 dicembre 2012

Sculli, Floro Flores, Matuzalem e... Il mercato del Grifone non convince


Il mercato del Genoa è già nel vivo. A 10 giorni dall'apertura ufficiale del mercato, i rossoblu hanno già messo a segno i primi colpi.
Sugli esterni ecco Sculli ed Eros Pisano, per la mediana c'è il brasiliano Matuzalem e per l'attacco il cavallo di ritorno Floro Flores. Parlando da spettatore disinteressato, questo mercato mi convince poco.
Sculli è un giocatore che ha dato il meglio di sè in anni passati. Viene da mesi di inattività e non è propriamente un esterno di centrocampo, ma piuttosto un perfetto cursore di un attacco a tre. Saprà il ragazzo adattarsi agli schemi tattici di Del Neri? Solo il tempo ce lo dirà.
Pisano è un buon acquisto, classe 1987 può rappresentare un'ottima alternativa per questa stagione ed un sicuro prospetto nel prossimo futuro, a patto che si giochi con la difesa a quattro. Con Gasperini, storico cultore della difesa a tre, ha dimostrato tutti i suoi limiti, tanto da essere appunto ceduto.
Matuzalem è stato un buon centrocampista, che viene anche lui da mesi di totale assenza dalle competizioni. Classe 1980, a giugno spegnerà 33 candeline ma per lo meno ha tanta grinta da sfogare. Il matrimonio con la Lazio è finito male, come ha lasciato intendere lui stesso nelle sue dichiarazioni: "Voglio ringraziare tutti i tifosi della Lazio perchè in tutti questi anni mi hanno sempre sostenuto ed applaudito. La Lazio mi resterà nel cuore, voglio però anche ringraziare per il sostegno il d.s. Igli Tare, mi è stato vicino e questo l’ ho apprezzato molto. Mi dispiace concludere così la mia avventura in biancoleste ma ormai non poteva finire diversamente. Ho vissuto 4 anni meravigliosi a Roma e la Supercoppa di Pechino resterà il ricordo più bello ed indelebile. Ho letto che il presidente Lotito dice che ho bisogno di iodio…..a lui consiglio invece una cura di fosforo…". Con Lotito il feeling era ormai rotto da tempo, speriamo per il "Grifo" che quello con Preziosi e con il tecnico sia migliore.
C'è poi Floro Flores, che io reputo un buon attaccante ma che non serve troppo. Borriello e Immobile sono buoni giocatori, per quale ragione aggiungere un'altra prima punta alla batteria dei centravanti di Del Neri? Non sarebbe stato meglio un attaccante bravo con i piedi e molto veloce? Si sarebbe integrato meglio con i due cannonieri già in rosa, che non hanno nulla da invidiare a Floro Flores.
E' un'opinione personale e come tale va presa, ma il massivo intervento sul mercato da parte del Genoa poteva essere pianificato meglio. Mi spiego, vanno benissimo giocatori d'esperienza, ma con il livello di questa Serie A, non sarebbe stata una brutta idea acquistare qualche Under25. Tesserare over30 ha un suo senso nell'immediato, ma negli anni avvenire si dovrebbe rincominciare da capo il lavoro.
Nelle ultime ore, infine, mi son balzate all'occhio due indiscrezioni pesanti. Preziosi starebbe trattando con la Lazio Mauro Zarate. Si, avete tutti capito bene, proprio quell'attaccante argentino che negli ultimi quattro anni ha messo a segno la bellezza di 14 reti. Una scelta discutibile, almeno a mio modo di vedere. L'altra notizia sconcertante è la possibile cessione di Granqvist, per distacco il miglior difensore in rosa. A che pro? L'agente del ragazzo ha smentito i contatti col Napoli: "E' sicuramente una destinazione gradita per il calciatore, tuttavia non mi risulta una trattativa in corso nè dei contatti con la società azzurra", ma il tuttologo di mercato Gianluca Di Marzio ha confermato che c'è una trattativa con la Dinamo Kiev: "l’interesse del club ucraino è reale ma non c’è ancora niente di definito". Se il Genoa vuole salvarsi, Granqvist non può lasciare la città.

Champions League: Celtic-Juventus e Milan-Barcelona

Ecco gli accoppiamenti per gli ottavi di finale della Uefa Champions League.
Urna in chiaro-scuro per le italiane, con la Juventus che sorride e il Milan che non può essere felice di tornare, per l'ennesima volta, al Camp Nou di Barcellona.

Foto sorteggi:



Sissoko, Llorente, Campagnaro.. tutti gli affari del mercato bianconero


Buffon alla firma dell'«uno più uno». A giorni l'annuncio. La Juve ha in pugno Sissoko per giugno.

Siamo ormai a poche ore dall’annuncio del nuovo matrimonio fra Buffon e la Juventus. Lunedì, a Vinovo, si è visto pure Silvano Martina, manager del portiere. Limati gli ultimi dettagli sulla durata del contratto: Gigi firmerà un biennale da 4 milioni a stagione più bonus (un milione per lo scudetto, un altro milione in caso di Champions League). In un certo senso viene confermato lo stipendio annuo (6 milioni) dell’accordo in scadenza, dimostrazione di grande stima da parte della società nei confronti di uno degli ultimi monumenti del nostro calcio. Dal canto suo, Buffon è ancora indeciso fra i due anni e «l’uno più uno» (opzione in favore della Juve), con il club che spinge per la prima opzione e il capitano azzurro che non vorrebbe legarsi a lungo, «perché mi piace pensare di meritarmi sul campo ciò che guadagno, senza dare l’impressione di rubacchiare lo stipendio», ha detto nelle scorse settimane. Unico anche in questo Gigi da Carrara.

Bloccato Sissoko: la Juve continua a setacciare il mercato degli svincolati. E dopo aver bloccato Fernando Llorente (che arriverà a giugno a costo zero), Marotta e Paratici hanno messo le mani su un altro giocatore importante. Si tratta di Moussa Sissoko, 23enne nazionale francese, in scadenza di contratto con il Tolosa. I manager del colosso di Le Blanc-Mesnil sono in costante contatto con gli uomini mercato bianconeri, e le parti sembrano ormai vicinissime. Non è da escludere, poi, che la Juve tenti di avere dal Tolosa il forte centrocampista già a gennaio.

Campagnaro e Peluso: a proposito di gente in scadenza, continua ad essere monitorata pure la pista Campagnaro: ancora lontano l’accordo con il Napoli. Sull’argentino è però fortissima la concorrenza dell’Inter. Nell’immediato, si pensa soprattutto a Peluso dell’Atalanta per rimediare alla partenza di Lucio. Bocchetti? E’ oggi solo la prima alternativa a Peluso, anche per una semplice questione economica.

Baby brasiliano in arrivo: i soldi, a gennaio, serviranno infatti per Matheus Doria Macedo, il baby prodigio del Botafogo che Marotta e Paratici stanno seguendo, corteggiando e trattando da mesi. Il 18enne di São Gonçalo è un centrale mancino, buona tecnica, fisico longilineo (188 centimetri d’altezza), visione di gioco e capacità di interpretare tutti i sistemi difensivi: proprio ciò che serve ad Antonio Conte. Sul tavolo del Botafogo, la Juve ha presentato un’offerta da sette milioni di euro, nella speranza di giocare d’anticipo sul Bayern Monaco.

(Mirko Graziano - Gazzetta dello Sport)

Spauracchio Barça, ma la Champions non è solo blaugrana


Si fa presto a dire Barcellona. Non c'è squadra in Europa che possa paragonarsi al Dream Team, non c'è giocatore che possa reggere il confronto con Messi probabile Pallone d'oro per il quarto anno di fila. Se aggiungiamo che i campioni — il Chelsea — hanno abbandonato in largo anticipo questa valle di milioni di euro, il titolo è facile facile: Europa (Italia compresa) contro Barcellona. Ma è proprio così? Niente striscia La storia spiega che la questione è più complicata. Campione 2006, 2009 e 2011, il Barça non riesce a infilare una striscia consecutiva tipo quella del Real Madrid anni 50, e neanche come Bayern, Ajax, Liverpool. Il calcio è cambiato. E l'ultima botta, la ricaduta di Vilanova, distrarrà non poco i catalani: una vita vale un milione di Champions. Impossibile, però, non considerarli strafavoriti. Anche se proprio in questa Champions — con coraggio, fortuna e una difesa aggressiva — il Celtic è riuscito a conquistare tre punti. Sotto a chi tocca. Pericoli Milan Potrebbe toccare al Milan, secondo nella fase a gruppi e quindi «non» testa di serie al sorteggio degli ottavi di finale (oggi a Nyon, 11.30). Quest'anno, almeno in teoria, per le seconde è molto più dura. Senza contare il Barcellona, Allegri dovrà districarsi tra minacce assortite: Manchester Utd (con la coppia Rooney-Van Persie), Bayern (un rullo compressore), Borussia Dortmund (in Europa ha mostrato il calcio più bello, velocità e tecnica) e Psg (chi vuole ritrovare Ibra, Thiago Silva e Ancelotti?). Resta una chance: lo Schalke. Che è rognoso, ha Huntelaar in avanti, ma soffre in Bundesliga, in Champions ha vinto il gruppo più debole e ha appena licenziato il tecnico Stevens. Si gioca a febbraio, ma il discorso non dovrebbe cambiare di molto. Primato Juve Tutto il contrario per la Juve. Il primato contro Shakhtar e Chelsea lancia i bianconeri tra le teste di serie, esponendoli quindi a una sola, vera minaccia: il Real Madrid. Non forte come il Barcellona (ma in 180' le differenze si riducono) e sicuramente con la «decima» Champions nel mirino (adesso che Liga sembra ormai persa). Prima di dire adiòs, Mou vuole la terza Champions con tre club diversi (record). Insomma, meglio il resto: e Galatasaray e Celtic (in trasferta meno temibile che a Glasgow) sono il meglio che c'è. Anche l'Arsenal sembra sotto ritmo (ma è un animale da Champions), mentre Porto e Valencia hanno numeri più preoccupanti ma non sono ostacoli impossibili. Mai consecutive Intanto un record, l'ennesimo, è già stato infranto: per la ventitreesima volta consecutiva i campioni d'Europa saranno diversi dai precedenti. È la maledizione della Champions. L'ultimo bis risale alla Coppa Campioni, quando il Milan superò la Steaua ('89) e il Benfica ('90). Poi, con il successo della Stella Rossa, l'alternanza. E, con il Chelsea out, i conti sono semplici: già 14 campioni diversi di 8 tornei. Germania forze sette Persa dal Bayern l'ultima Champions ai rigori, proprio a Monaco, la Germania oggi è l'unica ad aver mantenuto il contingente di partenza: 7 club su 7 (3 in Champions, 4 in Europa League). Nel ranking stagionale i tedeschi hanno finora fatto meglio della Spagna e insidiano l'Inghilterra. All'Italia, al momento, compete il 4o posto, con la buona notizia che Francia e Portogallo stanno facendo peggio (allontanando lo spettro di un sorpasso). È dal 7o posto nel ranking che si perde una squadra in Champions: ma meglio non rilassarsi. Quale Champions Niente derby e ritorno in casa per le teste di serie: è l'ultimo sorteggio con «steccati». Dai quarti, tutti contro tutti. Con una novità: Platini ha reintrodotto il sorteggio delle semifinali (prima in contemporanea con quello dei quarti per disegnare un tabellone tennistico). Più emozioni, insomma. A patto di esserci ancora. E così sarà fino al 2015, poi la Champions cambierà. Forse poco, forse tanto, ma è ancora presto per dirlo.

(Fabio Licari - Gazzetta dello Sport)

19 dicembre 2012

Champions League, l'analisi dei sorteggi


Alle 11e30 di domani si terrà il sorteggio di Champions League. Cerchiamo di capire quali sono le insidie per le nostre portabandiera, Juventus e Milan.
I bianconeri, primi nel girone eliminatorio, devono cercare di evitare lo spauracchio Real Madrid; il Diavolo spera di evitare almeno il Barcellona di Messi.

La Juventus ha queste possibilità: Porto, Arsenal, Real Madrid, Valencia, Celtic Glasgow e Galatasaray. Escluse dall'urna della Vecchia Signora lo Shaktar Donetsk ed il Milan, l'una perchè nello stesso girone eliminatorio, l'altra perchè italiana.
La più forte fra tutte è il Real Madrid, non ci va un esperto per capirlo. Recentemente Juventus e Real si sono incontrate spesso in Champions, sia nei gironi che nella fase ad eliminazione diretta. I precedenti sulle due partite sorridono ai torinesi, ma siamo tutti certi che evitare gli uomini di Mourinho farebbe sorridere tutti in quel di Vinovo. Porto e Valencia sono un gradino più in basso, ma rappresentano squadre di assoluto valore. Gli spagnoli hanno fatto soffrire un fortissimo Bayern Monaco; i portoghesi esprimono un calcio bello ed offensivo, condito da ottime individualità.
Pescare l'Arsenal potrebbe essere una bella rivincita, dopo l'eliminazione di qualche stagione fa. Gli uomini di Wenger sono decisamente meno temibili di un tempo, ma giocare in Inghilterra non è mai semplice. Decisamente più agevoli le ultime due possibilità, gli scozzesi del Celtic ed il Galatasaray. Giocare in Scozia è sempre affascinante, ma il Celtic non dovrebbe impensierire troppo gli uomini di Conte. Il livello fra le due compagini è evidente, nonostante i britannici siano sempre ostici. L'incontro con i turchi del Galatasaray rappresenterebbe l'incontro con l'amico-nemico Felipe Melo. Istanbul è uno stadio caldissimo, ma per i turchi vale lo stesso discorso fatto per i bianco-verdi del Celtic.

Il Milan ha queste possibilità: Paris Saint Germain, Schalke04; Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Barcellona e Manchester United. Escluse dall'urna il Malaga e la Juventus, per le ragioni descritte in precedenza.
Difficile stabilire quale possa essere l'avversario peggiore, anche se il Barcellona è da anni la squadra che esprime il calcio migliore del pianeta. I catalani si sono incontrati spesso nel recente passato con i rossoneri, avendo praticamente sempre la meglio. Giocare al Camp Nou significherebbe una probabile eliminazione, ma potrebbe farci capire di che pasta è fatto Stephan El Shaarawy dinnanzi ai campioni spagnoli. Bayern Monaco e Manchester United sarebbero un pessimo sorteggio, soprattutto per quanto riguarda i tedeschi. I bavaresi sono fortissimi e dopo la finale persa l'anno scorso (tra l'altro proprio a Monaco di Baviera) sono seriamente candidati ad arrivare in fondo. I Diavoli Rossi sono una formazione quadrata, ma Ferguson è stato spesso messo nel sacco dal Milan. Quest'anno il divario fra le due formazioni è più ampio del solito, e gli inglesi partirebbero con il favore del pronostico.
Il Borussia Dortmund, dopo le lezioni di calcio date a City e Real Madrid, non ha bisogno di presentazioni. La scarsa esperienza internazionale potrebbe giocare a favore del milanesi, ma la squadra di Klopp è secondo me più forte ed attrezzata. Il Paris saint Germain sarebbe il sorteggio più suggestivo, proponendo il ritorno a San Siro di Ibrahimovic e Thiago Silva. Sarei curioso di vedere come i due sarebbero accolti dalla curva, e non credo che il Milan partirebbe battuto contro i parigini.
Infine lo Schalke04, che è forse l'unica squadra che sarebbe sulla carta sfavorita contro gli uomini di Allegri. Huntelaar ha ancora il dente avvelenato verso il suo passato, ma il Milan di oggi dovrebbe eliminare senza troppi patemi i tedeschi.

Ancora qualche ora, poi sapremo quali grandi sfide ci potremo godere a febbraio, quando la Champions League tornerà nel vivo!

Esclusiva FM2013, le analisi tattiche: il 3-5-2 alla Conte


Continua il nostro viaggio all'interno del mondo di Football Manager 2013, il più celebre e realistico gioco di calcio manageriale. Dopo il 4-3-3 mascherato, affrontiamo oggi uno dei moduli più in voga questa stagione: il 3-5-2. Ho chiamato questo modulo 3-5-2 "alla Conte", proprio perchè sfrutterà alcune delle soluzioni che il mister bianconero impiega domenicalmente in Serie A.


Non tutte le rose sono adatte ad una tattica di questo tipo, cerchiamo dunque di capire ruolo per ruolo quali caratteristiche devono avere i giocatori che vogliamo schierare in questo sistema di gioco.
Per prima cosa ci serve un portiere carismatico. Molti giocatori sottovalutano quest'aspetto, ma la capacità di guidare la difesa è fondamentale.


Difesa: i tre centrali devono avere caratteristiche ben precise e possiamo scegliere fra due opzioni. La prima ci conduce a riprodurre un trio di difesa molto simile a quello della Juventus, con una sorta di libero vecchio stile in mezzo e due arcigni marcatori ai suoi lati. Questo sistema ci permetterà di applicare con semplicità la tattica del fuorigioco e, allo stesso tempo, avere un uomo che faccia ripartire l'azione palla a terra. Il centrale deve dunque avere molto alti questi parametri: -Posizione -Gioco di squadra -Senza palla. Piuttosto buono dev'essere anche il valore di Marcatura, trattandosi pur sempre di un difensore centrale. Per i due marcatori poniamo invece attenzione a -Marcatura -Elevazione -Contrasti -Colpo di testa -Forza -Accelerazione -Resistenza. La seconda opzione, invece, ci porta a provare un trio di difensori molto forti di testa e in marcatura, ai cui lati agiranno due incursori piuttosto offensivi. La scelta dipende dai giocatori che avete a disposizione in rosa, ma sono entrambe soluzioni piuttosto interessanti. I due laterali, va da sè, dovranno avere un livello di eccellenza nelle qualità fisiche e nel gioco di squadra, perchè saranno loro a dare equilibrio al nostro gioco. Dovranno infatti difendere e offendere, non possiamo pertanto affidarci a due esterni qualunque. La marcatura, con tre forti saltatori, potrà esser fatta a zona, per presidiare al meglio tutta l'area di rigore, sia sui calci piazzati che durante le azioni. Io non sono un amante della tattica del fuorigioco, ma in questo sistema imposterei una difesa alta (ma non alla Zeman), per non creare eccessivo divario fra la difesa ed il resto della squadra.

 Centrocampo: il fulcro del gioco, non smetterò mai di ripeterlo, deve avere grandi doti di palleggio. I parametri per la scelta del nostro fulcro del gioco dovranno pertanto essere: -Passaggi -Creatività -Decisioni -Determinazione -Carisma -Posizione -Senza Palla Per i restanti centrocampisti io guarderei anche: -Contrasti -Forza -Resistenza I compiti da affidare ai tre sono semplici: il fulcro del gioco, come dice la parola stessa, ha l'obiettivo di catalizzare su di sè i palloni; i due mediani, quello di difendere e appoggiare il pallone. In questo sistema tattico io imposterei i passaggi su "corti" e "misti", in modo che la circolazione di palla sia fluida, veloce e non comporti lanci lunghi. Il pressing è assolutamente fondamentale, così come i contrasti, che anche per i centrocampisti imposterei su duri. I passaggi, oltre che verso il fulcro del gioco, devono essere impostati sulle fasce, sfruttando i movimenti dei nostri cursori. Questi dovranno crossare dal fondo in modalità "cross tesi", ma è valida anche la soluzione "cross dalla trequarti", specialmente se giochiamo con due arieti in avanti.

 Attacco: e qui il dilemma. Due prime punte o una boa ed un fantasista? Sono soluzioni eccellenti, e la scelta dipende appunto dagli esterni. Se sui lati possiamo godere di due grandi crossatori, allora due panzer potrebbero essere una soluzione. Se invece i due laterali saranno degli stantuffi dai piedi buoni, ecco allora che dialogare con una seconda punta o un fantasista può significare goal a raffica. La finalizzazione è da sempre il parametro principale su cui concentrarsi, ma -Colpo di testa -Coraggio -Determinazione -Freddezza -Senza Palla -Forza sono altrettanto importanti. Qualora giocassimo con un giocatore tecnico, guardiamo con attenzione -Tecnica -Creatività -Fantasia e -Intuito.

Calciomercato Napoli, affondo su Zaccardo


Intrigo per Zaccardo. Il difensore del Parma ha tanti estimatori, ci sono richieste per gennaio. Il nuovo ds del Genoa Foschi lo vuole, dopo averlo già avuto a Palermo, poi ceduto al Wolfsburg. E proprio il Palermo sta pensando al clamoroso ritorno, Zaccardo piace molto. Il Parma vuole ascoltare tutte le proposte e lo valuta circa 1,5 milioni. Per il Napoli è un’idea, serve un difensore d'esperienza per sostituire Cannavaro, out per i prossimi sei mesi salvo clamorosi sviluppi.

18 dicembre 2012

Il testa a testa per Didier Drogba


Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Beppe Marotta avrebbe già fissato un incontro conn Didier Drogba ed il suo entourage subito dopo Natale, per evitare che il Milan riesca effettivamente ad inserirsi nell'affare. Galliani prima di tutto deve vendere e il suo viaggio di lavoro/vacanza in Brasile che partirà domenica, è organizzato anche per questo: piazzare Pato e Robinho per avere liquidi da spendere sul mercato in entrata.
I bianconeri rimangono in vantaggio almeno 60 a 40 rispetto ai rossoneri, ma il momento di sferrare l'attacco decisivo è adesso, perchè anche il Milan a breve sarà pronto per dare l'assalto all'ivoriano.

Ruben Pardo, il nuovo Xabi Alonso

foto: realsociedad.com

Nome: Ruben
Cognome: Pardo Gutierrez
Data di nascita: 22 ottobre 1992
Luogo di nascita: Logroño (Spagna)
Ruolo: centrocampista centrale
Altezza: 182 cm
Peso: 72 kg
Piede preferito: destro










Quando si pensa ai Paesi Baschi l'associazione con l'Athletic Bilbao risulta immediata. Ma nella regione pirenaica c'è un'altra squadra ricca di storia e tradizione: la Real Sociedad.
La società biancoblu, con sede a San Sebastian, è il tipico club basco, basato sulla valorizzazione dei giovani locali. Dalla cantera della Real Sociedad sono usciti alcuni grandissimi calciatori spagnoli, che hanno fatto le fortune dei grandi club e della Nazionale. Parlo di Jesús María Satrústegui, Roberto López Ufarte, José Mari Bakero, Mikel Aranburu e Xabi Alonso, solo per citarne alcuni.
Nel nostro settimanale viaggio all'interno dei vivai spagnoli, ci fermiamo proprio a San Sebastian quest'oggi. Qui ho visto un giovane che mi ha davvero impressionato per personalità e facilità di calcio.
Rubén Pardo Gutiérrez è nato a Logroño, un piccolo centro cittadino che dista qualche decina di kilometri da Bilbao. Classe 1992, il giovane centrocampista spagnolo è nato calcisticamente nel settore giovanile del River Euro, una piccola squadra della sua città. Gli osservatori della Real Sociedad, sparsi su tutto il territorio basco, l'hanno portato a San Sebastian in tenera età.  A partire dal 2009, a soli 17 anni, ha iniziato a far parte della squadra B, con la quale ha debuttato in Tercera Division. Nonostante poche presenze nel calcio dei grandi, Pardo aiuta la squadra ad essere promossa in Segunda Division.
Il 2010 è il suo vero primo anno da protagonista nel calcio che conta, avendo la possibilità di iniziare la stagione con la Real Sociedad B. Bastano pochi allenamenti per convincere tutto lo staff ad affidargli le chiavi del centrocampo, che guiderà in ben 37 partite su 38. Al suo personalissimo score di presenze, va anche aggiunta una rete. La personalità con cui guida i compagni è talmente lucente che il tecnico della prima squadra Philippe Montanier lo promuove in prima squadra. Pardo entra a piccoli passi nello spogliatoio della Real Sociedad, cercando di apprendere tutto il possibile dai suoi compagni di squadra. L'atteggiamento dimesso ed umile del ragazzo viene apprezzato dai senatori della squadra, che lo prendono sotto la loro ala. Xabi Prieto, Markel Bergara ed il Chory Castro aiutano il giovane centrocampista ad ambientarsi e a crescere. Allenamento dopo allenamento il ragazzo acquisice e dimostra sicurezza, giocando sempre a testa alta. La sua facilità di calcio non passa inosservata, specialmente in un sistema di gioco come quello spagnolo, fatto di tocchi rapidi e molto corti. Ruben Pardo, rispetto ai coetanei spagnoli, ha invece un lancio incredibile, capace di mandare in porta l'attaccante o l'esterno d'attacco. Lo sanno bene Xabi Prieto e Carlos Vela, le cui caratteristiche d'inserimento sono esaltate dal preciso destro di Ruben Pardo.
Alla sua prima stagione in prima squadra, Ruben Pardo colleziona 15 presenze ed una rete nella Liga, mettendo in mostra tanta qualità in mezzo al campo. La nuova stagione incomincia nel migliore modi, con il giovane mediano ben inserito nei piani societari. Fino a questo momento ha già giocato 8 partite, conquistandosi progressivamente più spazio.
Punto fisso delle Nazionali giovanili iberiche, Pardo ha maturato una discreta esperienza internazionale. Con l'Under17 ha messo insieme 9 presenze, ed è ben presto diventato un punto di riferimento per l'Under19. Con i pari età ha vinto l'Europeo di categoria 2011, venendo schierato sempre come titolare.

182 cm per 72 kg, Ruben Pardo Gutierrez è il classico regista di metà campo. Tecnico e dotato di buona visione di gioco, rende al meglio schierato davanti alla difesa. Fa parte di quella scuola di registi iberici, fra i quali spicca proprio il canterano basco Xabi Alosno. Come detto poco sopra, rispetto al classico mediano spagnolo, Pardo possiede impressionanti qualità nei lanci lunghi. In tal senso può rappresentare una perfetta commistione fra la scuola calcistica spagnola e quella britannica, dove le palle profonde sono particolarmente curate.
Destro naturale, gioca sempre a testa alta e sa adattarsi a più sistemi di gioco. Può giocare come perno basso davanti alla difesa, come interno di un centrocampo a tre o come fulcro del gioco in un classico 4-4-2. La sua duttilità tattica può rappresentare un'arma per la sua carriera, il cui futuro è destinato ad essere radioso. Emergere in un calcio come quello spagnolo, dove a centrocampo spuntano ogni anno centrocampisti di caratura internazionale, è sinonimo di qualità.
Capelli castani e sguardo da bravo ragazzo, il giovane Ruben è un adolescente con i piedi per terra e la testa sulle spalle. Quotidianamente lavora con dedizione per raggiungere il suo sogno, che non è quello di giocare in un grandissimo club o avere un contratto milionario, ma poter indossare la maglia della sua Nazionale.
La sua tecnica non si discute e la facilità con cui calcia è davvero sbalorditiva. Il suo dinamismo e la sua visione di gioco lo rendono un giocatore adatto anche alla Premier League o la Serie A, dove Borja Valero potrebbe rappresentare un perfetto spartiacque per i giovani talenti spagnoli.
Fra qualche mese tutti potranno vederlo all'opera durante gli Europei Under21, che potrebbero rappresentare per Ruben Pardo Gutierrez una vera e propria vetrina per farsi conoscere da tutt'Europa.

Calciomercato: il Milan cede Pato e sfida la Juve per Drogba


Clamorosa indiscrezione della Gazzetta dello Sport, che parla stamane di un retroscena di mercato molto suggestivo. Il Milan sarebbe pronto a cedere Alexandre Pato e virare su Didier Drogba, promesso sposo della Juventus.
Andiamo con ordine. Carlo Laudisa scrive stamane: "Dopo anni tinti di verdeoro, quello che scenderà in campo nel 2013 rischia fortemente di essere un Milan «debrasilianizzato». Oltre a Robinho, infatti, a gennaio potrebbe andarsene anche Pato. La notizia: il Corinthians, club brasiliano neo campione del mondo, ha offerto al Milan 15 milioni per il cartellino del ragazzo. La società rossonera non commenta, ma non smentisce. Anzi, ci sta pensando. Tanto che Galliani domenica partirà per il Brasile. Ufficialmente per il consueto periodo di vacanza in un Paese che l'a.d. rossonero adora; ufficiosamente per stare dietro a vicende di mercato che coinvolgono due big della rosa. Perché ballano molti soldi: se Pato e Robinho dovessero partire, nelle casse di via Turati entrerebbero circa 25 milioni, che si sommerebbero al risparmio di due fra gli stipendi maggiori della squadra (8 milioni lordi l'anno per ciascun giocatore)". E continua: "Ovvero 15 milioni, che stridono rispetto ai 22 pagati nell'estate del 2007 dal Milan all'Internacional, ma che di questi tempi rappresentano comunque una cifra di tutto rispetto. Soldi freschi Specialmente per un ragazzo che continua a non dare affidamento dal punto di vista fisico. Berlusconi nelle scorse settimane lo ha definito senza mezzi termini un «problema», uno che «si guarda allo specchio e non sa chi ha davanti», un giocatore «che rimarrà con noi perché è senza mercato». Ora, però, il mercato ha bussato alla porta del Milan. Il Corinthians in questo momento può fare la voce grossa grazie ai profitti dell'ottimo merchandising e ad alcuni nuovi accordi commerciali molto proficui (fra cui la banca Caixa). Il club paulista aveva provato a prelevare Pato in prestito già questa estate, ma il Milan aveva risposto picche. Poi ci sono state le esternazioni di Ale, nel dopogara di Bruxelles: «Voglio giocare, ne parlerò col mio procuratore e poi vedremo». Parole che hanno indispettito i tifosi e chiarito che Ale cerca un'altra piazza dove ricominciare. L'intesa fra Milan e Corinthians è assolutamente possibile, ma anche questa volta l'ultima parola toccherà a Berlusconi".
 Il collega Pasotto lancia invece la sfida fra Milan e Juventus per l'ivoriano ex Chelsea, scrivendo: "Si potrebbe profilare un duello con la Juve per Didier Drogba. L'ivoriano formalmente è ancora legato ai cinesi del Shenhua Shangai, ma la sua intenzione è quella di rimettersi in gioco in Europa ad alto livello. La Juve sta pregustando l'intesa con Didier da tempo, e ovviamente l'ingresso del Milan nell'affare complicherebbe parecchio i piani. Le casse di corso Galileo Ferraris non possono permettersi sacrifici ingenti e il club bianconero non si farebbe trascinare in un'asta al rialzo. Se il Milan quindi si mettesse di traverso fra Juve e giocatore, avrebbe buone possibilità di spuntarla. I pro di Didier in rossonero: può giocare la Champions; non farebbe parte della nuova baby-filosofia ma senza Pato e Robinho un giocatore d'esperienza è necessario; la dimestichezza col gol e la grande esperienza. I contro: le richieste contrattuali (l'ivoriano, che a marzo compirà 35 anni, cerca una firma fino al 2015); la Coppa d'Africa, che inizia il 19 gennaio) e lo toglierebbe al Milan in un momento molto delicato del campionato. In più, rischia di andare praticamente a sovrapporsi con l'andata degli ottavi di Champions. Opzioni Altre strade? Entrambe già esplorate, e comunque entrambe piuttosto complicate. Una porta a Fabio Quagliarella: la Juve, però, con l'infortunio di Bendtner ha bisogno di lui. L'altra chiama in causa Pastore, che non è un centravanti ma è comunque un vecchio pallino di Galliani. L'a.d. rossonero nei giorni scorsi lo aveva chiesto in prestito al Psg, che aveva rifiutato". Scenario suggestivo, si prospetta un mercato invernale piuttosto elettrizzante

17 dicembre 2012

Esclusiva FM2013, le analisi tattiche: il 4-3-3 mascherato


Continua il nostro viaggio all'interno del mondo di Football Manager 2013, il più celebre e realistico gioco di calcio manageriale.
Inizeremo pertanto un viaggio di analisi tattica, per capire come impostare la nostra squadra in modo da riportare il maggior numero di successi. Il giocatore di FM è spesso abitudinario, ha una precisa idea di gioco in mente e cerca di applicarla anno dopo anno. E' normale ed anche giusto, lo sono io stesso. Col tempo ed il confronto con gli appassionati, ho maturato l'importanza di saper applicare alle squadre una molteplicità di sistemi di gioco, in modo da poter sfruttare al meglio le caratteristiche dei miei giocatori.
La prima tattica che prenderemo in esame è quella che io salvo ogni anno come "4-3-3 mascherato", vale a dire un sistema tattico offensivo ed equilibrato allo stesso tempo.



Non tutte le rose sono adatte ad una tattica di questo tipo, cerchiamo dunque di capire ruolo per ruolo quali caratteristiche devono avere i giocatori che vogliamo schierare in questo sistema di gioco. 
Per prima cosa ci serve un portiere carismatico. Molti giocatori sottovalutano quest'aspetto, ma la capacità di guidare la difesa è fondamentale. 

Difesa: la difesa a quattro si fonderà su alcuni cardini. I due centrali devono essere forti fisicamente e dotati di un gran colpo di testa. Io prediligo due marcatori puri, tendenzialmente sopra i 185 cm. Questo vi permetterà di avere meglio sui centravanti di sfondamento e non subire caterve di goal da calcio piazzato. I due terzini devono essere piuttosto bloccati, dando una mano ai tre centrocampisti in fase di possesso palla, ma esser rapidi a schierarsi accanto ai due stopper in fase difensiva. Personalmente io amo gli esterni bassi rapidi e determinati. 
I parametri da tenere d'occhio per la scelta dei difensori sono i seguenti:

-Colpo di testa -Contrasti -Marcatura -Carisma -Concentrazione -Posizione -Forza

Per i terzini io bado sempre molto anche a: 

-Accelerazione -Resistenza -Velocità

Siate attenti a scegliere la vostra linea difensiva e badiate di avere almeno un ricambio per ruolo. Il consiglio, per le riserve, è quello di acquistare giocatori duttili, che sappiano adattarsi a giocare su entrambe le fasce o che possano sostituire ambedue i centrali difensivi.
Fuorigioco: in questo sistema, la tattica del fuorigioco non è una mossa intelligente. Non serve, ci esporrebbe all'inutile rischio di lasciare andare in porta l'avversario. E' più produttivo assegnare ai difensori il compito di marcare in maniera energica gli avanti avversari, in modo che centrocampo e attacco siano liberi di agire. 
Nello screenshot poco sopra è riportato un esempio di 4-3-3, dove le impostazioni sono: marcatura a uomo, contrasti duri e nessuna tattica di fuorigioco. 
Sui calci piazzati bisogna scegliere, in base ai giocatori che abbiamo in rosa, se marcare a uomo o a zona. Con i giocatori che inserisco nelle mie squadre, io marco sempre a uomo. Se però abbiamo cinque o sei elementi molto forti nel gioco aereo, possiamo anche scegliere di assegnare ad ognuno di essi una zona di campo. In questo caso dovremo essere bravi a dire ai giocatori al limite di curare con attenzione le respinte fuori area, limitando i tiri dai 20 metri. 

Centrocampo: con solamente tre centrali di centrocampo, occorre scegliere molto bene i nostri uomini. Il centrale, che rappresenterà il fulcro del gioco, deve avere un'ottima visione di gioco e piedi di qualità. Sarà lui il regista della squadra, colui a cui affidarsi per dettare i tempi e far partire l'azione. Ai suoi lati vanno bene due centrocampisti incontristi, "a fare legna". Onestamente io cerco sempre mediani di qualità, anche quelli più difensivi. In questo sitema, che sfrutta molto le fasce, non è però indispensabile avere centrocampisti troppo qualitativi, l'importante è che il reparto sia equilibrato ed il nostro fulcro del gioco abbia le capacità di far ripartire l'azione e dare equilibrio alla squadra. 

I parametri per la scelta del nostro fulcro del gioco dovranno pertanto essere:

-Passaggi -Creatività -Decisioni -Determinazione -Carisma -Posizione -Senza Palla

Per i restanti centrocampisti io guarderei anche:

-Contrasti -Forza -Resistenza

I compiti da affidare ai tre sono semplici: il fulcro del gioco, come dice la parola stessa, ha l'obiettivo di catalizzare su di sè i palloni; i due mediani, quello di difendere e appoggiare il pallone. In questo sistema tattico io imposterei i passaggi su "corti" e "misti", in modo che la circolazione di palla sia fluida, veloce e non comporti lanci lunghi. Il pressing è assolutamente fondamentale, così come i contrasti, che anche per i centrocampisti imposterei su duri. 

Attacco: il perno dev'essere una boa, che faccia reparto e che veda la porta con regolarità. Dimentichiamoci dei centravanti dai piedi buoni ma discontinui, a noi serve un bomber vero, che tenga su la squadra e che sia cinico davanti alla porta. Ai suoi lati schieriamo due centrocampisti offensivi, meglio se in grado di ricoprire entrambi le due fasce. In questo modo avremmo l'occasione di scambiarli durante la partita, destabilizzando i marcatori avversari. 
La punta deve avere certe caratteristiche, sia fisiche che mentali. Per prima cosa, dovendo essere un punto di riferimento, occorre che sia prestante fisicamente, forte e determinato. I parametri a cui prestare attenzione sono questi:

-Colpo di testa -Finalizzazione -Coraggio -Determinazione -Freddezza -Senza Palla -Forza

Io guardo sempre anche -Rigori, perchè amo che sia il mio bomber a calciare i tiri dal dischetto, ma se in rosa abbiamo un centrocampista dai piedi buoni sarà possibile farli calciare a lui. 

Le ali, invece, devono essere molto tecniche e rapide, perciò guardate con attenzione:

-Velocità -Accelerazione -Resistenza -Impegno -Senza Palla e -Cross

Ora, con questo sistema possiamo decidere di dare diversi compiti tattici alle nostre ali pure. Possono arrivare sul fondo e crossare; mettere palloni in mezzo dalla trequarti; cercare il dialogo con la punta per andare al tiro o provare l'azione di sfondamento. Personalmente prediligo cross dal fondo e dialogo con il centravanti, che deve avere buoni piedi e visione di gioco. Però ognuno sarà libero di impostare il sistema tattico come meglio crede, sfruttando le caratteristiche dei suoi giocatori in rosa. 
Di fondamentale importanza, per chiudere, avere tre giocatori in grado di dare il cambio ai nostri attaccanti. Senza due ali ed una boa di riserva, saremo altrimenti costretti a cambiare modulo di partita in partita per sopperire agli infortuni. In tal caso suggerisco di allenare la squadra a conoscere più moduli tattici, in modo che un inconveniente non vanifichi il lavoro di un'intera stagione. 

Calciomercato Inter, anche i nerazzurri su Floro Flores


Dal proprio editoriale per TMW, Gianluca Di Marzio svela le ultime trame dell'Inter, da Paulinho passando per... Floro Flores: "L'Inter è condizionata da Sneijder, questa è la verità. Se l'olandese non parte, il budget per intervenire è ridotto al minimo indispensabile.Tanto che, per esempio, l'unico vero tentativo ufficiale per prendere un vice Milito è stato fatto per Floro Flores in prestito. Risposta negativa, perché il giocatore era già stato promesso -a titolo definitivo- al Genoa. Se invece dovesse partire Sneijder (per il quale, al momento, non ci sono offerte concrete), allora il piano di Stramaccioni prevederebbe l'ennesimo assalto a Paulinho, considerato sempre di più il tassello mancante a centrocampo".

Il punto sulla Serie A: 17esima giornata


Andata in archivio la 17esima giornata di Serie A, iniziano a delinearsi bene le dinamiche del campionato.
La Juventus ha impresso un'accelerata al campionato, con l'impressionante prova di forza sull'Atalanta. In ventisei minuti gli orobici son spazzati via, senza possibilità di replica.
Non tengono il passo dei torinesi ne il Napoli ne l'Inter. I campani perdono una pazzesca partita in casa col Bologna, dopo aver ribaltato il match dallo zero a uno. Una magia di Kone e la rete del redivivo Portanova spediscono il Napoli a -8, attendendo le decisioni di scommessopoli. A pari punti la Lazio, che ha sconfitto l'Inter con il solito intramontabile Miro Klose. I nerazzurri, seconda forza del torneo a -7 dalla capolista, sono sfortunati e recriminano per un sacrosanto rigore non concesso su Ranocchia.
Torna al successo la Fiorentina, con uno straripante poker al Siena, sempre più ultimo in classifica. I viola giocano bene e si giocheranno le loro carte per un posto in Champions League, per il quale lotta anche la Roma. Fermati a Verona, i giallorossi hanno mostrato i loro limiti di fronte ad una squadra chiusa e compatta come il Chievo, anche se anche al Bentegodi ci sono state parecchie lamentele per l'arbitraggio.
Da alcune settimane lo dico, occhio al Milan. I rossoneri schiantano il Pescara e si portano a sette punti dal seconto posto, dimostrando di essere tornati competitivi. El Shaarawy è mostruoso e continuando così l'accesso in Champions non è utopico.
Chiudono la giornata il pari di Udinese e Palermo, la vittoria del Catania sulla Samp, il pari fra Genoa e Torino ed il poker del Parma al Cagliari.
In coda alla classifica è lotta serrata con molte squadre coinvolte. Si va dai 21 punti di Atalanta e Chievo agli 11 del Siena, con 10 squadre coinvolte. Siena, Genoa e Pescara sembrano le più accreditate al momento per andare in Serie B, ma col mercato invernale tutto potrebbe cambiare. Torino, Palermo, Cagliari, Sampdoria e Bologna non potranno dormire sonni tranquilli, ma lavorare sodo per non cadere nel baratro.

16 dicembre 2012

Bomber cercasi: Francesco Grandolfo


Il nostro calcio è spietato. Un momento ti esalta, come un Dio, un istante dopo sei dimenticato. Questa è la parabola di Francesco Grandolfo, balzato agli onori delle cronache dopo la tripletta al Bologna, e ben presto dimenticato. Eppure parliamo di un ragazzo di appena 20 anni, accostato alla Juventus, al Milan e a tutti i più grandi club di Serie A nell'estate di due anni fa, ed oggi finito nel dimenticatoio della Serie B, indossando la maglia che ha sempre amato, quella del Bari.
Francesco Grandolfo nasce a Castellana Grotte, il 26 luglio 1992. Ragazzo sveglio e volenteroso, mostra sin da subito uno spiccato amore per lo sport ed il pallone. I genitori lo portano a giocare nella Pro Inter Bari, la squadra che ha lanciato Antonio Cassano. Come il fuoriclasse nerazzurro, anche Grandolfo viene tesserato dalla Primavera del Bari. Con le giovanili dei Galletti sbalordisce tutti. 23 presenze e 16 reti gli valgono le attenzioni della Prima squadra. Il tecnico Giampiero Ventura lo aggrega con il resto del gruppo, garantendogli la possibilità di allenarsi con il brasiliano Barreto. Grandolfo non perde occasione per apprendere dai più esperti compagni e Ventura decide di premiarlo. Il 7 maggio 2011 fa il suo esordio in Serie A, nella sconfitta a Palermo. Nell'ultima di campionato a Grandolfo viene data la possibilità di giocare titolare, nella trasferta di Bologna. Contro i felsinei il bomber pugliese si scatena e realizza una fantastica tripletta di sinitro. Due goal da centravanti vero, con un interessante movimento a smarcarsi; uno di rapina alla Pippo Inzaghi. Le porte del paradiso sembrano spalancate per il ragazzo barese, su cui piombano le attenzioni delle grandi squadre del torneo. Dopo un'estate di rumors e voci di mercato, è il Chievo Verona ad aggiudicarselo in prestito con diritto di riscatto. Verona sembra essere la piazza ideale dove crescere e maturare esperienza, ma qualcosa s'inceppa. Grandolfo non lega con l'ambiente e gli allenatori, tanto da chiudere la stagione con solo due presenze all'attivo. Il Chievo non lo riscatta e, terminato il prestito, il centravanti torna nella sua Bari. Qui sceglie il numero 9, indossato prima di lui da Raffaele Costantino, Sandro Tovalieri e Gionatha Spinesi. Al momento non sembra però che la fortuna sia la stessa degli illustri predecessori, Grandolfo è ai margini della squadra e deve accontentarsi di poche apparizioni.

 182 cm per 79 kg, ritengo che Grandolfo sia un giocatore molto interessante. Sono spesso state sottolineate le difficoltà cui è andato incontro, ma si è sempre dimenticata la sua data di nascita: 1992. Francesco Grandolfo ha 20 anni compiuti da poco e tutte le carte in regola per sfondare nel calcio professionistico. Mancino naturale, è un numero 9 vecchio stile. Vive per il goal e non ha altro obiettivo che la rete. Nelle movenze ricorda un giocatore come Pippo Inaghi, spietato killer delle aree di rigore. Dotato di una buona tecnica personale e tanta corsa, Grandolfo deve migliorare molto a livello mentale. La precoce esplosione in Serie A ha rallentato il suo processo di crescita, come spesso capita ai giovani talenti. Il suo talento non dev'essere sprecato, come accaduto a Fausto Rossini e Gianni Comandini, per fare due nomi del recente passato. Ha di certo bisogno di trovare un tecnico che creda in lui e nelle sue doti, ma più di ogni altra cosa deve ritrovare la fiducia in sè stesso. E' uno che i goal li ha sempre fatti, e prima o poi riprenderà a farli. Il suo periodo di balck-out, seppur molto diverso, mi ricorda quello di Paloschi. Come il bomber del Chievo (fermo spesso per infortunio) anche Grandolfo ha bisogno di ritrovare qualche goal per sbloccarsi e rimettere in carreggiata una carriera che dev'essere in ascesa. A 19 anni ha griffato un record storico, diventando il primo calciatore a timbrare una tripletta in Serie A con la maglia del Bari, ma non può che essere un punto di partenza. Anzichè andare a prendere attaccanti sudamericani di dubbio talento, come Ze Eduardo, Pratto, Larrondo o Melazzi, diamo un'occasione a Francesco Grandolfo.

 

15 dicembre 2012

Genoa-Torino, un match da cardiopalma


Genoa-Torino non è solo uno scontro salvezza, ma una sfida da dentro o fuori. Il girone di andata non è ancora finito, ma la situazione per le due compagini sembra già serissima. I rossoblu languiscono al penultimo posto, con dodici punti ed un impietoso score di soli sei punti nelle ultime dodici di campionato. Il Torino non sta meglio, nonostante una partenza sprinti in campionato. I granata hanno tre lunghezze sul Grifone, ma con un solo punto nelle ultime quattro partite sono stati risucchiati nella lotta per non retrocedere.
Entrambi gli ambienti son piuttosto caldi, con Del Neri e Ventura che sentono la pressione della piazza e sono consapevoli che la fiducia nei loro confronti potrebbe terminare a momenti.

Qui Genoa: i rossoblu non hanno altro risultato che la vittoria. Il pareggio non aiuterebbe ne l'autostima della squadra, ne la classifica. Gigi Del Neri non può schierare la squadra con il suo consueto 4-4-2, perchè gli mancano gli uomini per fare il suo gioco. Ecco allora che si va verso un modulo ibrido.
In porta fiducia a Sebastien Frey, nonostante le ultime prestazioni poco felici. A Genova son tutti convinti che il francese sia un ottimo portiere, il suo ruolo non è in discussione almeno fino a giugno, quando andrà definito il futuro di Perin.
La difesa sarà schierata a quattro, come consuetudine per il tecnico friulano. Granqvist e Canini saranno i centrali, Rossi e Moretti gli esterni. Il capitano verrà adattato a terzino destro, per sopperire alla squalifica di Sampirisi.
Davanti alla difesa agirà Tozser, che dovrà far filtro ed appoggiarsi sui due centrali di centrocampo, Seymour e Merkel. Ai loro lati Bosko Jankovic e Juan Manuel Vargas, chiamati ad una prestazione importante per limitare le offensive di Cerci e Santana.
In avanti rinnovata la fiducia a Marco Borriello, che agirà come unico punto di riferimento offensivo. Ancora panchina per Immobile, la cui cessione in prestito al Pescara non appare oggi utopia.

Qui Toro: Consueto 4-2-4 per Ventura, che deve sciogliere il nodo Cerci. Dopo la lite nell'intervallo della partita con il Milan, non è detto che l'esterno venga impiegato a Genova.
In porta confermato Gillet, anche lui autore di qualche prova sotto tono nelle ultime settimane.
La difesa sarà orfana di Ogbonna, ma ritroverà il polacco Glik. Completeranno il reparto uno fra Di Cesare e Rodriguez in mezzo, Darmian e Masiello sulle fasce.
Il centrocampo si appoggerà come sempre su due perni centrali, Basha e Gazzi, per scatenare i due esterni alti. Santa è l'unico sicuro del posto, sull'altra fascia se la giocano Cerci e Stevanovic.
In avanti, scontata la presenza di Bianchi, dovrebbe agire Meggiorini come seconda punta. Difficile che Sgrigna e Sansone possano insidiare l'attaccante ex Inter, Bari e Bologna.

La partita, con questi presupposti, si preannuncia incandescente. E' praticamente impossibile fare un pronostico sul risultato, perchè si tratta della classica partita da 1X2. A mio modo di vedere, per il Genoa il Toro è il miglior avversario possibile. I granata se la giocano a viso aperto e non godono di un periodo di forma eccelso, potrebbero essere un ottimo punto di svolta per il Grifone ferito.
Del Neri deve fare attenzione a non sottovalutare il Toro, che è pur sempre un animale ferito. I presupposti per una partita bella e divertente ci sono, le due squadre non dovranno ne potranno fare calcoli: i 3 punti sono l'unica soluzione possibile.

Fantacalcio, i consigli dell'esperto


Cerchiamo di capire insieme, partita per partita, chi schierare e chi lasciare in panchina fra i nostri giocatori!

Udinese-Palermo: partita difficile, da 1X2. Di Natale e Miccoli, non si possono mai lasciare fuori. Lascerei fuori Pinzi e Kurtic, probabili ammoniti, mentre punterei su Dusan Basta e Franco Brienza. I difensori del Palermo meglio evitarli, il folletto campano li metterà in difficoltà. Turno di stop anche per Brkic, dopo due rigori parati, se ci fosse l'occasione, Miccoli lo fredderebbe di certo.

Lazio-Inter: altro match di difficile lettura. Inutile soffermarsi sui grandi nomi dei due attacchi, chi li ha li schiera. Fra i nerazzurri mettere in campo Guarin, che viene da un periodo molto positivo ed è sempre pericoloso con le sue bordate dalla distanza. Stesso discorso per il biancoceleste Candreva, che all'Olimpico si esalta.

Fiorentina-Siena: Cuadrado e Borja Valero sono due giocatori di sicuro valore per il vostro fantacalcio, così come capitan Pasqual. I bianconeri andranno incontro ad una partita difficilissima, ma Neto e Vergassola sono giocatori di sicuro affidamento per il fantacalcio.

Catania-Sampdoria: se gli etnei non saranno stanchi per la Coppa Italia, mi aspetto una partita d'attacco da parte dei siciliani. Lodi, Gomez e Marchese sono da schierare assolutamente. Per i genovesi eviterei i difensori, orfani del leader Gastaldello, ma punterei sui sempre affidabili Maresca e Poli. Occhio anche ad Icardi, che in velocità potrebbe far venire più di un grattacapo a Legrottaglie e Spolli.

Chievo-Roma: le due compagini sono in gran forma, sarà una partita durissima. Sorrentino lo lascerei in panchina, contro Zeman meglio non rischiare. Paloschi è da mettere in campo, troppo in forma per rinunciare a lui. A centrocampo Lamela e Florenzi potrebbero ritrovare la rete, e con la loro velocità procureranno più di un cartellino ai clivensi.

Genoa-Torino: partita da dentro o fuori. Cerci, se giocherà, sarà una spina nel fianco per la retroguardia genovese, così come Bianchi. Fra i rossoblu puntate su Borriello, mentre non convince Jankovic, autore ultimamente di brutte prove.

Juventus-Atalanta: schierate i bianconeri che avrete a disposizione, specialmente Lichtsteiner, Pirlo e Vucinic. Il montenegrino ritroverà la via della rete, e per Consigli non sarà facile. Fra i bergamaschi Denis potrebbe riposare per una settimana, schierate invece Schelotto e Bonaventura, che faranno una buona partita.

Milan-Pescara: qui il diktat è semplice, dentro i rossoneri e fuori i biancoazzurri. Robinho ed El Shaarawy saranno le star della partita, specialmente se il centrocampo abruzzese non farà grande filtro.

Parma-Cagliari: potrebbe essere la partita di Biabiany, ancora a secco in questa stagione. Amauri metterà in difficoltà Astori, lasciate il difensore fuori. Sau-Paletta sarà uno scontro bellissimo, potrebbe valer la pena di schierare entrambi.

Napoli-Bologna: inutile dire che Cavani è da schierare, concentramoci sui nomi di secondo piano. Gamberini è da metter titolare, senza dubbio. Stesso discorso per Diamanti e Gabbiadini, mentre fra i partenopei date l'ultima occasione a Maggio, quest'anno sottotono in termini di voti, assist e goal.

14 dicembre 2012

Calciomercato Genoa: l'assurdità dello scambio Immobile-Cassani


La Nazione riporta oggi di un possibile scambio tra Genoa e Fiorentina. Secondo quanto riportato dal quotidiano fiorentino, ai rossoblù interesserebbe Mattia Cassani: per averlo il Grifone potrebbe dare la metà del cartellino di Immobile, attaccante in comproprietà con la Juventus. Ovviamente dovrà avere il permesso del club bianconero per poter cedere la mezza proprietà. La notizia, per quanto sia da verificare, mi ha lasciato di stucco. Quale potrebbe essere il senso di questo scambio? I rossoblu perderebbero un attaccante di prospettiva, classe 1990, per avere un terzino classe 1983. Mi sembrerebbe assurdo, ma ancor di più se andiamo a vedere il ruolo che Cassani ha nella Fiorentina di Montella, quello di riserva. Sarebbe un affare solo per i Viola, che risolverebbero il problema offensivo e si liberebbe di un giocatore che è comunque ai margini del progetto. Troppo divario fra Cassani e Cuadrado, con l'esterno colombiano davanti a sè, l'italiano è destinato comunque a lasciare Firenze o vivere da riserva la sua fine di carriera. Allora mi domando io, perchè il Genoa dovrebbe complicarsi la vita facendo un'operazione simile? Da Genova nulla è trapelato, e non penso che si prenda in considerazione una trattativa del genere, anche alla luce dell'ingaggio di Floro Flores. Più verosimile, per quanto rischioso, il prestito al Pescara. Delli Carri, ds degli adriatici si è esposto pubblicamente dichiarando: "Ho proposto il suo nome alla società e all'allenatore ottenendo i loro pareri favorevoli, con il collega Foschi e con l'agente di Ciro – dichiara il ds – ma ora siamo ancora lontani dalla sessione di mercato per poter parlare di vere e proprie trattative. Il nostro interesse c'è, è vivo, ma il fatto che Genoa e Pescara siano due dirette concorrenti per la salvezza non credo che possa facilitare la buona riuscita dell'operazione. Se Ciro dovesse scegliere tra noi e i rosanero però credo che la sua decisione viri verso il nostro club, ma se si dovesse intromettere anche la società partenopea dovremmo perdere ogni speranza, dato che stiamo parlando di un top club. Ho dei buonissimi rapporti con la società rossoblù, ma credo che le trattative in questo momento possano farsi più difficili del previsto: non so se vorranno privarsi di un giocatore come Immobile per darlo ad una diretta concorrente. Se non fosse per questa situazione penso che sarebbe tutto più facile". Secondo me l'ex difensore del Piacenza ha trovato il nodo della questione, ovvero la cessione ad una diretta concorrente. Il Genoa dovrà lottare con le unghie e con i denti per salvarsi, non può regalare ad una squadra che la precede al momento in classifica, un giocatore come Immobile. Il presidente Preziosi e Rino Foschi dovranno pensarci bene, ma ritengo che la piazza rossoblu sia contraria alla sua cessione. Dall'esterno mi pare di aver capito che i tifosi del Grifone apprezzino Immobile, e allora diamogli tempo. Lasciamo che il centravanti dell'Under21 possa esplodere ed esprimere tutto il suo potenziale. Per farlo deve giocare, come l'anno scorso a Pescara. Con le Nazionali giovanili ha spesso fatto coppia con El Shaarawy, timbrando con maggiore regolarità il cartellino. Ora il Faraone è esploso completamente, tutto fa presupporre che possa fare lo stesso percorso anche Immobile.

Mi manda Iniesta: Andy Bangu



Le giovanili della Fiorentina continuano a stupire. Non solo per gli ottimi risultati in campo, ma perchè in Primavera schiera ragazzi giovanissimi. Qualche giorno fa abbiamo parlato dell'ivoriano Cedric Gondo, classe 1996; oggi ci concentreremo su un altro baby fenomeno: Andy Bangu.
Luzayadio Andy Bangu nasce a Kinshasa il 10 ottobre 1997, si avete capito bene, 1997. Nonostante i soli 15 anni ed un fisico non certo imponente, milita nel campionato Primavera con la maglia della Fiorentina.
Trasferitosi in Italia all'età di sei anni, Bangu ha iniziato a giocare nella squadra della parrocchia di Costamasnaga, un paesino lombardo in provincia di Lecco. Con la squadra della chiesa gioca un campionato dilettantistico, dove viene notato da un osservatore dell'Atalanta, Sergio Spreafico. Dopo un provino superato a pieni voti, Bangu viene aggregato al settore giovanile della Dea, dove giocherà per quattro stagioni.
Dopo il quadriennio in nerazzurro il primo giallo di mercato della sua giovane carriera: il passaggio alla Fiorentina. E' lui stesso a chiarire i dettagli del trasferimento, dichiarando al portale generazioniditalenti.com di essersi trasferito a Firenze per motivi familiari, dei quali non vuole giustamente parlare. A Bergamo non hanno preso bene il passaggio del talento congolese in maglia viola, tanto che lo stesso presidente Percassi è "sceso in campo" per denunciare il comportamento del club toscano. Andy è stato bravo a non farsi travolgere dalle polemiche ed è sempre rimasto concentrato sul suo lavoro, bruciando le tappe nel settore giovanile fiorentino.
La notorietà l'ha raggiunta, come molti suoi compagni, con la partecipazione al reality di Mtv "Calciatori Giovani Speranze", nel quale si è messo in mostra come un ragazzo semplice ed educato. Insieme a Cedric Gondo ha stretto un sodalizio stretto e redditizio, in campo e fuori. Sul terreno di gioco si trovano a meraviglia e hanno confezionato goal e azioni spettacolari a ripetizioni, sia nei giovanissimi che negli allievi.
Bangu è stato promosso in estate nella formazione Primavera, con la quale ha disputato fino ad ora 8 partite di campionato. Il traguardo è sorprendente, perchè se da un lato il talento di Bangu non si mette in discussione, è anche vero che a 15 anni è inusuale giocare con ragazzi 4-5 anni più vecchi. Questo percorso non può che giovarli, accelerando il suo processo di crescita come uomo e come calciatore.

170cm per 57 kg di peso, Andy Bangu ha un fisico ancora in fase di sviluppo. E' forte, veloce e potente, ma tutte queste caratteristiche sono destinate ad aumentare col tempo. 
Centrocampista centrale con una visione di gioco fuori dal comune, Bangu è un giocatore moderno. Ha corsa, è abile nei movimenti con e senza palla e ha un bellissimo calcio. La sua visione di gioco, unita ad un dribbling formidabile, lo rendono ideale per molti sistemi di gioco. Il ruolo in cui le sue caratteristiche si esaltano è quello di mediano davanti alla difesa, in modo da far partire l'azione della sua squadra. In passato è stato impiegato anche come mezz'ala di un centrocampo a tre e come trequartista, a testimonianza di un piede sopraffino. Destro naturale, Andy sa calciare alla perfezione punizioni ed angoli, sia da destra che da sinistra. Nelle poche apparizioni con i pari età è stato devastante, andando a segno con grande regolarità. Ha fatto più fatica con ragazzi fisicamente più formati di lui, tanto che in Primavera non ha ancora trovato la via della rete. Tutto normale, il suo talento non è in discussione.
Andy Bangu non è il classico mediano africano, dotato di corsa e forza fisica. Ricorda molto di più un centrocampista europeo, alla catalana per intenderci. Testa alta, palla incollata al piede e grandi geometrie. Lui dice di ispirarsi ad Andres Iniesta, ed il paragone non è così azzardato. Parlando di un ragazzo lontano dalla maggiore età non mi azzarderei a dire "il nuovo Iniesta", ma le caratteristiche tecniche sono quelle. Rapdido e spavaldo, mette in campo una personalità che raramente si vede in un ragazzo così giovane. Ha le potenzialità per migliorare diversi aspetti del suo gioco, fra cui i contrasti aerei, nei quali patisce un pò la statura non proprio da gigante.
Qualche settimana fa si è parlato di un forte interesse dello United per Bangu, con Ferguson alla caccia di un nuovo giovane talento per la sua mediana dopo aver perso a parametro zero Pogba. L'imperativo, per il nostro calcio, è allontanare le sirene inglesi e coltivare nei nostri vivai i talenti dei più forti prospetti. Bangu è sicuramente uno di questi, chissà che un giorno non torni utile anche per la Nazionale maggiore.

13 dicembre 2012

Spagna, l'El Dorado del calcio: Federico Vico Villegas

foto cordobacf.com


Nome: Federico
Cognome: Vico Villegas
Data di nascita: 4 luglio 1994
Luogo di nascita: Cordoba (Spagna)
Altezza: 176 cm
Peso: 68 kg
Ruolo: centrocampista-trequartista
Squadra: Cordoba
Piede preferito: destro








I conquistadores spagnoli erano convinti che l'America fosse "l'El Dorado", un luogo magico in cui si potevano trovare immense quantità di oro e monili. Per trovare l'El Dorado del calcio non occorre fare molta strada o richiamare antiche leggende. Da alcuni anni a questa parte la Spagna sforna con regolarità una vasta quantità di calciatori interessanti. Nel nostro viaggio alla scoperta dei più brillanti talenti del calcio mondiale, ci soffermiamo dunque nella penisola iberica. Più precisamente andremo a scoprire uno dei più giovani prodotti del calcio spagnolo, Fede Vico.

Federico 'Fede' Vico Villegas nasce a Cordoba, il 4 luglio 1994. Nato e cresciuto in Andalusia, sviluppa fin dai primi anni di età una certa passione per il gioco del calcio. Entra giovanissimo a far parte della squadra della sua città, il CF Cordoba. Nella cantera biancoverde inizia un processo di crescita che si rivela più rapido del previsto. Intelligenza e determinazione portano il giovane centrocampista a bruciare le tappe. A 16 anni viene stabilmente inserito nel Cordoba B, con la quale debutta nel calcio professionistico. Bastano pochi mesi per impressionare gli addetti ai lavori, guadagnandosi la convocazione nella selezione Under17 spagnola e la panchina in prima squadra.
Il 23 gennaio 2011 festeggia al meglio l'inizio del nuovo anno, mettendo per la prima volta piede in campo con la prima squadra. L'emozione di debuttare con la squadra della sua città non spaventa Vico, che mostra fin da subito una personalità fuori dal comune. Nel pareggio con il Girona subentra al posto di Juanmi Callejón, fratello del più celebre Josè Maria che milita nel Real Madrid di Mourinho.
Nonostante la giovanissima età, l'ascesa del centrocampista andaluso è tanto rapida quanto costante. Lucas Alcaraz, allenatore della prima squadra, rimane stregato dalla sua agilità ed il suo tocco di palla. Entrando nelle grazie del tecnico ha la possibilità di diventare il più giovane marcatore della storia del club. La rete che decide il derby andaluso contro lo Xerez non è una rete qualsiasi, ma da predestinato. Undici minuti dopo essere entrato in campo, in seguito ad un'azione da calcio d'angolo, il centrocampista batte il portiere Doblas con un preciso mancino sul palo destro. Una gioia fortissima per un sedicenne, che nemmeno trenta giorni più tardi grifferà un'altra rete nella vittoria con il Guadalajara.
Goal e prestazioni convincenti permettono a Vico di ritagliarsi un posto fisso nella Nazionale Under17 di Ginés Meléndez. Anche con le furie rosse mette in mostra le sue qualità, specialmente vicino alla porta avversaria. Con il 7 sulle spalle, infatti, punisce il Belgio U17, griffando un'importante vittoria per il suo paese nell'Europeo di categoria.
Diventato quest'anno un titolare del Cordoba, il giovane centrocampista si è prematuramente guadagnato la convocazione in Under20 con due anni di anticipo.

Nato come centrocampista centrale, Fede Vico Villegas sta acquisendo i crismi del centrocampista universale. In grado di giocare sulla linea mediana del campo come sulla trequarti, Vico ha nel tocco di palla il suo punto di forza. Gioca sempre a testa alta e non ha paura di assumersi responsabilità. Quelle che possono sembrare doti normali, sono invece fuori dal comune per un talento classe '94. Molti ragazzi, se avessero le sue doti tecniche, si perderebbero in dribbling inutili e giocate sensazionali. Vico è un calciatore concreto, molto più maturo della sua età calcistica.
A 16 anni in un'intervista per la televisione cittadina aveva già espresso i suoi desideri per la stagione: "debuttare con la prima squadra, giocare titolare e indossare la maglia della Spagna". Detto fatto.
176 cm per 68 kg di peso, Vico non ha di certo il fisico del "carroarmato". Rapido di testa e di gambe, è abile sia nelle conclusioni che negli assist ai compagni. Il Cordoba lo sta progressivamente trasformando in trequartista, per esaltare la sua vena offensiva e mettere la sua facilità di corsa al servizio della squadra.
Osservarlo in allenamento ed in partita è davvero un bello spettacolo. Si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad un ragazzo umile, che osserva i compagni più esperti e ascolta i consigli dell'allenatore. Il suo unico scopo è quello di sfondare nel mondo del calcio e vive per questo. Quotidianamente lavora per migliorarsi fisicamente e tecnicamente, senza sedersi sugli allori.
La sua tecnica di base è sopraffina, il suo tocco di palla è dolce e delicato. Calcia molto bene con entrambi i piedi, nonostante sia un destro naturale. Adattabile a diversi sistemi tattici, Vico è in grado di giocare su tutto il fronte della trequarti offensiva. Dietro le punte, in posizione centrale, rende al massimo delle sue potenzialità, ma all'occorrenza può essere impiegato anche partendo largo. Per caratteristiche fisiche e tecniche può ricordare il talentino del Malaga, Isco. Entrambi andalusi e dotati di mezzi fuori dal comune, potrebbero ritrovarsi presto nel giro della Nazionale maggiore.



Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More